lunedì 27 novembre 2023
venerdì 24 novembre 2023
NON E' UNA SCIENZA (E UN PO' DI MITOLOGIA)
È un luogo comune dire che la medicina è una scienza. Così non è. La medicina non è una scienza, è una pratica basata su scienze - la fisica, la chimica, la biologia, l'ecologia, l'economia - che differisce dalle altre tecniche perché il suo oggetto è un soggetto: l'uomo. L'autore ricostruisce storicamente il patrimonio scientifico di cui la medicina oggi dispone e considera tale patrimonio come il mezzo necessario per conseguire il fine dell'essere medico, cioè un uomo che cura i suoi simili con competenza e disponibilità.
(Giorgio Cosmacini, La medicina non è una scienza https://books.google.nl/books/about/La_medicina_non_%C3%A8_una_scienza_Breve_sto.html?id=NyfWLgAACAAJ&redir_esc=y)
Si potrebbe precisare "una pratica basata su scienze che in buona parte i praticanti o ignorano o non capiscono". Ma questo è irrilevante.
E' irrilevante perché, per quanto si possa parlare di metodo scientifico, occorre fare i conti con archetipi. La guarigione ad opera dello sciamano o del sacerdote preesiste a fisica, chimica, biologia e probabilmente pure alla matematica. Lasciate perdere il come e il con che mezzi: la pura funzione è archetipica. Nell'antichità classica l'Asclepeion era un tempio/luogo di guarigione consacrato ad Asclepio. Asclepio (o Esculapio) era un semidio figlio di Apollo (madre variabile, nelle fonti), dalle abilità di guaritore parimenti mitiche.
Coronis si lavava i piedi nel lago Boibeis. Apollo la
guardò e la desiderò. Per lui il desiderio era una scossa
improvvisa, che lo assaliva di sorpresa e di cui subito
voleva liberarsi. Discese su Coronis come la notte. Il
loro avvicinarsi fu violento, inebriante e veloce. Nella
mente di Apollo si sovrapponevano la presa di un
corpo e lo scoccare una freccia. L'incontro dei corpi
non era mescolanza, come per Dioniso, ma urto. Così
un giorno aveva ucciso Giacinto, il giovane che più
aveva amato: nel gioco, scagliando un disco.
Coronis era incinta di Apollo quando si sentì attirata
da uno straniero, che veniva dall'Arcadia e si
chiamava Ischys. Accanto a lei vegliava un candido
corvo. Apollo lo aveva assegnato come custode all'amata,
« perché nessuno la violasse ». Il corvo vide Coronis
che si dava a Ischys. Allora volò a Delfi dal suo signore,
per fare la spia. Disse che aveva scoperto le
« opere occulte » di Coronis. Apollo, nella furia, gettò
il plettro. La corona di alloro cadde nella polvere.
Guardò il corvo con odio, e le sue piume si trasformarono
in un nero di pece. Poi Apollo chiese a sua sorella
Artemis di andare a uccidere Coronis, a Lacereia.
La freccia di Artemis affondò nel seno della traditrice.
E, insieme a lei, uccise molte altre donne, lungo le rive
scoscese del lago Boibeis. Prima di morire, Coronis
sussurrò al dio che aveva ucciso anche suo figlio. Allora
Apollo tentò di rianimarla, invano. Le sue arti mediche
si rivelarono insufficienti. Ma, quando il corpo
profumato di Coronis venne disteso sul rogo, alto come
un muro, e il fuoco già lo intaccava, le fiamme si
aprirono davanti alla mano rapace del dio, che estrasse
dal ventre della morta, illeso, Asclepio, colui che guarisce.
(Roberto Calasso, Le Nozze di Cadmo e Armonia, vedere nota)
Una figlia di Asclepio si chiamava Panacea e aveva il potere di guarire ogni malattia. Fu lui a resuscitare Glauco figlio di Minosse, dice Ippolito - mentre nella versione più classica del mito è Poliido a restituire la vita a Glauco. Il che ci dice che nel mito Poliido, sacerdote indovino, e Asclepio, semidio guaritore, sono praticamente sovrapponibili. Asclepio era stato istruito nella medicina nientemeno che da Chirone il Centauro, quello che aveva guarito la caviglia di Achille sostituendola con quella di un gigante morto.
