martedì 10 luglio 2018

L'INCIDENTE DI SEVESO (E IL CONTESTO)

La chimica organica industriale degli anni 60 e 70 in Italia non era precisamente "state of the art process chemistry".
C'era una questione di cultura industriale: relativamente pochi laureati, più periti, tanti operai specializzati. Il know how necessario era spesso acquisito tramite consulenze universitarie, ma ho sentito raccontare di contesti in cui a fare il Direttore Tecnico c'era un ragionere cresciuto dentro l'azienda (ancora nei primi anni novanta il responsabile dell'impianto pilota di una chimica farmaceutica non delle meno note era un perito, che sosteneva che i laureati non servivano, in quanto  aveva visto un buon numero di chimici organici arrivare in azienda e non riuscire a portare sull'impianto neanche un prodotto nell'arco di un anno - capirai, un chimico puro di indirizzo organico non aveva la minima idea di cosa potesse essere un impianto, figurati portarci sopra una sintesi da 0 appena uscito dall'università).
Di storie balorde degli "anni ruggenti" ne ho sentite davvero tante, ma l'incidente di Seveso del 1976 ha avuto il dubbio onore di diventare un caso di scuola di importanza storica e mondiale nel campo "sicurezza degli impianti chimici".
Il 10 luglio 1976 circa alle 12.30 si verificò nello stabilimento ICMESA l'incidente che provocò il rilascio nell'atmosfera di 1 kg di TCDD (tetraclorodibenzodiossina) (qualcuno ha scritto 13 kg, che sembra decisamente eccessivo). L'effetto acuto fu costituito da 200 casi di cloracne. Ma peggio fu il risultato a lungo termine, con un aumento di casi di mieloma multiplo e leucemia mieloide.

Perché successe? La lavorazione, da quel che ho potuto ricostruire, avveniva in un semitubo di acciaio da 500 l (quindi un reattore piccolo). Ovvero un reattore con una serpentina di semitubo saldata a spirale lungo le pareti, in cui si fa passare il mezzo di scambio termico. La reazione che vi veniva fatta era la sintesi del triclorofenolo da tetraclorobenzene e soda, in glicole etilenico, con il reattore riempito per quattro quinti. La miscela bolliva a 160°C, e la temperatura interna di reazione erano 158°C. Data l'alta temperatura, per scaldare serviva vapore ad alta pressione (o olio diatermico, ma evidentemente non era un servizio disponibile sull'impianto). E presero quello esaurito dalla turbina della centrale elettrica del sito, che usciva a 12 atm (190°C). Ma senza mettere un controllo su temperatura o pressione del vapore in ingresso alla serpentinadel reattore.
Primo punto: venne cominciata una produzione di venerdì, quando il venerdì sera tutto l'impianto doveva essere fermato per il week end. Mentre tutte le altre macchine venivano vuotate e fermate, quel 500 litri continuava a lavorare, ritrovandosi per un breve tempo ad essere scaldato da vapore più caldo del solito (circa 300°C).
Secondo punto: non so se fossero le direttive che imponevano comunque di lasciare spente tutte le macchine, non so se fu l'operatore a farlo senza pensarci. Fatto sta che l'operatore non raffreddò, chiuse il vapore (quindi smise di riscaldare, nella sua testa), fermò l'agitazione (questa è una cosa che a voi non dirà niente, ma quando ho visto gente fermare l'agitazione a reattori pieni ho sempre dato in escandescenze - un reattore deve avere buono scambio termico e buona agitazione, in primo luogo, e un motivo c'è).
Lo spegnimento dell'agitazione fu la prima causa. La parete del reattore sopra il livello del liquido era rimasta sopra i 250°C. In assenza di agitazione cominciò a surriscaldare la parte superiore della massa liquida, facendo partire localmente una reazione parassita inizialmente lenta ma esotermica. Sette ore dopo l'esotermia aveva progressivamente riscaldato la massa reagente, arrivando  a 250°C di temperatura interna, innescando una runaway (prima o poi spiegherò la cosa), con forte e veloce aumento della pressione interna. Il reattore era dotato di un disco di scoppio, ovvero di un dispositivo tarato per il rilascio di pressione oltre un certo limite. E questa era una cosa buona. Ma l'uscita del disco di scoppio non era convogliata a nessun sistema di contenimento (classicamente una vasca). Il disco di scoppio era en plein air. E nell'aria rilascio i 400 kg di massa reagente, liquida,spinta dalla pressione dei vapori, comprensiva del famoso chilo di TCDD.
Quindi, riepilogando, nessun controllo su pressione o temperatura del vapore, fermo dell'agitazione, disco di scoppio all'aria: la ricetta di un disastro storico.
(Nell'immagine un disco di scoppio)

