Detto questo la pausa estiva riguarda il blog, su substack continuerà la pubblicazione di contenuti già visti qua sopra. E l'attività consueta riprenderà da settembre.
C'è un doppietto di elettroni solo soletto, e infatti in inglese si chiama lone pair. Ha un gemello, con cui non ha contatti. Se ne stanno in due di quelle combinazioni lineari di funzioni d'onda che sono gli orbitali sp3 della molecola d'acqua (2s+3 2p=4 sp3), anche se in realtà la cosa è appena più complessa: Ψ1=1/2Φs+√3/2Φpz per il primo degli orbitali ibridati, dove Ψ1 è la funzione d'onda dell'orbitale ibridato 1, Φs quella dell'orbitale 2s, Φpz quella dell'orbitale 2pz. Gli altri tre orbitali seguono in accordo.
Non fu Linus Pauling il primo ad usare combinazioni lineari di funzioni d'onda per descrivere un legame chimico. La natura di H2 non era ignota ai fisici, e furono Walter Heitler e Fritz London per la prima volta a usare una combinazione di funzioni d'onda per descrivere il suo legame molecolare. Usarono una "banale" combinazione dei due orbitali 1s di ciascuno dei due atomi di idrogeno, imponendo la condizione di spin antiparalleli per i due elettroni. Pubblicarono nel 1927 il loro paper fondamentale, Wechselwirkung neutraler Atome und homöopolare Bindung nach der Quantenmechanik (Zeitschrift für Physik, vol. 44, pp. 455–472).
La grandezza di Linus Pauling fu quella di usare questo strumento in modo radicalmente creativo: alla fin dei conti H2 è la più semplice delle molecole, lineare, e Heitler e London si limitavano a descrivere come funzionava la distribuzione nello spazio per i suoi due elettroni. C'era molto altro da fare e Pauling usò combinazioni lineari di funzioni d'onda con geometrie diverse che furono in grado di spigare struttura e proprietà di una vasta gamma di molecole, introducendo il concetto di ibridazione degli orbitali. Inizò a lavorarci probabilmente nel 27, dopo aver letto Heitler e London. E la prima forma della sua teoria apparve nel 1931:
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| https://pubs.acs.org/doi/10.1021/ja01355a027 |
Pauling non citava solo Heitler e London, citava anche Gilbert N. Lewis: impossibile non farlo, era lui che aveva introdotto il concetto di legame covalente e i suoi contributi alla chimica erano stati numerosi ed estremamente importanti. Ma a differenza di Pauling Lewis non ricevette mai il Nobel ed esiste una vera e propria controversia sul suo Nobel mancato. Il suo notorio snobismo e intrecci di inimicizie e politica gli interdissero per sempre il premio.
Ma torniamo alla molecola d'acqua. Quando un'orbitale ibridato sp3 dell'ossigeno e
l'orbitale 1s
dell'idrogeno si sovrappongono abbiamo due elettroni, uno dell'ossigeno e
uno dell'idrogeno, con spin antiparalleli, condivisi tra i due atomi in un legame covalente.
Come sappiamo che esiste il legame? Al di là di chi agli inizi della
chimica scisse l'acqua in una cella elettrolitica, in generale ci sono
decenni di spettroscopie. I legami (anche quelli dell'acqua) vibrano,
con moti diversi (stretching, rocking, scissoring, etc), portando a
una varietà di stati vibrazionali ad energia quantizzata e la differenza di energia tra
l'uno e l'altro corrisponde a quella di un fotone infrarosso. E quindi
ci sono anni e anni di studi spettroscopici che hanno determinato la
lunghezza e la geometria dei legami.
I lone pair dell'acqua spiegano le sue
proprietà: stato liquido a 25° C, equilibrio di dissociazione, capacità
di formare legami a idrogeno, proprietà solventi. Le proprietà quantomeccaniche del legame sono alla radice di varie conseguenze, tra cui il fatto che il legame O-H è polarizzato, ovvero i
due elettroni del legame hanno densità di probabilità più alta vicino al
nucleo dell'ossigeno che vicino al nucleo dell'idrogeno. Cosa da cui
derivano varie proprietà dell'acqua: il suo essere solvente polare
protico; il fatto che l'idrogeno leggermente elettronpovero sia attratto
dal lone pair dell'ossigeno elettronricco di un'altra molecola d'acqua,
formando un legame ad idrogeno; il fatto che l'acqua sia soggetta ad un
equilibrio di dissociazione in OH- e H+, e il negativo del logaritmo
decimale della concentrazione di H+ è il famoso pH.