E' materiale che viene da prima della crisi della tarda Età del Bronzo - cioè dai tempi del materiale dell'epica omerica. Il bastone di Asclepio, un bastone a cui è avvolto un serpente, è alla fine una versione ridotta del Caduceo, quello che sta sulle insegne delle Farmacie. Perché il Caduceo, che precede di secoli nell'iconografia l'età classica, è attributo di Mercurio, cioè Hermes, il messaggero degli Dei, dio del logos e della comunicazione. Si potrebbe pensare che il bastone di un semidio non poteva avere le piene prerogative di quello del dio, quindi un serpente invece di due. Le questioni gerarchiche nella mitologia greca contano: secondo Ippolito quando Asclepio resuscitò Glauco Apollo se la prese molto a male (e fece una strage).
Così per dire, Ippocrate, quello che scrisse Le Epidemie, quindi probabilmente il primo epidemiologo della storia, nonché quello di un certo giuramento (ὠφελέειν, ἢ μὴ βλάπτειν, disse, cioè primum non nocere) era un sacerdote di Asclepio. E secoli dopo pure Galeno fu θεραπεύτής in un Asclepeion. Facendo un salto in avanti di un migliaio di anni, che dire dei Cavalieri dell'Ospedale (Ospitalieri), poi di Rodi, poi di Malta? E nella versione maltese ancora esistono come ONG operante nella sanità. La santa patrona dell'ordine, Santa Ubaldesca (Ubaldesca Taccini, pisanissima con un nome proprio dagli echi longobardi) si distinse per le cure ai malati.
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| Santa Ubaldesca, raffigurata con la livrea dell'Ospedale |
In breve la medicina come religione/magia e i medici come sarcerdoti non sono una novità. E' storia antichissima, che in teoria avrebbe dovuto essere archiviata tra 600 e 700, e in pratica archiviata lo fu. Fino all'altro ieri. Bei tempi, i nostri tempi, con quella loro travolgente nostalgia di Ancien Régime.
Ma, se proprio vogliamo giocare sul piano degli archetipi, come abbiamo visto c'è chi di serpenti attorno al bastone ne ha uno e chi ne ha due...
Ritorniamo su Le Nozze di Cadmo e Armonia
C'è una nostalgia, negli dèi sovrani, che li spinge a ripristinare
lo stato del primo fra loro, di Fanes. Per
Zeus, la nostalgia di Fanes si fissò nella figura del serpente.
Soltanto Zeus poteva ricordare la visione dei due
serpenti allacciati, prima che il mondo esistesse. E Fanes
era apparso tra le spire di un serpente. Quando Zeus
ebbe espulso il mondo dal suo cuore, sentì il desiderio
di congiungersi con sua madre. Quel desiderio era mosso
da un ricordo remoto. La madre fuggiva, e Zeus non
si stancava di inseguirla. Alla fine, Rea Demetra si trasformò
in serpente. Allora anche Zeus divenne serpente,
si avvicinò alla madre e strinse le sue squame alle
sue in un nodo eracleotico, lo stesso che formano i due
serpenti sul caduceo di Hermes.
E' più chiaro il senso dei due serpenti avvolti al Caduceo? In pratica ying e yang. Personalmente mi ricordo una stele cristiana irlandese, "la mano di Dio"
(Museo di Dublino), con due serpenti, uno bianco e uno nero avvolti
attorno a un avambraccio con la mano aperta e iscritta in un disco
solare. Immagine che dovrebbe essere più esplicativa di centinaia di parole.
