lunedì 14 settembre 2026

FEEDBACK, TRAIETTORIE, CAOS - DUE COSE SUL METODO USATO

Dal mio punto di vista le due serie di post "Feedback, Caos" e "La Traiettoria Non Esiste" sono stati i temi più concettualmente importanti che ho trattato negli ultimi anni. Non sono testi semplici da seguire, ma credo di aver realizzato due serie di post in cui la matematica (e il codice) servivano a costruire le conclusioni. Sono state serie quasi assiomatiche, in cui le conclusioni derivano coerentemente dalle premesse fisiche e matematiche. Niente di originale, ma qualcosa di fatto assente dal discorso pubblico sulla scienza da circa un quarto di secolo, specialmente in Italia. Le cause di questa assenza sono da cercarsi, secondo me, nel neo-neopositivismo prevalente a partire dal secondo decennio del nuovo millennio, che aveva scaricato la vulgata postmoderna secondo cui con il caos deterministico "la scienza aveva scoperto di non sapere". Quella vulgata era rozza e imprecisa, e molto lontana dalla concezione di Stengers e Prigogine per cui "tutto è prevedibile" e "niente è prevedibile" costituivano i due poli alienati e alienanti della questione. Ma ormai alle parole d'ordine rozze e imprecise il discorso pubblico sui temi scientifici è completamente assuefatto, da anni.

Nelle due serie ho parlato di sistemi caotici fornendo nelle appendici il codice con cui erano state prodotte le grafiche. L'idea è stata che l'inclusione del codice nelle appendici permetteva la riproducibilità dell'esperimento numerico da parte del lettore, ed il passaggio da Mathematica a Python è avvenuto in questa chiave: le distribuzioni Python per windows più diffuse sono free software, in linea di principio scaricabile e installabile da chiunque.

E visto che le moderne teorie del caos sono nate grazie all'evoluzione dei computer tra anni 60 e anni 70, includere il codice era pertinente. La barriera di ingresso alla sperimentazione rispetto ad allora, da un punto di vista economico, è praticamente 0.

E' stata, da un punto di vista concettuale, un'operazione non retrò ma classica. Robert May insisteva sul fatto che chiunque poteva verificare con una calcolatrice. E diede le istruzioni per calcolare i cicli epidemici in un suo famoso articolo: 

New Scientist, Vol. 96 n. 1332

 Inserendo i numeri nelle equazioni (1) e (2) su una calcolatrice tascabile, è possibile scoprire come questi semplici processi generino ondate successive di incidenza. Mostriamo due esempi che rispecchiano l'incidenza del morbillo in due comunità di mezzo milione di persone ciascuna, una con un tasso di natalità annuale di 12 persone ogni 1000 abitanti, simile a quello attuale del Regno Unito (a sinistra), e l'altra con un tasso di natalità tre volte più alto, per riflettere un paese in via di sviluppo come la Nigeria (a destra).

Se il tasso di contatto f è fissato a 0.3×10−4 (dove 1/f è la densità critica di suscettibili necessaria per mantenere l'infezione), con il tasso di natalità del Regno Unito le epidemie di morbillo si verificano approssimativamente ogni due anni, mentre con il tasso di natalità più elevato si verificano annualmente. Queste semplici previsioni imitano da vicino i modelli osservati. La ricomparsa e il calo dell'incidenza sono innescati dal numero di suscettibili che scende al di sotto e sale al di sopra del livello critico, 1/f, per la persistenza della malattia. (Questo modello molto semplice è "neutralmente stabile"; versioni più raffinate possono mostrare oscillazioni smorzate o cicli sostenuti.)
(Robert May, Roy Anderson, The logic Of Vaccination)

Ma non solo. Ci fu chi proponeva esperimenti per cui servivano solamente carta e matita, come il MU puzzle,  il primo ad essere proposto in GEB da Douglas Hofstadter.

Rievocare questo tipo di approccio classico serve anche a definire, per contrasto, quella che oggi è la divulgazione scientifica prevalente. Sottolineo prevalente perché qua sopra sono stati spesso citati alcuni esempi che si collocano al di fuori di quel contesto (e sicuramente esistono altri esempi che mi sono sfuggiti).

