C'è un doppietto di elettroni solo soletto, e infatti in inglese si chiama lone pair. Ha un gemello, con cui non ha contatti. Se ne stanno in due di quelle combinazioni lineari di funzioni d'onda che sono gli orbitali sp3 della molecola d'acqua (2s+3 2p=4 sp3), anche se in realtà la cosa è appena più complessa: Ψ1=1/2Φs+√3/2Φpz per il primo degli orbitali ibridati, dove Ψ1 è la funzione d'onda dell'orbitale ibridato 1, Φs quella dell'orbitale 2s, Φpz quella dell'orbitale 2pz. Gli altri tre orbitali seguono in accordo.
Non fu Linus Pauling il primo ad usare combinazioni lineari di funzioni d'onda per descrivere un legame chimico. La natura di H2 non era ignota ai fisici, e furono Walter Heitler e Fritz London per la prima volta a usare una combinazione di funzioni d'onda per descrivere il suo legame molecolare. Usarono una "banale" combinazione dei due orbitali 1s di ciascuno dei due atomi di idrogeno, imponendo la condizione di spin antiparalleli per i due elettroni. Pubblicarono nel 1927 il loro paper fondamentale, Wechselwirkung neutraler Atome und homöopolare Bindung nach der Quantenmechanik (Zeitschrift für Physik, vol. 44, pp. 455–472).
La grandezza di Linus Pauling fu quella di usare questo strumento in modo radicalmente creativo: alla fin dei conti H2 è la più semplice delle molecole, lineare, e Heitler e London si limitavano a descrivere come funzionava la distribuzione nello spazio per i suoi due elettroni. C'era molto altro da fare e Pauling usò combinazioni lineari di funzioni d'onda con geometrie diverse che furono in grado di spigare struttura e proprietà di una vasta gamma di molecole, introducendo il concetto di ibridazione degli orbitali. Inizò a lavorarci probabilmente nel 27, dopo aver letto Heitler e London. E la prima forma della sua teoria apparve nel 1931:
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| https://pubs.acs.org/doi/10.1021/ja01355a027 |
Pauling non citava solo Heitler e London, citava anche Gilbert N. Lewis: impossibile non farlo, era lui che aveva introdotto il concetto di legame covalente e i suoi contributi alla chimica erano stati numerosi ed estremamente importanti. Ma a differenza di Pauling Lewis non ricevette mai il Nobel ed esiste una vera e propria controversia sul suo Nobel mancato. Il suo notorio snobismo e intrecci di inimicizie e politica gli interdissero per sempre il premio.
Ma torniamo alla molecola d'acqua. Quando un'orbitale ibridato sp3 dell'ossigeno e
l'orbitale 1s
dell'idrogeno si sovrappongono abbiamo due elettroni, uno dell'ossigeno e
uno dell'idrogeno, con spin antiparalleli, condivisi tra i due atomi in un legame covalente.
Come sappiamo che esiste il legame? Al di là di chi agli inizi della
chimica scisse l'acqua in una cella elettrolitica, in generale ci sono
decenni di spettroscopie. I legami (anche quelli dell'acqua) vibrano,
con moti diversi (stretching, rocking, scissoring, etc), portando a
una varietà di stati vibrazionali ad energia quantizzata e la differenza di energia tra
l'uno e l'altro corrisponde a quella di un fotone infrarosso. E quindi
ci sono anni e anni di studi spettroscopici che hanno determinato la
lunghezza e la geometria dei legami.
I lone pair dell'acqua spiegano le sue
proprietà: stato liquido a 25° C, equilibrio di dissociazione, capacità
di formare legami a idrogeno, proprietà solventi. Le proprietà quantomeccaniche del legame sono alla radice di varie conseguenze, tra cui il fatto che il legame O-H è polarizzato, ovvero i
due elettroni del legame hanno densità di probabilità più alta vicino al
nucleo dell'ossigeno che vicino al nucleo dell'idrogeno. Cosa da cui
derivano varie proprietà dell'acqua: il suo essere solvente polare
protico; il fatto che l'idrogeno leggermente elettronpovero sia attratto
dal lone pair dell'ossigeno elettronricco di un'altra molecola d'acqua,
formando un legame ad idrogeno; il fatto che l'acqua sia soggetta ad un
equilibrio di dissociazione in OH- e H+, e il negativo del logaritmo
decimale della concentrazione di H+ è il famoso pH.
Ripeto che stiamo parlando di un modello, il migliore disponibile da circa un secolo a questa parte (ne ho parlato qui, qui e qui ). E' un modello che ha una storia, degli autori, delle approssimazioni dichiarate, e che si è guadagnato il suo successo attraverso decenni di dati sperimentali. Questa distinzione - tra modello e verità - è esattamente ciò che la formazione chimica trasmetteva, e che la comunicazione scientifica prevalente sistematicamente cancella.
Un tempo il concetto di chimica quantistica come tema didattico autonomo di fatto non esisteva: lo studente iniziava a vedere una funzione d'onda per la prima volta a Chimica Generale I, a Chimica Generale II doveva familiarizzare con il concetto e a Chimica Fisica II si doveva produrre in lavagnate di equazioni. Il che significa che allora una funzione d'onda doveva essere nel DNA di qualsiasi chimico, senza distinzioni tra analitici, organici, inorganici, chimici fisici, teorici e industriali. Ma questo accadeva negli anni '80 - era l'onda lunga della rivoluzione quantistica nella chimica del XX secolo. Già negli anni '10 del XXI secolo il sistema universitario italiano rilasciava lauree brevi con un qualche flavour di chimica (ambientale, degli alimenti, climatica e andate avanti a piacere). E tali qualifiche non prevedevano alcuna familiarità non solo con la chimica quantistica ma anche con il diagramma di stato dell'acqua - uno dei frutti delle riforme, del 3+2 (o 3x2?), delle magnifiche sorti e progressive (non parlo per sentito dire).
Letto tutto questo, andate su youtube, cercate "biologia acqua" e rendetevi conto del livello e delle qualità prevalente dell'attuale "scienza comunicata", in cui il miglior modello diventa "verità". E traetene le doverose conclusioni.








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