Ai tempi di Manetone in Egitto Hermes e Thot erano completamente
confusi e sovrapposti: Thot, il dio dalla testa di ibis, inventore della
scrittura, della geometria e della matematica, patrono degli scribi ed
egli stesso scriba del gran dio Ra o di Osiride. Hermes/Thot si confonde con Ἑρμῆς ὁ
Τρισμέγιστος (Ermete Trismegisto, tre volte grande), a cui è attribuito
il Corpus Hermeticum , cioè l'insieme dei testi canonici
dell'Ermetismo, che da alcuni è ritenuto una corrente filosofica
ellenistica, da altri una corrente dello gnosticismo, quindi una religione (cfr Doresse e Puech, https://books.google.nl/books/about/Gnosticismo_e_manicheismo.html?id=qFl8mgEACAAJ&redir_esc=y).
Ma non finisce qui. A Ermete Trismegisto è attribuita anche la Tabula Smaragdina
Verum, sine mendacio certum et verissimum,
quod est inferius, est sicut quod est superius,
et quod est superius, est sicut quod est inferius:
ad perpetranda miracula rei unius.
(https://it.wikipedia.org/wiki/Tavola_di_smeraldo)
La Tavola Smeraldina è la pietra d'angolo dell' alchimia, e dall'alchimia quale disciplina scientifica è venuta fuori?
E si va avanti: ho perso il conto delle volte che su isocial in ambito "scienza" ho sentito ripetere a pappagallo "è la dose che fa il veleno": sola dosis venenum facit, e di chi parliamo? Parliamo di Paracelso, il padre della spagirica, oggi etichettata pseudoscienza ma madre di parte della chimica farmaceutica moderna (isolamento degli alcaloidi e degli olii essenziali delle piante). E Paracelso è da classificare alla voce "Storia dell'alchimia". Quindi in una certa misura il Caduceo sulle insegne delle farmacie italiane è giustificato. Dopo di che... Qualcuno si è mai scandalizzato per la "non scientificità" del Caduceo? Non mi pare, non mi pare che ci sia stato nessuno così idiota da proporre la sua sostituzione con la doppia spirale del DNA.
Ok, la faccenda "chi un serpente, chi due" l'ho messa giù un po' per ridere. Ma resta un fatto, non proporzionale al numero dei serpenti, cioè che il peso simbolico di guarigione, medicina, assistenza ai malati è infinitamente grande. E si può ben capire la moderna sovrapposizione dei piani: religione/scienza, sacro/profano.
Oggi mi verrebbe da dire che è assai disonesto giocare pesantemente (e politicamente) su questa sovrapposizione, che la cosa sia cosciente o meno . Per carità, a lascienza hanno giocato tanti, ma i medici erano la schiacciante maggioranza della popolazione che lo facvea. E che ci siano medici che fanno ricerca lo so bene (con qualcuno di loro ci ho pure lavorato, in passato). Qualcuno di loro provò a dire la sua, in tempi pandemici, e provò a farlo su un social nework. Non fu precisamente né ignorato né bene accolto: fu invece omologato agli antivaccinisti e, sempre su quel social network, fu bersagliato con manciate di fango e peggio (https://ilchimicoscettico.blogspot.com/2022/02/con-quella-faccia-li.html). Ma penso che il punto sia chiaro quanto basta. Non era amor di scienza, ma puro integralismo zelota quel che motivava gli attacchi (non solo di tizi qualunque, ma pure di accademici di molto minor fortuna che, chissà, forse perseguivano un personale riscatto su isocial).
Solo rimuovendo il carico archetipico a cui ho accennato si potrebbe fare un discorso pubblico pienamente scientifico in medicina, sempre che sia possibile (i tempi pandemici direbbero che la possibilità è esigua, vedasi https://ilchimicoscettico.blogspot.com/2020/02/coronavirus-lhail-mary-protocol.html e https://ilchimicoscettico.blogspot.com/2020/05/il-foyes-e-i-case-studies.html).