Resta il fatto che la divulgazione prevalente ha sempre parlato di un metodo scientifico che era del tutto alieno alla definizione originale del termine. E quindi continua a proporre una narrazione moraleggiante, catechistica, e il più delle volte completamente staccata dalla realtà dei temi di cui si vuole occupare. L'avvento e i progressi degli LLM poi hanno abbassato rasoterra l'asticella, quanto a competenze necessarie per produrre contenuti "scientifici".
Il fenomeno si inserisce in quadro più vasto, quello della "AI Slop": contenuti di bassa qualità generati da AI che stanno invadendo la rete. Nel 2025 il 20% dei contenuti proposti da YouTube agli utenti era AI slop, che colpisce pesantemente i contenuti scientifici. E all'incirca sullo stesso fronte l'uso della IA nella divulgazione scientifica è diventato materia nei corsi di divulgazione. Questi fatti, combinati, dovrebbero far riflettere: nell'economia delle rete ci sono aree tematiche "calde", nel senso in grado di generare engagement e quindi monetizzazione, e da questo punto di vista i contenuti ad alto tasso di interesse sono praticamente indistinguibili. L'uso di LLM per la generazione di contenuti è un mezzo per abbassare a quasi 0 tempo e costi di produzione. Stiamo parlando di un cambio di paradigma in cui il creatore di contenuti "tradizionale" deve competere con l'IA per sopravvivere nell'economia digitale, magari usando gli stessi LLM per ottimizzare e velocizzare il lavoro, massimizzare l'engagement.

Ma se per assurdo il prevalente paradigma della comunicazione della scienza avesse voluto affrontare temi analoghi a feedback e traiettorie non avrebbe prodotto le stesse cose che avete letto qua sopra nello stesso modo. Perché la regola aurea, proveniente dagli albori della computazione elettronica, continua ad essere valida: Garbage In, Garbage Out. 


APPENDICE

Per quel che riguarda Mathematica continuo a consigliare Wolfram Alpha che, nella versione free, funziona comunque piuttosto bene.
Installare Python sul sistema operativo più diffuso tra gli utenti (Windows) poteva essere macchinoso, in passato . Ma Anaconda è una distribuzione completa, gratuita, con numpy, scipy, matplotlib e molto altro, con un programma di setup che installa e configura tutto. E JupyterLab fornisce un ambiente di facile uso, oggi pure con un AI assistant, se si vuole. 




Non mancano introduzioni a Python per principianti come Learn Python.


giovedì 10 settembre 2026

PAGATI PER PARLARE MALE (O BENE) DELL'IA

 

Qualcuno sta pagando degli influencer per dirvi che l'intelligenza artificiale ci ucciderà tutti. Qualcun altro sta pagando degli influencer per dirvi che l'IA migliorerà la vostra vita...

Le sponsorizzazioni su YouTube di solito funzionano così. Il creatore ha delle spese da coprire e gli abbonamenti a pagamento e le pubblicità integrate non bastano. Quindi, ha bisogno di uno sponsor. Il creatore vede coperte le sue spese e può pubblicare i suoi contenuti senza paywall. Lo sponsor ottiene visibilità. Il pubblico riceve un'offerta speciale. Tutti contenti...

Ma ecco il problema. Gli sponsor spesso ottengono un impatto maggiore quando la loro sponsorizzazione non è dichiarata o è poco trasparente, perché questo fa apparire le raccomandazioni più credibili. A rigor di termini, questo è illegale, ma esiste una zona grigia in cui un creatore potrebbe semplicemente concordare con il punto di vista dello sponsor...

Per esempio, sono stata contattata da un'organizzazione che voleva avvertire che l'intelligenza artificiale rappresenta una minaccia esistenziale. Ora, io stessa ho messo in guardia sui pericoli dell'IA, quindi sono certamente molto sensibile a questo messaggio. Ma poi volevano dirmi di cosa avrebbe dovuto parlare il video e cosa avrei dovuto dire, fino alle frasi da leggere e ai riferimenti da citare. Ho risposto di no. Ma, se il prezzo è giusto, qualcun altro lo farà prima o poi (dirà di sì, NdCS). Poi ho visto su X questo YouTuber che diceva di aver ricevuto tre richieste di informazioni da sponsor anti-IA. Questa, di cui ha fatto uno screenshot, proveniva da qualcuno che menzionava il Center for AI Safety, che distribuisce sovvenzioni ai creatori di contenuti per realizzare video che mettono in guardia dall'imminente apocalisse. E guarda un po', l'apocalisse ha un budget di marketing.

C'è anche l'organizzazione no-profit Control AI, che sponsorizza video su come l'IA rappresenti una minaccia esistenziale. E il Future of Life Institute ha lanciato una campagna per regolamentare l'IA chiamata Protect What's Human, che invita le persone ad accettare lavori retribuiti sui social media...

Penso che il motivo per cui queste organizzazioni no-profit cercano influencer sia una risposta alle campagne sui social media delle grandi aziende di IA che vanno avanti da anni. OpenAI, Anthropic, Google, Perplexity: tutte queste aziende hanno pagato dei creator per spiegare quanto l'utilizzo dell'IA abbia cambiato il loro flusso di lavoro. Si tratta di sponsorizzazioni standard da parte di influencer, e credo che siano quasi tutte dichiarate. Ma anche chi sostiene l'IA sta veicolando parte dei propri sforzi attraverso organizzazioni no-profit. E anche questo rende la trasparenza poco chiara.