Ripeto che stiamo parlando di un modello, il migliore disponibile da circa un secolo a questa parte (ne ho parlato qui, qui e qui ). E' un modello che ha una storia, degli autori, delle approssimazioni dichiarate, e che si è guadagnato il suo successo attraverso decenni di dati sperimentali. Questa distinzione - tra modello e verità - è esattamente ciò che la formazione chimica trasmetteva, e che la comunicazione scientifica prevalente sistematicamente cancella.
Un tempo il concetto di chimica quantistica come tema didattico autonomo di fatto non esisteva: lo studente iniziava a vedere una funzione d'onda per la prima volta a Chimica Generale I, a Chimica Generale II doveva familiarizzare con il concetto e a Chimica Fisica II si doveva produrre in lavagnate di equazioni. Il che significa che allora una funzione d'onda doveva essere nel DNA di qualsiasi chimico, senza distinzioni tra analitici, organici, inorganici, chimici fisici, teorici e industriali. Ma questo accadeva negli anni '80 - era l'onda lunga della rivoluzione quantistica nella chimica del XX secolo. Già negli anni '10 del XXI secolo il sistema universitario italiano rilasciava lauree brevi con un qualche flavour di chimica (ambientale, degli alimenti, climatica e andate avanti a piacere). E tali qualifiche non prevedevano alcuna familiarità non solo con la chimica quantistica ma anche con il diagramma di stato dell'acqua - uno dei frutti delle riforme, del 3+2 (o 3x2?), delle magnifiche sorti e progressive (non parlo per sentito dire).
Letto tutto questo, andate su youtube, cercate "biologia acqua" e rendetevi conto del livello e delle qualità prevalente dell'attuale "scienza comunicata", in cui il miglior modello diventa "verità". E traetene le doverose conclusioni.
Cattiva fama, quella dello scorfano. "Popo' di scorfano/a" in un certo territorio era usato per commentare soggetti notevolmente brutti. Eppure senza scorfano un cacciucco non viene come si deve.
Marsiglia alcune affinità con Livorno le ha. E ha anche una zuppa di pesce "cugina" e molto nota. Con qualche differenza (aceto e peperoncino da una parte, finocchio dall'altra) .
Ma lascerei la parola a un marsigliese:
La Rascasse, poisson, certes, des plus vulgaires ;
Isolé sur un gril, on ne l'estime guère,
Mais dans la bouille-abaisse, aussitôt il répand
De merveilleux parfums d'où le succès dépend
La Rascasse, nourrie aux crevasses des syrtes,
Dans les golfes couverts de lauriers et de myrtes.
Ou devant un rocher garni de fleurs de thym,
Apporte leurs parfums aux tables du festin.
(Joseph Méry 1797-1866)
Alloro, timo e mirto: mediterraneo. E alle volte, vivendo dove l'orizzonte marino è costituito dal Mare del Nord e dal nord Atlantico, scambierei haddock, merluzzo fresco, kipper e sgombro affumicato per un solo scorfano.
L'alloro ha un'essenza che è il gran festival dei terpeni: eucaliptolo, linealolo, terpinoli, acetato di terpenile, tuiene e pinene. Il pinene: odore di pino, avete presente? L'alfa pinene viene emesso dalle conifere ed ha una serie
di effetti: reagisce con "i radicali liberi" presenti nell'aria e con
altri inquinanti (ossidi di azoto, ozono). "L'aria pulita dei boschi di
pini" quindi non è una scemenza popolare.
E' un terpene. I terpeni sono una classe di molecole molto abbondanti
nel mondo vegetale, che ho sempre trovato interessante. E' un terpene il
tujone, il componente psichedelico dell'assenzio che è' quindi
strettamente collegato con l'anetolo, che terpene non è, il componente
essenziale dell'anice verde. Penso ai terpeni e mi viene in mente la
lattescenza verdastra di un Pernod allungato con acqua fredda, o di un
ouzo o di un raki a cui sia stato riservato lo stesso trattamento.
Il pinene ha una qualche attività sui recettori dei cannabinoidi? Ni. E'
riconosciuta la sua stimolazione dei recettori GABAA (e quindi
un'attività simile a quella delle benzodiapine, cioè calmante). Ed è
stato usato per un potente agonista CB2, HU-308, che non è mai diventato
un farmaco. Il pinene ha anche una moderata attività broncodilatatoria.