CI SONO COSE CHE VANNO SPIEGATE... (SUSCETTIBILI AL MORBILLO IN ITALIA) - I


(...poi anche se le spieghi alle volte non c'è proprio verso, in nessun modo)
Su twitter il genio di turno è arrivato a dirmi che il calo coperture pre 2015 è colpa dei populisti, e che quindi i (quasi) 7000 casi di morbillo da inizio 17 all'ultimo 28 giugno sono colpa dei populisti, e gli inglesi fanno bene ad avercela con i populisti perché è colpa loro.
E già così siamo sul surreale andante. Ma la cosa ha preso una piega grottesca quando si è arrivati a parlare di serbatoio di suscettibili al morbillo in Italia. Eppure a me sembrava un qualcosa di banale, terra terra. Ma non c'è stato verso, e May e Anderson si sono beccati dei "fuffari" per il tramite della mia indegna persona.
Comunque visto che le cose forse non sono così semplici, proviamo a dettagliare.
La teoria generale della dinamica delle malattie infettive prevenibili da vaccino prevede un set di equazioni differenziali, e una riguarda i suscettibili (Anderson, May, Nature 318(6044):323-9 · November 1985) :




dove a è l'età, t il tempo, M la popolazione infantile, v il tasso di vaccinazione, λ la velocità di propagazione dell'infezione, μ la mortalità. La vaccinazione viene ipotizzata con efficacia permanente e del 100%.
Possiamo riscrivere l'equazione così




Senza farsi spaventare, vediamo di spiegare questa equazione.
dM(a,t) è la variazione della popolazione infantile, ovvero fondamentalmente la natalità.
I contributi negativi sono costituiti dal tasso di vaccinazione v(a,t)X, dalla morbilità λ(a,t)X, dalla mortalità dei suscettibili μ(a)X.
Possiamo così semplificare l'equazione (n.b. ovviamente non è un'integrazione dell'equazione in senso stretto):




L'incremento di suscettibili ΔX in un periodo di tempo è uguale ai nati in quel periodo di tempo meno i suscettibili vaccinati in quel periodo di tempo, meno i suscettibili ammalatisi in quel periodo di tempo (ovvero i casi di quell'infezione registrati in quel periodo di tempo), meno i suscettibili deceduti in quel periodo di tempo. Il contributo alla popolazione dei suscettibili nell'anno i lo possiamo quindi scrivere, passando a dati rilevati in quell'anno



Dove vi sono le vaccinazioni per l'anno i e λi i casi di malattia per l'anno i. Notare che μ(a)X l'ho lasciato sotto forma di funzione, perché nessuno registra le morti totali di suscettibili alla malattia y, al massimo quelli che per tale malattia sono deceduti. μ(a) è senz'altro ricavabile, ma X, popolazione totale dei suscettibili, resta ignota.
Ma per determinate finestre temporali una stima sensata di μ(a)X è fattibile. Per esempio, nel caso del morbillo, in un periodo a circolazione dell'infezione abbastanza alta preceduto da un lungo periodo a circolazione altissima, e con un programma di immunizzazione che prima decolla lentamente e poi viene sospeso, con mortalità infantile bassa (anni 80, per essere chiari), in prima battuta per una stima approssimata possiamo considerare μ(a)X sufficientemente piccola da poter essere trascurata (ovvero ritenere che i decessi siano costituiti quasi esclusivamente da soggetti immuni)
Al che per gli anni 80 l'accumulo di suscettibili al morbillo può essere scritto così:



che tradotto vuol dire: accumulo di suscettibili nel decennio uguale a nascite meno vaccinazioni meno casi di morbillo. E ripeto, per le cervici più coriacee, che il conto vale nell'ipotesi di vaccinazione di efficacia permanente e del 100% e mortalità dei suscettibili trascurabile.

giovedì 5 luglio 2018

UN CLASSICO (DELLA PSEUDOMEDICINA?)



Et mulier, quae erat in profluvio sanguinis annis duodecim et fuerat multa perpessa a compluribus medicis et erogaverat omnia sua nec quidquam profecerat, sed magis deterius habebat, cum audisset de Iesu, venit in turba retro et tetigit vestimentum eius; dicebat enim: “ Si vel vestimenta eius tetigero, salva ero ”.
Et confestim siccatus est fons sanguinis eius, et sensit corpore quod sanata esset a plaga.
Et statim Iesus cognoscens in semetipso virtutem, quae exierat de eo, conversus ad turbam aiebat: “ Quis tetigit vestimenta mea? ”.
Et dicebant ei discipuli sui: “ Vides turbam comprimentem te et dicis: “Quis me tetigit?” ”.
Et circumspiciebat videre eam, quae hoc fecerat.
Mulier autem timens et tremens, sciens quod factum esset in se, venit et procidit ante eum et dixit ei omnem veritatem.
Ille autem dixit ei: “ Filia, fides tua te salvam fecit. Vade in pace et esto sana a plaga tua ”.