L'esempio più eclatante arriva da Build American AI. Taylor Lorenz ha riportato su Wired di essere stata contattata personalmente dall'organizzazione no-profit Build American AI. Le hanno offerto 5.000 dollari per un video su TikTok che presentasse i progressi dell'IA cinese come una minaccia per i posti di lavoro americani. Lorenz non ha accettato l'offerta, ma riferisce che altri creator l'hanno fatto, pubblicando post che, pur essendo contrassegnati, a volte non rivelavano chi avesse pagato. L'organizzazione no-profit Build American AI ha ricevuto finanziamenti, tra gli altri, dal presidente di OpenAI, Greg Brockman.


E questo è lo stato delle cose. Ed è business as usual per il sistema mediatico/socialmediatico. Chi vive dell'economia dei social network, cioè lo fa per mestiere, può anche accettare soldi senza dichiarare la sponsorizzazione pe sostenere un'azienda, una tecnologia, una posizione politica. Qua si parla di intelligenza artificiale, ma l'argomento potrebbe benissimo essere un altro. Il sistema funziona in questo modo. Mi ricordo bene, dai tempi dei social, conflitto di interessi e "chi ti paga" usati come vuote armi polemiche, senza prove, senza riferimenti. E' tempo invece per le testimonianze, le fonti, i nomi.

lunedì 7 settembre 2026

INTELLIGENZA ARTIFICIALE E AUTORIALITA'

 

https://www.businessinsider.com/claude-users-cancel-subscriptions-citing-anthropic-new-ai-watermark-2026-8

C'è un problema di autorialità che cresce con lo sviluppo e la diffusione degli LLM. Queste notizie sono causate dall'entrata in vigore il 2 agosto 2026 dell' articolo 50 dell' AI act EU (2024/1689). Nel 2024 la Commissione si poneva principalmente il problema dei deepfake, ma la norma finisce per avere una ricaduta su tutto quanto viene ottenuto tramite LLM, testo incluso.

Probabilmente è lo stesso motivo che ha spinto Substack ad inserire un controllo sul testo generato da AI: oggi un utente con un click può controllare se e quanto il contenuto sia stato prodotto da AI (e il servizio è fornito, ironicamente, da una AI, quella di Pangram). La funzione è attiva per i contenuti pubblicati a partire dal 21 luglio 2026 e ho notato almeno un account italiano molto attivo che in capo a pochi giorni ha smesso di produrre per la piattaforma, Non solo, c'è stata una specie di sollevazione di autori, quando la funzione è stata implementata. Su altra piattaforma Hank Green, scrittore e divulgatore, youtuber con 3,2 milioni di follower, ha preso una "pausa di riflessione" dopo che è stato "beccato" ad usare uno script parzialmente generato da ChatGPT, cosa che ha provocato una sollevazione della sua community.

Ovviamente gli entusiasti degli LLM (e su Substack alcuni autori) hanno parlato di anti-AI mob e caccia alle streghe. Degna di nota, tra le voci che contestano la decisione di Anthropic, quella di John Gruber, personalità del mondo Apple fin dai tempi in cui contribuiì allo sviluppo di BBedit, cocreatore di Markdown, "tech guru" che ritiene il watermarking "evidentemente offensivo" - il che forse offre qualche indizio su come vengono generati i suoi contenuti. Intendiamoci, "artifact" è un termine ancora in uso negli LLM. Indipendentemente dalle intenzioni del soggetto, indipendentemente dal fatto che consideri un LLM come un word processor, il processo di produzione del contenuto via intelligenza generativa è il processo di creazione di un artefatto.

https://www.businessinsider.com/john-gruber-claude-watermark-perversion-offensive-ai-2026-8

Dietro tutto questo in realtà c'è un grande problema sottostante, mai esplicitamente citato, il problema dell'autorialità. Chi proviene dal mondo tech non vede differenza tra generare un contenuto con un LLM o scrivere con un word processor. Si tratta semplicemente dell'ultima tecnologia di aumento della produttività nella creazione di testo.

Ma la maggior parte dei fruitori di contenuti non la vede così. Il lettore che si indigna quando l'autore usa un LLM considera violato un patto non scritto: io pago per sentire la tua voce, non la voce di una macchina. Se si vuole è una postura ingenua, perché 20 anni di social media hanno avuto come conseguenza una massiccia omologazione delle voci sullo standard minimale richiesto dal nuovo medium. E gli LLM sono stati addestrati in larga misura anche con quel tipo di contenuti. Quindi il "patto violato" dall'uso degli LLM è un'illusione, è un parente stretto dell'ossessione contro l'anonimato: non mi importa quel che dici, non mi importa come lo dici, quello che importa è che ci sia la tua firma, la tua faccia.