Quindi se qualcuno trova rassicurante l'odore di pino (o quello di alloro) ci sono ottime
ragioni.
Parlando di mediterraneo e terpeni mi vengono in mente le anisette mediterranee, come già detto, quelle da diluire con acqua ghiacciata... argomento estivo per eccellenza, per me, condito di ricordi - ouzo e tzatziki al tavolino di un bar al porto, a La Canea...) Bandito per più di un secolo, riemerso in sordina poi tornato una piccola moda, da un po' l'assenzio è diventato DOC (https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/silenzio-assenzio-39-unione-europea-riconosce-rsquo-etichetta-211818.htm - con la moda è arrivata una modalità di consumo giovanile davvero barbara: niente zucchero, niente acqua, uno shot liscio e amarissimo). Consiglio al riguardo la lettura di un vecchio articolo su Le Scienze, che all'epoca rimase ben impresso nella mia memoria (https://www.scientificamerican.com/article/absinthe/).
La neurotossicità dell'assenzio è stata attribuita al tujione, un terpene che agisce come GABA antagonista, ma la sua concentrazione nel distillato sarebbe troppo bassa per provocare questi effetti (mi verrebbe da dire che comunque essendo il tujione estremamente lipofilico, effetti di accumulo non sarebbero da scartare, da un punto di vista teorico). Per modalità di consumo prevalenti, l'assenzio è accorpabile alla vasta famiglia delle anisette mediterranee/medioorientali: in particolare Pernod, Ouzo, Raki (turco), Arak (medio oriente) prevedono il rituale consumo previa diluizione con acqua ghiacciata (e spesso accompagnamento di antipastini vari tipo insalata di polpo fatta con lo yogurt, filetti di acciuga marinati etc). La diluizione provoca il noto intorbidamento, dovuto alla formazione di un'emulsione da parte dei componenti degli olii essenziali (di anice e/o assenzio) insolubili in acqua. Nel caso del Pernod la colorazione verde, artificiale, fu introdotta per ricordare l'assenzio quando quest'ultimo distillato fu bandito. Ho sempre trovato le anisette più inebrianti rispetto ad altri distillati. Una faccenda di terpeni?
A questo punto si aggiungono i fagioli, scolati, si sala, si pepa, e si cuoce per circa un'altra mezzora scoperto, fino ad evaporare quanto basta i liquidi.
Credo che questa sia una vecchia ricetta garfagnina, e probabilmente viene da qualche lontano congiunto con quelle origini, o da un quaderno scritto a mano o forse da un vecchio libro, roba del genere. La realizzazione è lunga, come quella della maggior parte degli stufati, ma alla fine c'è un inequivocabile "profumo di casa", mentre cuoce. Specialmente se alloro proveniente dal mio giardino.
Non se ne parla quasi più perché ogni nuova guerra con le sue conseguenze economiche pare cancellare le precedenti. Ma in Europa diversi settori industriali devono fare i conti con il prezzo dell'energia e in particolare con quello del gas naturale. E l'aritmetica è brutale:
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| Grafico su dati da puntienergia |
In breve in Europa oggi il prezzo del gas è più del doppio di quello che era nel 2021 (ma in Cina il prezzo è circa la metà). E non solo: il picco 2022-2023 corrisponde a quella che ormai viene chiamata la crisi energetica del 2022, connessa alla guerra in Ucraina. La crisi provocò un picco di inflazione in Europa e USA.
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| Grafico da Eurostat |
| Tabella su dati Eurostat |
Guardando all'Europa occidentale, ci furono paesi che vararono misure per contrastare la situazione (Energy Allowance e simili) e paesi in cui ci furono scioperi per ottenere aumenti salariali che furono poi concessi. In Italia il peso della situazione non fu mitigato in nessun modo. L'inflazione è poi ulteriormente scesa, ma quella accumulata tra 2022 e 2023 rimane e senza andare a consultare il prezzo attuale del gas naturale la potete leggere sugli scaffali di un qualsiasi supermercato.
Di fatto il conto della guerra, estremamente salato, è stato pagato in bollette, ridotto potere di acquisto, crisi industriali, disoccupazione. In particolare è stato un altro chiodo piantato nella bara della chimica di base europea.