Ma il carico archetipico costituisce un vantaggio irrinunciabile, per molti, vantaggio che è stato massicciamente usato quando più era usabile e travisabile, cioè nell'evento epidemico - un evento politico con risvolti medici, ricordiamolo. A tutti gli effetti per la classe medica giocare la carta della classe sacerdotale viene ed è venuto facile, con un background del genere. Facile ed efficace. Ma che tutto questo sia stato accompagnato da discorsi sul metodo scientifico, da parte di praticanti di una disciplina che scienza non è, è quanto meno grottesco. Grottesco e deleterio, perché ormai "scienza" nel discorso pubblico è praticamente identificabile con pensiero magico. E quindi ogni genuina laicità è stata il più delle volte bollata come eresia.
Nota: Roberto Calasso (https://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Calasso), oltre a saper raccontare la mitologia greca come nessun altro, fu il patron di Adelphi. Adelphi, come è stata negli 80 fino ai 90, è stata una casa editrice che non può avere rilevanza nell'Italia di oggi - infatti è da tempo più o meno un'editore come tanti altri e la sua storia vive solo nel suo catalogo. Ma la mia adolescenza e la mia gioventù sono stati segnati da libri pubblicati da Adelphi, da La nascita della filosofia di Giorgio Colli a Goedel, Escher, Bach di Douglas Hofstadter passando per La gaia scienza di Niezsche. Erano tempi più civilizzati.
lunedì 20 novembre 2023
GLI SPORTIVI E I MULLAH
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| https://www.rainews.it/tgr/piemonte/articoli/2023/11/jannik-a-nole-sei-unispirazione-per-tutti-ma-soprattutto-per-i-giocatori-b4088bbe-c57f-4d66-9ad7-eef9256b2781.html |
Sinner fa un discorso da sportivo. Il mullah Omar, ops, scusate, un luminare della medicina mondiale no.
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| https://www.repubblica.it/sport/tennis/2023/11/15/news/burioni_covid_tweet_djokovic_sinner-420412964/ |
Perché c'è un momento per le lezioni in tv e uno per arringare i talebani, come quello che aveva fatto qualche giorno prima. Perché la teodicea de Lascienza dice che, a seconda delle tue private e personali scelte, non solo verrai maledetto nei secoli dai fedeli, ma ci saranno anche conseguenze materiali: non vincerai, la tua attività professionale o il tuo lavoro andranno a schifio etc etc etc.
Mi sa che c'è bisogno di un aiutino: che roba è la teodicea? Roba che non si mangia
"Parte della teologia naturale che, trattando della giustizia di Dio, mira a conciliare la presenza del male nel mondo con la bontà divina". In breve "In hoc signo vinces" e "omnia munda mundis" interpretato come "ai giusti il successo nella vita" (mentre in realtà piove sui giusti e sugli ingiusti, e poi: qual'è la definizione scientifica di "un giusto"?).
Ma si sa: non sono aggiornato, sono obsoleto e quindi non sapevo che la teodicea era diventata uno dei principi irrinunciabili del metodo scientifico. Cercherò di ovviare con un corso di aggiornamento. Anzi, no.
LA FINE DELLA SCIENZA
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| https://www.wired.it/article/evoluzione-sistemi-non-viventi-nuova-legge-natura-incremento-informazione-funzionale/ |
Personalmente quando leggo o sento "termodinamica dell'informazione" o passo oltre o ho una smorfia di disgusto. Perché si parte dalla buonanima di Boltzmann per arrivare a un impalcatura teorica che pur avendo avuto i propri momenti fighi (Feynman), alla fine ha potuto contare su un paio di conferme sperimentali molto tirate per i capelli in qualcosa come un'ottantina di anni (https://en.wikipedia.org/wiki/Entropy_in_thermodynamics_and_information_theory). Qualcuno poi avrà capito che quanto a discorsi sull'entropia sono estremamente sensibile, quindi quando sento o leggo certa roba posso reagire pure molto male. Tipo quando si parla di una seconda legge dell'infodinamica che va in senso contrario al secondo principio della termodinamica: per qualcuno sarà tutto molto bello, ma forse è meglio lasciare la termodinamica fuori dal quadro, perché non c'entra una tubo (https://www.wired.it/article/matrix-universo-simulazione-nuova-teoria-fisica-infodinamica/).