McLuhan diceva che il medium è il messaggio, che è forse la più famosa versione di un vecchio adagio che mi ricordo dai tempi del liceo: la forma è contenuto. Il problema nell'uso degli LLM per produrre contenuti non è un problema di firma, è un problema di forma, di voce, di linguaggio. Un linguaggio medio esangue può benissimo essere prodotto da una macchina che sangue non ha, ma gli preesiste. Gli preesiste nella forma di quella poltiglia predigerita progettata per richiedere il minimo sforzo di comprensione, buona per il grado 0 del pensiero: non più di due proposizioni per periodo, vocabolario fatto dalle 300 parole più comuni. In altri termini ma fino a un certo punto (ricordo che λόγος significa sia parola che pensiero) il problema è finito anche su Nature:

www.nature.com/articles/d41586-026-02682-3


In ragione di tutto questo ritengo la reazione contro i testi generati da AI fondamentalmente sana, quanto di più vicino si possa avere a una protesta contro l'omologazione dei linguaggi. E il fatto che utenti disdicano l'abbonamento a Claude per via del watermark significa una sola cosa: che ci sono autori che generavano con Claude i propri contenuti, ma che non intendono farlo se poi escono con il marchio "generato da Claude".

Ma come si è visto, watermark o altre implementazioni necessarie per adeguarsi all'AI act saranno messe in atto da ogni provider di servizi LLM operante in EU. E questo renderà più complicata la vita a chi usa l'intelligenza generativa per simulare una competenza che non ha. Più complicata, ma non impossibile: da tempo esistono tool di umanizzazione del testo, è facile prevedere una loro evoluzione per rimuvere i nuovi marchi "made with IA" - anzi, sta già accadendo.

PS: Personalmente non ho motivi per pormi il problema dell'AI check su Substack, anche perché al momento ogni mio post figura così:


 

venerdì 4 settembre 2026

GUERRA CONTRO LE ISOLE (ROSSE) NELLA RETE

La rete di oggi è ridotta nel discorso pubblico a una questione di engagement e metriche da una parte, di algoritmi politicamente tutto meno che neutrali dall'altra.

Ma la rete è anche altro, cioè quello che è nata per essere, una infrastruttura per la comunicazione. E come tale fin dagli inizi ha subito le iniziative del potere per limitarla (Hacker Crackdown, Italian Crackdown, Crypto Wars gli esempi più degni di nota). 

Ma l'atteggiamento della seconda amministrazione Trump in materia è stato ispirato da un principio diverso: non contrario in linea di principio a anonimizzazione e crittografia, ma contro i nemici politici che la usano. Trump ha infatti concesso una grazia piena e incondizionata a Ross Ulbricht (noto online come “Dread Pirate Roberts”), fondatore di Silk Road, il più famoso marketplace del dark web.
Silk Road ha operato tra il 2011 e il 2013, permettendo di comprare e vendere soprattutto droga (ma anche altri beni illegali) in modo anonimo, pagando in Bitcoin. Secondo le agenzie federali USA sul sito erano passate centinaia di milioni di dollari da traffici illeciti. Ulbricht era stato arrestato nel 2013 e condannato nel 2015 a due ergastoli ed era in carcere da 11 anni quando gli è arrivata la grazia presidenziale (promessa da Trump agli ambienti libertari e crypto in campagna elettorale).

Ma quando si parla di nemici politici la faccenda è completamente diversa. Sull'onda dell'omicidio di Charles Kirk le organizzazioni antifasciste sono entrate nel mirino del POTUS e della sua amministrazione. Nonostante l'incriminato per l'omicidio non fosse affiliato ad alcun gruppo antifa, l'antifascismo militante in USA divenne immediatamente uno dei nemici interni. E sul fronte domestico le condanne hanno riguardato principalmente (ma non solo) gli autori di azioni violente contro l'ICE e le sue strutture. Ma c'è una questione di termini: non si parla di "terrorismo di sinistra", si parla di antifa tout court. E questa è un'escalation terminologica: il tuo nemico non è l'organizzazione eversiva o terroristica, si designa l'antifascismo in sé come nemico. E solo un fascista può vedere un antifascista come nemico.

https://www.brennancenter.org/our-work/research-reports/trumps-orders-targeting-antifascism-aim-criminalize-opposition

Non c'è voluto molto per un'escalation: l'amministrazione USA è passata all'azione internazionale. L'entusiasmo con cui la cosa è stata accolta dalla compagine governativa è stata eloquente, tanto quanto le reticenze su un certo convegno avvenuto a Roma, nonché la presenza annunciata di elementi di Futuro Nazionale e Fratelli di Italia a un raduno neonazista in Trentino.

Ma le ultime iniziative USA che riguardano l'Italia non hanno precedenti dello stesso genere.

Autistici/Inventati (A/I) è un collettivo italiano attivo dal 2001 che fornisce infrastrutture digitali gratuite (email, hosting, mailing list, chat, videoconferenze, streaming, strumenti per la privacy e l'anonimato) a movimenti e attivisti.
Il 26 agosto 2026 il Dipartimento del Tesoro statunitense, tramite l'OFAC (l'ufficio che gestisce le sanzioni economiche e finanziarie), ha inserito A/I nella lista dei "Specially Designated Global Terrorist" (SDGT). L'accusa, basata sull'Executive Order 13224, è di aver fornito "supporto materiale" a "cellule Antifa violente" e ad altre realtà di estrema sinistra, incluse organizzazioni già sanzionate come il PKK. Washington cita in particolare l'infrastruttura di Noblogs e collega A/I a episodi come le azioni di Rose City Antifa e la campagna di Jane's Revenge contro centri antiabortisti.