Prima di rientrare in Italia per il Natale 2022 mi ero fermato in territorio teutonico. In una serata di vini del Reno e conversazioni uno dei convitati, e non era un elettore di AfD, mi disse: "L'attacco al Northstream è stato un atto antitedesco". La cosa era piuttosto evidente, ma la compagine dei partiti atlantisti tedeschi non la poteva ammettere. Il tema fu regalato quindi alla propaganda di AfD, contribuendo alle fortune di quel partito (Sahra Wagenknecht fu l'unica a sinistra a sottolinearlo, ma oggi si parla di una tolleranza parlamentare di BSW nei confronti di AfD per le elezioni in Sachsen-Anhalt).
L'aspetto più grottesco di tutta la vicenda è che oggi, dopo anni di disinformatija europea (sono stati i russi, è stato l'atto autonomo di patrioti ucraini etc), dopo gli assurdi costi sociali sostenuti, si arriva al dunque e l'accusa riguarda letteralmente "crimini di guerra". Crimini di guerra perpetrati, se non con la connivenza, con la copertura dello stesso governo tedesco e delle élites europee tutte...
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| https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/07/02/la-procura-tedesca-accusa-le-autorita-ucraine-del-sabotaggio-di-nord-stream_8a3fb80a-1ea5-49d3-bd40-9243d24af23d.html |
Non intendo entrare in tema di clima e meteo, ma di topoi.
Caldo, tropici.
L'espressione inglese Dutch wife (moglie dell'olandese) designava un particolare tipo di cuscino.
Nelle ex Indie Orientali Olandesi (l'attuale Indonesia), i coloni occidentali dovevano fare i conti con un clima tropicale torrido e asfissiante. Per dormire senza sudare eccessivamente a causa del contatto della pelle con le lenzuola o con il proprio stesso corpo, utilizzavano un lungo cuscino cilindrico (spesso fatto di bambù intrecciato cavo, o di cotone leggero). Abbracciando questo cuscino, si favoriva la circolazione dell'aria e si assorbiva il sudore corporeo.
I miei tropici furono, molti anni fa, del tempo passato nel sud e nel centro del Messico. E non potevo non pensare a Malcolm Lowry:
Oozing alcohol from every pore, the Consul stood at the open door of the Salón Ofélia. How sensible to have had a mescal. How sensible! For it was the right, the sole drink to have under the circumstances. Moreover he had not only proved to himself he was not afraid of it, he was now full awake, fully sober again, and well able to cope with anything that might come his way. But for this slight continual
twitching and hopping within his field of vision, as of innumerable sand fleas, he might have told himself he hadn’t had a drink for months. The only thing wrong with him, he was too hot.
Comunque Lowry colloca la vicenda di Sotto Il Vulcano a Cuernavaca, che è zona di tequila. La zona del mezcal sono le Valli Centrali, Oaxaca.
Un Expendio de Palenqueros a Oaxaca, 25 anni fa, dove il mezcal dei piccoli produttori locali veniva venduto in bottiglie di succo di frutta o altre bibite, riciclate, con l'"etichetta" dipinta a mano. Una vecchia india che arrivava all'Expendio con il marito rinsecchito, con un visibile delirium tremens, per comprargli 250 ml di mezcal, rimandava al Console di Lowry, ma il resto della città conviveva placidamente con uno dei suoi prodotti più caratteristici assieme alle tavolette di cacao pressato, al mole negro e al mole rojo. Le cocinas ambulanti vendevano tacos de cabeza. Al Mercado si potevano mangiare tamales ripieni di mole negro o chile relleno, fritto, riempito di quesillo: una famiglia di casari campani era emigrata in zona, nel XIX secolo, e il loro prodotto, più fior di latte che mozzarella, fatto a trecce, aveva finito per diventare una specialità locale. Donne zapoteche giravano con ceste di vimini piene di chapulines (piccolissime cavallette seccate, salate e rosse di polvere di peperoncino).
Ai tavolini dei caffè all'ora dell'aperitivo giovani e meno giovani passavano il tempo a condire con sal de gusano fette di arancia o di mango, che accompagnavano a un bicchierino di mezcal o a una Pepsi.
Nonostante quel che sostiene qualcuno tequila e mezcal non sono la stessa cosa. Perché la tequila è mono-varietale per disciplinare: solo Agave tequilana. Il mezcal invece può essere prodotto da decine di specie, molte selvatiche o semi-selvatiche, con profili completamente diversi. L'espadin (Agave angustifolia) è il più comune, ma vengono usati anche tobalá, tepeztate, cirial - ognuna con tempi di maturazione, composizione degli zuccheri e profilo volatile propri.