Ma non c'è stato chiacchericcio solo sul' "univeso simulazione" e questa seconda legge dell'infodinamica. Qualcuno ha deciso di andare oltre e propone una nuova legge dell'universo (https://www.pnas.org/doi/10.1073/pnas.2310223120). Il riassunto lo potete trovare nel link di Wired sotto l'immagine all'inizio del post. L'articolo espone una congettura, ma fondamentalmente più che proporre una nuova legge dell'universo propone un nuovo criterio di descrizione dei sistemi naturali: l'informazione funzionale come funzione del grado di funzionalità (non vi preoccupate, suona orrendo anche in inglese), I(Ex). Questa nuova descrizione viene dall'analisi di un qualsiasi set di dati sperimentali, fossero pure inerenti un singolo specifico sistema? No. Ci si augura che qualcuno ci lavori.
La velocità di evoluzione di alcuni sistemi può essere influenzata artificialmente. Il formlaismo dell'informazione funzionale suggerisce che la velocità di evoluzione di un sistema può essere aumentata in tre modi: 1) aumentando il numero o la diversità degli agenti che interagiscono agents, 2) aumentando il numero delle diverse configurazioni del sistema e/o 3) migliorando la pressione evolutiva sul sistema (per esempio nei sistemi chimici da più frequenti cicli riscaldamento/raffreddamento o di inumidimento/essiccamento) Futuri esperimenti sull'evoluzione chimica e simulazioni di sistemi a evoluzione artificiale possono essere capaci di ottenere misure quantitative riguardo a quanto la velocità di evoluzionepossa essere aggiustata variando parametri importanti e driving forces.
Se la cosa vi sembra oscura, quando parlano di "evoluzione di sistemi chimici" hanno in testa l'abiogenesi.Porre l'evoluzione verso la complessità come legge dell'universo sarà anche sexy, per qualcuno, ma tanto per cambiare ci si scontra con leggi con fondamenta solide come il granito: un processo quale che sia, quindi anche un processo evolutivo verso la complessità, deve portare a una differenza entropia dell'universo uguale o maggiore di zero. Al che quale sarebbe la driving force del processo evolutivo? L'infodinamica? Ma per favore... Next step più probabile? 0 dati sperimentali ma qualche simulazione al computer molto colorata.
Tutto questo, praticamente, è Prigogine ignorando Prigogine e lasciando fuori le basi della termodinamica (fu Prigogine, 70 anni fa, a descrivere l'ordine ottenuto dal caos, ovvero strutture dissipative la cui organizzazione massimizza la produzione di entropia). E quindi? E quindi si va a mode, ragazzi, non è che si scherza (citando qualcuno).
Questa è fenomenologia da fine della scienza: le grandi leggi della natura le abbiamo già trovate, il resto è al momento fuori portata, quindi ci si diletta in congetture e pinzillachere. Il video di Sabine Hossenfelder è perfetto, al riguardo e ha pure un rapidissimo riferimento a questa storia della nuova legge dell'universo.
Per anticipare le proteste: una missione con equipaggio umano su Marte non sarebbe scienza, ma tecnologia. Cioè non aggiungerebbe nulla a quello che sappiamo sulle leggi della natura. Ma questo sarà l'argomento di un altro post.
Quindi sì, la scienza sta morendo e pure piuttosto male.
venerdì 17 novembre 2023
SERIE: LEZIONI DI CHIMICA
Lezioni di chimica è ufficialmente la serie preferita di questo blog, di questi tempi. Potrei iniziare a enumerare i motivi, ma non credo che sia necessario. Vedetevela, legalmente o no. C'è chimica, fenomenologia dell'accademia e dintorni e molto altro. E' una di quelle fiction che parlano della realtà più degli annali e dei microfilm delle prime pagine dei giornali o dei loro analoghi nell'era digitale. Non cambia niente. E' il contenuto, o il "messaggio", che conta. That's all, folks.
mercoledì 15 novembre 2023
LETTERA APERTA DI GIORNALISTI SU GAZA
Ci sono giornalisti che non sono nel mucchio dei servi dei servi dei servi, rispetto alla media italiana. La stampa italiana è puro servilismo al 99% (i servi dei servi dei servi dei servi) con p-value 0.000001. Per fortuna esiste un 1% diverso.