A/I respinge fermamente le accuse, definendosi un collettivo di volontari che offre solo strumenti di autodifesa digitale e infrastrutture per la libertà di comunicazione

Fatto sta che l'inserimento nella lista SDGT ha delle conseguenze. Implica il rischio di sanzioni secondarie: chi fornisce servizi di qualsiasi genere al soggetto inserito nella lista rischia a sua volta sanzioni. Di fatto l'inserimento nella lista implica il debanking, tra le altre cose, esattamente come è successo a Francesca Albanese. 

La differenza tra assassinio e assassinio economico sta diventando sempre più labile e se il debanking è il modo con cui il mondo occidentale tratta gli oppositori politici parlare di democrazia è largamente inadeguato.

(Ultima disamina della vicenda A/I qui)


mercoledì 2 settembre 2026

IN PRINCIPIO ERA IL DROPLET - di Marilena Falcone


 

In principio era il droplet

Per me la vicenda Covid si esprime ed esaurisce nella domanda: chi ha tirato fuori per primo la storia dei droplets, del social distancing, dei lockdown e coprifuoco senza adeguato sistema di test e tracciamento ove possibile, delle mascherine usate “a caso”, pur sapendo che non c’era alcuna prova tangibile che si trattasse di virus trasmesso via droplets, che il sospetto che fosse airborne era scattato quasi subito negli ambienti che contavano o anche semplicemente fra chi osservava con attenzione come ci si contagiava nonostante le precauzioni e il rispetto delle regole?

Chi si è speso per mesi sostenendo queste cose con le teorie più assurde (ho letto perfino un articolo ridicolissimo sulla CNN che faceva riferimento al comportamento del virus influenzale durante non so quale nevicata in non so quale stato USA per giustificare certe idiozie)?

E mi chiederei chi di questi era vicino a Fauci e al suo entourage.

Chi di questi ha avuto riconoscimenti, grant, promozioni, per poi ritirarsi discretamente nel silenzio magari anche cancellando account social dopo essersi tanto speso.
Perché tracciando questo si traccia tutta la storia.

Perché questa storia dei droplets e del social distancing ha messo le basi per l’odio sociale e per i ricatti successivi visti come legittimi pur di tornare alla libertà.

Non ha nemmeno più importanza a questo punto avere conferma della reale origine del virus (che è la cosa più rilevante che potrebbe venir fuori da un processo a Fauci, al netto di tutto il complottismo e di tutte le strumentalizzazioni e contro-strumentalizzazioni politiche).

Se come da molte parti si pensa era veramente una fuoriuscita accidentale dovuta a un errore avvenuto in uno dei tanti laboratori “illegali” in qualche Paese compiacente con la copertura di enti e figure insospettabili, questa sarebbe solo una aggravante perché chi dirigeva quei laboratori avrebbe dovuto saperlo e comunicare subito che tipo di virus era e come si propagava invece di alimentare distorsioni volte probabilmente a coprire le magagne e a prendere tempo, all’inizio.

Ma ripeto questa sarebbe solo un’aggravante perché la distorsione fondamentale è stata l’assunzione aprioristica di una certa modalità di trasmissione che è stata a prescindere affrettata, a dir poco.

Individuiamo queste persone, in tutto il mondo.

Quelle che puntano i ditini solo da una parte nascondendo le proprie responsabilità. Quelle che hanno tratto vantaggi concreti da certe vicinanze e forme di advocacy, per poi sparire.

Individuiamole e da loro risaliamo per capire le dinamiche, se ci interessano davvero.

Sostenere che i vaccini “fermassero il contagio” tout court è stata solo l’ultima di una serie di imprecisioni in malafede che son state usate come grimaldello per sostenere l’impossibile, farlo digerire alle persone inducendole ad accettare qualunque cosa che altro non era che copertura dei pasticci all’inizio e banale ignoranza e farequalcosismo condito di piaggeria e “piatto ricco mi ci ficco” dopo.