Poi per la tequila le piñas vengono cotte in autoclavi a vapore. Per il mezcal invece tradizionalmente le piñas vengono cotte in fosse nel terreno con pietre arroventate - i sentori più o meno affumicati dei mezcal derivano da questo processo. Anche per la distillazione il mezcal viene prodotto nei modi più vari: per il mezcal de olla, per esempio, si usano pignatte di terracotta, e lo sviluppo di distillazione è realizzato con canne di bambù. Ci sono analisi che riflettono questa estrema variabilità nella composizione del mezcal (Chemical composition and volatile compounds in the artisanal fermentation of mezcal in Oaxaca, Mexico, October 2012, African Journal Of Biotechnology 11:14344-14353).
Le chinicuiles sono larve che infestano le piante di agave. Vengono essiccate, macinate e mescolate a sale e polvere di peperoncino per ottenere il sal de gusano, l'ingrediente inseparabile dal mezcal (il verme intero è cosa da gringos, immortalata in Nato il 4 di Luglio di Oliver Stone, quindi viene incluso in molte produzioni per l'export). Il sal de gusano migliore ha un colore vicino al rosso mattone/terracotta, diffidate dei prodotti di colore più scuro. Contenendo chitina, chi è allergico ai crostacei lo deve assolutamente evitare.
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https://www.nature.com/articles/d41586-026-01947-1 |
L'ultimo intervento significativo sulla piattaforma di Blogger risale al 2020, quando Google ha introdotto una nuova interfaccia - l'operazione cosmetica di chi non vuole investire. Dal 2020 in poi, il silenzio. Nessuna nuova funzionalità sostanziale. Nessun segnale che qualcuno in Google stia ancora pensando a Blogger come a un prodotto con un futuro.
Il paradosso è che Blogger sopravvive perché funziona. Non benissimo e sempre meno - i contatori nativi sono inaffidabili, l'integrazione con il resto dell'ecosistema Google ha perso pezzi anno dopo anno. Ma nonostante questo funziona. I post restano accessibili, l'indicizzazione di Google continua (quando Discover decide di segnalare qualcosa, lo segnala). E soprattutto la piattaforma non chiede nulla in cambio.
Il Chimico Scettico esiste su Blogger da otto anni. Milleduecento e passa post. Un milione di visualizzazioni superato ad aprile 2026, pur avendo abbandonato ogni social nell'autunno 2022 (e per qualcuno questo è un paradosso, un nonsenso). In termini pratici è una struttura solida, ma costruita su fondamenta che qualcuno ha smesso di curare da anni. La domanda non è se Blogger sopravviverà e per quanto, ma se ha senso continuare a costruire qualcosa su fondamenta che mancano di ogni manutenzione.
La risposta che mi sono dato, per ora, è Substack. Non come sostituto - CS resta su Blogger - ma come piattaforma complementare, da poco avviata senza alcun rumore. Substack non è Blogger: è una piattaforma con un modello di business esplicito (la percentuale sugli abbonamenti a pagamento). E questo prefigurava un grosso problema, perché la licenza Creative Commons, non commerciale, no opere derivate, è un punto fondante di questa operazione. Poi ho scoperto che Substack concede la possibilità di contenuti gratuiti e non solo: permette di rifiutare l'opzione "accetta donazioni" attivata di default. E queste sono state le risposte al problema. Inoltre ci sono alcuni dettagli tecnici significativi: l'editor di Substack, per esempio, supporta una formattazione estesa rispetto a quello di Blogger, con tanto di LaTeX in linea (cosa estremamente utile per una certa tipologia di contenuti qui proposti). E' comunque un esperimento. Nessuno può prevedere se la piattaforma renderà più stringenti le condizioni che ne limitano la reddività.
Si tratta di una azione tardiva? Probabilmente, ma non avevo alcuna intenzione di unirmi alla grande migrazione su Substack di due-tre anni fa. Ho sempre diffidato del bandwagoning e la monetizzazione non mi interessava.
Quindi, per ora chimicoscettico.substack.com e substack.com/@chimicoscettico affiancano CS su Blogger.
Ventisette anni dopo il lancio di Blogger, ventitre anni dopo la sua acquisizione da parte di Google, il suo formato blog non è morto. È solo che le infrastrutture che lo ospitavano sono invecchiate diversamente. Alcune sono diventate qualcos'altro. Alcune sono morte. Una, la più antica, esiste ancora e chissà per quanto reggerà. Ma in linea di massima CS si sta preparando a sopravvivergli.