Rilancio la traduzione:
Condanniamo l’uccisione di giornalisti a Gaza da parte di Israele e chiediamo l’integrità nella copertura mediatica occidentale delle atrocità di Israele contro i palestinesi.
La devastante campagna di bombardamenti di Israele e il blocco dei media a Gaza minacciano la raccolta di notizie in un modo senza precedenti. Non abbiamo molto tempo.
Più di 11.000 palestinesi sono stati uccisi durante le quattro settimane di assedio israeliano. Nel crescente bilancio delle vittime ci sono almeno 35 giornalisti, secondo il Comitato per la protezione dei giornalisti, in quello che il gruppo definisce il conflitto più mortale per i giornalisti da quando ha iniziato a monitorare le morti nel 1992. Molti altri sono stati feriti, detenuti, scomparsi o hanno visto i loro familiari uccisi.
Come reporter, redattori, fotografi, produttori e altri lavoratori delle redazioni di tutto il mondo, siamo sconvolti dal massacro dei nostri colleghi e delle loro famiglie da parte dell’esercito e del governo israeliano.
Scriviamo per sollecitare la fine della violenza contro i giornalisti a Gaza e per chiedere ai responsabili delle redazioni occidentali di essere lucidi nel coprire le ripetute atrocità di Israele contro i palestinesi.
I giornalisti nella Striscia di Gaza assediata stanno affrontando estese interruzioni di corrente, carenza di cibo e acqua e un collasso del sistema sanitario. Sono stati uccisi mentre lavoravano visibilmente come giornalisti, così come di notte nelle loro case. Un’indagine di Reporter Senza Frontiere mostra anche che i giornalisti sono stati deliberatamente presi di mira durante due attacchi israeliani del 13 ottobre nel sud del Libano, che hanno ucciso l’operatore video di Reuters Issam Abdallah e ferito altri sei giornalisti.
Anche le famiglie dei giornalisti sono state uccise. Wael Dahdouh, capo dell’ufficio di Al Jazeera a Gaza e un nome familiare nel mondo arabo, ha appreso in onda il 25 ottobre che sua moglie, i suoi figli e altri parenti erano stati uccisi in un attacco aereo israeliano. Un attacco del 5 novembre contro l’abitazione del giornalista Mohammad Abu Hassir della Wafa News Agency ha ucciso lui e 42 membri della famiglia.
Israele ha bloccato l’ingresso della stampa straniera, limitato pesantemente le telecomunicazioni e bombardato gli uffici stampa. Nell’ultimo mese sono state colpite circa 50 sedi dei media a Gaza. Le forze israeliane hanno esplicitamente avvertito le redazioni che “non possono garantire” la sicurezza dei loro dipendenti dagli attacchi aerei. Considerate la prassi decennale di prendere di mira letalmente i giornalisti, le azioni di Israele mostrano una soppressione della libertà di parola su vasta scala.
Il Sindacato dei giornalisti palestinesi ha esortato i giornalisti occidentali a condannare pubblicamente gli attacchi contro i giornalisti. “[Chiediamo] ai nostri colleghi giornalisti di tutto il mondo di agire per fermare l’orribile bombardamento del nostro popolo a Gaza”, ha affermato il gruppo il 31 ottobre in una dichiarazione pubblica.
Stiamo ascoltando quella chiamata.
Siamo al fianco dei nostri colleghi di Gaza e annunciamo i loro coraggiosi sforzi di riferire nel mezzo della carneficina e della distruzione. Senza di loro, molti degli orrori sul territorio rimarrebbero invisibili.
Ci uniamo alle associazioni della stampa tra cui Reporter Senza Frontiere, l’Associazione dei giornalisti arabi e mediorientali e la Federazione internazionale dei giornalisti nel chiedere un impegno esplicito da parte di Israele per porre fine alla violenza contro giornalisti e altri civili. Le redazioni occidentali traggono enormi benefici dal lavoro dei giornalisti di Gaza e devono adottare misure immediate per chiedere la loro protezione.