È una questione di metodo.
Il resto è dietrologia complottista e non mi interessa: non aiuta a imparare dagli errori ed evitare che si ripetano.

lunedì 31 agosto 2026

TRUMP CHE VUOLE COMMISSARIARE LA RICERCA, RICHIESTA DI INCRIMINAZIONE DI FAUCI: POLITICA E FATTI

https://www.theguardian.com/commentisfree/2026/aug/07/trump-scientific-research-universities


Poi c’è la strategia presentata di recente dal consigliere scientifico di Trump, un ex dipendente di Peter Thiel, con la peculiarità di non avere alcuna esperienza di alcun genere nella ricerca. Michael Kratsios vuole spostare il potere decisionale dagli esperti delle università alle imprese private, che, aiutate dall’IA, sarebbero presumibilmente in una posizione migliore per individuare potenziali scoperte. Questo rappresenta una rottura netta con l’approccio estremamente efficace adottato dagli Stati Uniti dopo la seconda guerra mondiale: versare denaro dei contribuenti nella scienza di base, aperta e senza vincoli, che nessuna azienda privata rischierebbe di finanziare – ma da cui alla fine hanno tratto beneficio sia i cittadini sia il capitale americano grazie alle invenzioni scaturite dalla ricerca fondamentale. Kratsios desidera che il governo adotti «le intenzioni di un investitore serio» per inaugurare una nuova «età dell’oro della scienza» (dichiarare qualcosa «d’oro» sembra bastare per avere successo nel mondo di Trump). De facto, come hanno giustamente osservato i critici, questa appare una strategia per sottrarre fondi a ciò che i trumpisti percepiscono come il loro nemico politico – le università – e dirottarli verso i loro alleati nel settore tech.

Nel frattempo, continua l’assalto più direttamente ideologico alle università. Avendo fallito lo scorso anno nel tentativo di circuire alcune istituzioni di istruzione superiore con un «patto» per ottenere un trattamento federale preferenziale, Linda McMahon, l’ex dirigente del wrestling trasformata in segretaria anti-istruzione, sta ora chiedendo ai rettori universitari di prestare un giuramento di fedeltà all’amministrazione (Trump, NdCS) attraverso dichiarazioni sui loro siti web: tra le altre cose, dovrebbero spiegare come intenderanno aumentare il «pluralismo intellettuale» (leggasi: azioni positive a favore dei conservatori); gestire le proteste nei campus (leggasi: reprimere il discorso degli studenti che l’amministrazione Trump non gradisce); e rendere l’istruzione più provinciale (servire l’America prima di tutto) e strumentale (contano solo l’immediata occupabilità e le credenziali professionali) – e meno critica nei confronti della «civiltà che abbiamo ereditato».

Mentre questo tentativo di controllo politico delle università americane è in corso, andavano in scena le prove generali per metter su un processo altrettanto politico: 


Il promotore dell'azione del Congresso contro Fauci è Rand Paul, che fa parte della esigua ala libertaria del partito Repubblicano. Non è MAGA e se gli è contiguo si tratta di una contiguità oscillante: è passato dallo scontro aspro alla recente convergenza con Trump e i trumpiani, ma la sua azione contro Fauci è iniziata nel 2021, continuata nel 2025, quando lui e il POTUS si scambiavano insulti e proseguita fino ad oggi. Però il voto della commissione che ha inviato al Dipartimento di Giustizia la richiesta di incriminazione per oltraggio al Congresso è significativo: gli otto repubblicani hanno votato tutti a favore dell'incriminazione, i sette democratici tutti contro. E' questo che rende politica la richiesta di incriminazione, che ha evidentemente il mandato della maggioranza della destra americana. Una destra yankee che ritiene Fauci l'uomo che avrebbe finanziato in Cina, a Wuhan, la ricerca di gain of function su coronavirus da cui sarebbe uscito l'agente della pandemia. Una destra che lo accusa di aver coperto tutto appena il vaso di Pandora pandemico era stato aperto a Wuhan. Una destra che ritiene che lo stesso perdono presidenziale (2014-2025) concesso da Biden a Fauci costituisca la prova della colpevolezza di quest'ultimo. In ragione di ciò tutte le azioni che provano ad aggirare il perdono presidenziale, cioè questa incriminazione e le azioni di Louisiana, West Virginia e Florida (il perdono presidenziale lascia fuori le azioni dei singoli stati). Ma secondo le ultime notizie l'incriminazione di Fauci per oltraggio al congresso è in stallo.

Questa vicenda merita un'analisi un poco più attenta rispetto a quella dei commenti che ho letto sulla stampa globale. Cominciamo dall'inizio. 

NIAID ha finanziato attività di EcoHealth che si sono tradotte in ricerche di gain of function su coronavirus a Wuhan? Sì, e la faccenda gain of function sì/no è una questione di denominazione: secondo le definizioni  dell'amministrazione Obama nel 2014, sì. Secondo quelle successive, no.

La ricerca di gain of function su coronavirus produsse virus chimerici con spike modificata ed erano quei virus simili a quello che ha provocato la pandemia? Sì, i virus chimerici sono documentati. No, più vicini a SARS-COV che all'agente pandemico, con cui la somiglianza arriva a fatica all'80%. Il virus identificato più simile all'agente pandemico era wild ed è stato isolato in un pipistrello (96% di somiglianza con SARS-COV-2).

C'è stata mancata vigilanza sulla biosicurezza delle strutture cinesi in cui venivano svolte quelle ricerche? Sì. Con un dettaglio ulteriore: si tratta di strutture che non hanno mai ammesso ispezioni di terze parti e su cui giravano voci insistenti di non conformità ai parametri di sicurezza.

Fauci ha minimizzato tutto questo? Sì, anche difendendo a spada tratta l'ipotesi dello spillover contro ogni altra. Ma non solo:

https://www.reuters.com/legal/government/former-fauci-adviser-pleads-guilty-us-conspiring-conceal-covid-19-records-2026-08-19/

 

A inizio 2020, quando non si poteva essere sicuri di niente, ci fu una corsa a occultare documenti per quello che riguardava le attività di EcoHealth a Wuhan finanziate da NIAID. Questo negli USA è un reato federale, e David Morens (che a differenza di Fauci non ha uno scudo presidenziale) si è dichiarato colpevole. Morens aveva spostato le sue comunicazioni con EcoHealth dalla sua mail governativa alla sua gmail personale per sottrarle al Freedom Of Information Act.

Detto questo, nonostante quello che in molti pensano, ad oggi non sappiamo quale sia stata l'origine della pandemia. Con la SARS un virus quasi identico a SARS-COV (99.8% di corrispondenza) fu isolato dalla civetta delle palme mascherata (paguma larvata), che non è un pennuto ma un mammifero imparentato con gli zibetti, venduto nei mercati cinesi. Per SARS-COV-2 non c'è stato niente del genere. E se il lab leak non può essere escluso, non esistono comunque prove al riguardo.

Dietro le accuse odierne a Fauci si percepisce chiaramente la tesi di Thank you, Dr Fauci (2025). Ho pagato 12 dollari per verificare che in tutto il documentario l'unica cosa provata è che NIAID ha finanziato attività nel laboratorio di Wuhan (informazione di pubblico dominio) e l'atteggiamento di Fauci al riguardo. Il resto sono illazioni e ipotesi perlopiù infondate, più alcune convinzioni complottiste (progetti di arma biologica, turbotumori legati ai vaccini) messe insieme per costruire una tesi surrettizia: Fauci potrebbe essere il responsabile della pandemia COVID, pandemia che poi ha gestito in USA violando sistematicamente i diritti dell'individuo.

Chiarito che cosa sappiamo e non sappiamo dell'origine della pandemia e di tutto il resto, Fauci, come direttore di NIAID, poteva erogare finanziamenti (poteva quindi influenzare la comunità scientifica delle malattie infettive), ma non poteva stabilire linee guida federali (a differenza del direttore di CDC o del segretario HHS). Ha avuto ruoli consultivi come membro della White House Coronavirus Task Forse (sotto Trump) e di Chief Medical Advisor (con Biden). L'unico fatto vero e rilevante che esce dal documentario è Fauci come costruzione mediatica, una costruzione mediatica/pop a cui lo stesso Fauci ha collaborato (tazze da caffè e t-shirt con il suo volto, "In Fauci we trust" e tutto il resto). Fauci è diventato un simbolo, amato dai democratici, odiato dai repubblicani. Più di ogni altro è stato il volto messo sulla gestione della pandemia in USA, ed entrambe le parti hanno contribuito a rendere Fauci un segno, un simulacro. Ma, se vuoi processare qualcuno perché è un simbolo, si capisce in che territori ci si sta muovendo? Ci si muove in lande molto lontane dai valori democratici, che comprendono la mediazione/risoluzione dei conflitti all'interno delle assemblee elettive. Si tratta di spazi non cartografati in cui la parte che vince processa i simboli della parte che perde per annientarla. Questo succede nelle guerre e nelle guerre civili e purtroppo l'equazione Fauci=scienza=dem viene di fatto rivendicata sul fronte anti Trump da Stand Up For Science (una petizione rimbalzata anche in Italia). E' una guerra tra visioni dell'America che è soprattutto una guerra politica, e di questi tempi le guerre si combattono e basta: niente deescalation, niente diplomazia, lo scopo è l'annullamento dell'avversario (che a quanto pare non viene mai raggiunto). L'appello di Marcia McNutt per la scienza né rossa né blu cadde nel nulla, anzi: Stand Up For Science ha definito la posizione di McNutt una capitolazione - non fa una piega, per loro è sacrosanto che "la scienza" scelga una parte politica e che lo faccia ad alta voce. Del resto è esattamente quello che "la scienza" ha fatto in USA negli ultimi anni: piccolo problema "la scienza" e i dem hanno perso, e si ritrovano somministrato lo stesso trattamento che avrebbero voluto riservare agli avversari in caso di vittoria - i precedenti recenti esistono, ma non solo. RFK jr (di cui penso tutto il male possibile) è citato in giudizio dall'Attorney General dell'Oregon (democratico) affiancato da altri 13 stati (democratici), non per aver sabotato l'offerta vaccinale pediatrica, ma per le sue policy sui vaccini (raccomandazioni e non raccomandazioni). Le modifiche al calendario vaccinale di RFK jr influiscono sulla possibilità di stabilire l'obbligo per un vaccino - molto difficile stabilire l'obbligo per vaccini non raccomandati. Ma  l'obbligo vaccinale non è "scienza", bensì una politica sanitaria su cui il dibattito dovrebbe essere aperto e laico - tra l'altro nessuno impedisce a uno stato di effettuare una propria politica dell'offerta vaccinale. Comunque, per complicare il quadro, si è mosso direttamente Trump. 