Riteniamo anche le redazioni occidentali responsabili della retorica disumanizzante che è servita a giustificare la pulizia etnica dei palestinesi. Doppi standard, imprecisioni ed errori abbondano nelle pubblicazioni americane e sono stati ben documentati. Più di 500 giornalisti hanno firmato una lettera aperta nel 2021 in cui esprimono la preoccupazione che i media statunitensi ignorino l’oppressione dei palestinesi da parte di Israele. Eppure la richiesta di una copertura equa è rimasta senza risposta.
Le redazioni hanno invece minato le prospettive palestinesi, arabe e musulmane, liquidandole come inaffidabili e hanno invocato un linguaggio provocatorio che rafforza i cliché islamofobici e razzisti. Hanno pubblicato la disinformazione diffusa dai funzionari israeliani e non sono riusciti a controllare l’uccisione indiscriminata di civili a Gaza, commessa con il sostegno del governo degli Stati Uniti.
Dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre, in cui più di 1.200 israeliani, tra cui quattro giornalisti, sono stati uccisi e altri 240 circa sono stati catturati, questi problemi si sono aggravati. La copertura giornalistica ha posizionato l’attacco come il punto di partenza del conflitto senza offrire il necessario contesto storico: che Gaza è di fatto una prigione di rifugiati provenienti dalla Palestina storica, che l’occupazione israeliana è illegale secondo il diritto internazionale e che i palestinesi vengono bombardati e massacrati regolarmente dal governo israeliano.
Gli esperti delle Nazioni Unite hanno avvertito di essere “convinti che il popolo palestinese sia a grave rischio di genocidio”, ma i media occidentali rimangono riluttanti a citare esperti di genocidio e a descrivere accuratamente la minaccia esistenziale in corso a Gaza.
Questo è il nostro compito: chiedere conto al potere. Altrimenti rischiamo di diventare complici del genocidio.
Rinnoviamo l’appello ai giornalisti affinché dicano tutta la verità senza timori o favoritismi. Affinché utilizzino termini precisi ben definiti dalle organizzazioni internazionali per i diritti umani, tra cui “apartheid”, “pulizia etnica” e “genocidio”. Affinché riconoscano che distorcere le parole per nascondere le prove di crimini di guerra o dell’oppressione dei palestinesi da parte di Israele è una negligenza giornalistica e un’abdicazione alla chiarezza morale.
L’urgenza di questo momento non può essere sopravvalutata. È imperativo cambiare rotta.
lunedì 13 novembre 2023
SI SAPEVA CHE ERA POLITICA, ORA E' NERO SU BIANCO
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| https://sinistrainrete.info/articoli-brevi/25134-michele-manfrin-si-pensava-fosse-scienza-invece-era-speranza.html |
Come riportato negli stralci pubblicati negli ultimi giorni, si legge che il 6 aprile del 2020 Silvio Brusaferro, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e allora portavoce del Comitato Tecnico Scientifico instituito durante la dichiarata emergenza legata al Sars-Cov2, manda dei grafici e dei dati a Roberto Speranza, allora Ministro della Salute, circa l’andamento epidemico positivo nel Paese per concordare la linea da adottare. In quel periodo la discussione prevedeva la possibilità, sulla base dei dati scientifici in possesso al CTS, di riaprire alcune attività dopo mesi di lockdown, la cui fine sarebbe arrivata un mese dopo. Speranza risponde a Brusaferro dicendo: «Domani tieniti sulle curve all’inizio [intese quelle del contagio, ripetute con bollettino giornaliero]. Poi vediamo domande. Due avvertimenti: 1) tutto quello che direte può finire fuori alla stampa. 2) se vogliamo mantenere misure restrittive conviene non dare troppe aspettative positive». A queste parole, Brusaferro risponde: «Ok. Quindi niente modelli come quello che ti ho mandato. Ci raccordiamo domani. Buonanotte». Dopo che, il giorno dopo, il Presidente dell’ISS e membro del CTS aveva svolto il compito dettato da Speranza, l’ex Ministro della Salute scrive: «Ottimo. Tenete duro ora». Brusaferro risponde in cerca di conferma: «Sufficiente?». Speranza ribadisce: «Ottimo». Brusaferro interroga Speranza sulla linea da tenere: «Glielo diciamo? Che prevediamo sempre la chiusura?». Speranza sentenzia: «Si. Chiaramente».