E questa è l'amara cifra dei nostri tempi. Impossibile non citare, per associazione, il titolo del libro di Isabelle Stengers, In Catastrophic Times.

Personalmente ritengo la seconda amministrazione Trump una sciagura globale, mi auguro che le elezioni di mid term la ridimensionino e ritengo probabile che accada. Ma quello che mi preoccupa di più sono gli schemi correnti e ricorrenti dei petit récits, che da quel che si vede sono destinati a permanere. E temo che una serie crescente di conflitti regionali e crisi economiche non basteranno a scardinarli.

FONTI/MATERIALE A SUPPORTO 

Nel 2016 lo stesso NIAID segnala al proprio comitato interno il protocollo di ricerca proposto da EcoHealth/Wuhan come potenzialmente gain of function. Invece di una revisione indipendente, il presidente di EcoHealth Peter Daszak presenta una propria "autocertificazione" (giugno 2016, poi corretta per un errore fattuale) secondo cui il lavoro non rientra nella definizione. NIAID accetta l'autocertificazione senza ulteriore verifica e il lavoro prosegue. I termini del grant imponevano una soglia: se i virus chimerici avessero mostrato una crescita superiore di 1 log rispetto al ceppo parentale, la ricerca andava fermata e segnalata. Nell'esperimento 2018-2019 la crescita ha superato quella soglia di diversi ordini di grandezza (i documenti citano un range 1.000-10.000 volte) senza che il lavoro fosse fermato o segnalato tempestivamente e la segnalazione è arrivata quasi due anni dopo.
Fonti: PolitiFact · FactCheck.org

Non è corretto in assoluto dire che NIAID non avesse alcuna responsabilità sulla sicurezza nel laboratorio di Wuhan. E c'erano dei problemi di conformità anche di EcoHealth.
Fonti: Science.

E' appurato che le autorità cinesi non abbiano mai concesso a terze parti di ispezionare il laboratorio di Wuhan.
Fonti: Nature

Le certificazioni del laboratorio di Wuhan esistevano, sulla carta. Ma giravano voci, che alla fine sono filtrate, di diffuse non conformità della struttura.
Fonti: South China Morning Post.

Sulla definizione di gain of function, il progetto di EcoHealth dato in outsourcing a Wuhan rientrava nella definizione secondo la moratoria Obama del 2014, ma non soddisfa quella successiva del 2017 di NIH/NIAID.
Fonti: FactCheck.org · PolitiFact

I chimerici WIV1/SHC014 che sono stati effettivamente realizzati e documentati appartengono al lignaggio SARS-CoV (2002-03), non a quello di SARS-CoV-2: corrispondenza genomica complessiva SARS-CoV/SARS-CoV-2  circa 79%. Con RaTG13 (parente naturale noto più vicino a SARS-CoV-2, mai usato in un chimerico, sequenziato, genoma pubblicato solo a febbraio 2020) invece c'è un 96% di corrispondenza, 93.1% sul solo gene spike. 
Fonti: PMC · bioRxiv


lunedì 27 luglio 2026

PAUSA ESTIVA 2026


 
E siamo arrivati alle soglie dell'agosto 2026.
Devo dire che questo anno i primi otto mesi di blog sono stati inattesi, per il sottoscritto. Se il primo ebook era un progetto in cantiere da qualche tempo, per me le due serie "Feedback, Caos" e "La Traiettoria Non Esiste" sono iniziate come un modo per risistemare concettualmente argomenti che erano stati trattati fin dagli inizi, ma mai in modo davvero approfondito. Poi sono diventate qualcosa di altro, un esperimento e un percorso. Mi sono genuinamente divertito, a scriverle. Una storica lettrice mi ha scritto, al riguardo: "Se continui con questo livello di difficoltà mi suicido e inizio a seguire Burioni 😁". 
Sapevo benissimo che ci sarebbero state reazioni del genere, ma entrambe le serie avevano conclusioni senza equazioni e senza codice e sono state, per quel che mi riguarda, conclusioni significative che però discendevano dalle equazioni e dal codice. E sono conclusioni che, sempre secondo la mia modesta opinione, hanno anche un senso politico del tutto generale.

Detto questo la pausa estiva riguarda il blog, su substack continuerà la pubblicazione di contenuti già visti qua sopra. E l'attività consueta riprenderà da settembre.