Oggi il funzionamento del meccanismo di gestione della pandemia in Italia viene messo nero su bianco, e non dall'apposita Commissione parlamentare, ma dalla documentazione raccolta dalla magistratura. Non è precisamente una novità, nel 2020 Miozzo, inventore dell'inutilissima mascherina di comunità che comunque doveva essere usata, aveva già spiegato come andavano le cose (https://ilchimicoscettico.blogspot.com/2020/09/come-si-gestisce-la-sanita-pubblica-col.html).
Quindi più di uno aveva capito di che ragia si trattasse, ai tempi, e già un annetto fare si potevano tirare le conclusioni (https://ilchimicoscettico.blogspot.com/2022/12/yes-it-was-yes-it-is.html). L'agenda politica fatta di stronzate era percepibile fin da prima dalla dell'autocelebrativo libro di Speranza Perché guariremo, velocemente pubblicato e poi ritirato nell'autunno del 2020, in cui il ministro raccontava del suo sforzo eroico per far sdoganare quelle mascherine farlocche.
Una nota su una presenza politica in quelle riunioni con il CTS: c'era anche la Zampa (https://it.wikipedia.org/wiki/Sandra_Zampa), al tempo sottosegretaria alla salute. Una, che quando la pressione politica per la composizione del governo Draghi risparmiò Speranza, passò da sottosegretaria a esperta (imbullonata saldamente al ministero, ovviamente esperta, sì, di politica PD). Fiera sostenitrice delll'estensioni più estreme del green pass all'italiana (https://www.open.online/2021/07/19/covid-19-zampa-green-pass-supermercati/), la signora da vera esperta ha iniziato un percorso di smarcamento (https://www.youtube.com/watch?v=JmOThuwsQ7Q&t=50s). Ma era lì in quelle riunioni in cui la politica dettava la linea.
"Non disturbate il guidatore", dicevano. Ma al volante c'era un incapace con evidenti manie di grandezza e gonfio di vuote parole.
Verrebbe da commentare che no, l'Italia oggi non è un grande paese e quindi si merita ducetti come lui e come quelli che a lui sono seguiti. Un tribunale politico? Ma magari! Pronto a scommettere sulla completa inutilità e inefficacia della commissione parlamentare. Però un po' di annali sarebbe bene iniziare a scriverli giusti. Tante volte uno storico volesse pubblicare un libro sulla pandemia in Italia, chissà.
Ricordatevi che ai tempi medici e accademici divorati dal fervore per il giusto, scientificamente opinabile o inconsistente, rilanciarono quella linea di gestione come indiscutibile - notare nel brano Brusaferro sulle scuole e quanto la loro chiusura non avesse basi. Una gestione indiscutibile nonostante statistiche che gridavano vendetta al cielo (numeri rilevati inferiori all'errore sulla rilevazione stessa, quindi non significativi).
Ora probabilmente si dirà che i decisori agirono male ma ottenendo un risultato sacrosanto e "scientifico". E che il problema della Svezia, a cui furono indirizzate tonnellate di fango, è che agirono male ottenendo un risultato esecrabile e ascientifico. Perché alla fine conta solo quel che è giusto per giusti. Per questo il dibattito scientifico fu impossibile quasi da subito e la cosa qua sopra e altrove fu ribadita più di una volta (https://ilchimicoscettico.blogspot.com/2021/03/onesta-nellopposizione-tra-opinioni.html).
Quindi sì, bene riperlo: erano le stronzate dell'agenda politica di qualcuno.