Il soggetto, un cittadino della Galilea, privo di titoli di studio, essendo stato provato il suo abusivo esercizio della professione medica, di lì a poco veniva condannato a morte con immediata esecuzione della sentenza.
(ovvero, il tema è classico e archetipico; e in troppi lo liquidano come se si trattasse di banali, insignificanti idiozie)

domenica 1 luglio 2018

VACCINI: I GRANDI CLASSICI 3 - ALLUMINIO


Nota di metodo: i dati della miniserie "Grandi Classici" vengono da toxnet, database del National Institute of Health (NIH). Quindi il primo titolato o non titolato che arrivasse a commentare sotto questi post con le parole "cherry picking" sarà spernacchiato.

Alluminio, ovvero la nota dolente. Se sul Thimerosal ormai il consenso è diffuso e può essere eliminato dalle formulazioni, se la formaldeide residua entro i limiti dichiarati non è un problema, con l'alluminio si arriva al punto ineludibile. Anche certi vaccine advocates lo usano come argomento: i vaccini polivalenti per loro sono meglio dei monovalenti perché in questo modo si limita il dosaggio di alluminio. Sull'alluminio quindi il nervosismo è alto, la tensione costante, e la polemica ha dato il peggio di sé, producendo una quantità imponente di ciarpame e idiozie.
Non parleremo qua di Al(0), ovvero alluminio metallico, né di allume di potassio (a quelli che "con l'alluminio in genere non c'è problema" farei acquisire familiarità con AlCl3, Litio Alluminio Idruro, DIBAL-H e soprattutto con il composto più amato, si fa per dire, nella sintesi chimica, il Trimetilalluminio).
Qua parleremo di Alluminio Idrossido, Al(OH)3, ovvero il più diffuso adiuvante usato nella formulazione di vaccini, e quello di cui non si può fare a meno.
E sappiamo bene che, assunto per via orale, ha una tossicità di fatto nulla (ma ci sono casi interazioni con assunzione di alcuni farmaci).
Partiamo ancora una volta da LD50, che ricordo è il dosaggio che provoca la morte nella metà delle cavie usate per il test di tossicologia acuta.
LD50 nel ratto per os è superiore a 5g/Kg. Il che vuol dire che a far mangiare a un ratto idrossido di alluminio è più facile ucciderlo per indigestione o blocco intestinale che per effetti tossici della sostanza.
E la cosa non dovrebbe stupire, date le migliaia di tonnellate di Maalox che gli esseri umani hanno consumato negli ultimi 50 anni.
Quindi non c'è problema? No, non c'è problema a mangiarlo, l'alluminio idrossido. Perché somministrato per iniezione intraperitoneale LD50 nel ratto è 1.1g/Kg. Tossicità sempre molto bassa, ma non paragonabile a quella dell'assunzione orale.
E poi parliamo di LD50, cioè di effetti letali. E quanto agli effetti non letali?

Qui le cose si complicano un poco, e forse qua stanno i motivi del nervosismo di molti.

[Gherardi RK et al; Brain 124 (Pt 9): 1821-31 (2001)]: Miofascite Macrofagica (conseguenze diffusi dolori muscolari e articolari, affaticamento): 40 casi esaminati, in tutti rilevate inclusioni citoplasmatiche di idrossido di alluminio, tutti i soggetti erano stati sottoposti a una o più vaccinazioni e l'insorgenza della malattia in media si è verificata 11 mesi dopo il vaccino.
[Gherardi RK; Rev Neurol (Paris) 159 (2): 162-4 (2003)]  Review riguardo la MMF.

(Gherardi è un caso curioso: il paper del 2001 è un lavoro ben fatto che non mi risulta sia mai stato confutato o simili. In tempi più recenti invece si è messo a fare review insalata mista e meta review di dati vetusti di spessore assai più esiguo)


Pubblicazioni originate largamente dal campo degli studi sulla Sindrome della Guerra del Golfo.
E considerato che i soggetti, oltre che a una massicia serie di vaccinazioni, sono stati tutti esposti in proporzioni variabili ad una serie di altri fattori (da particolato di uranio impoverito a tracce di gas nervini), si tratta di studi significativi ma non estrapolabili a condizioni "normali". In più, per vedere un qualche genere di correlazione, andrebbe capito quanto Al(OH)3 fu somministrato nei singoli individui. Altro punto: dal 1990 ad oggi le formulazioni dei vaccini sono cambiate consistentemente, ricordo lo snodo 99-2001 per l'uso di thymerosal.

Ci sono tre articoli su effetti neurotossici in modelli animali, tra cui questo
[Shaw CA, Petrik MS.; J Inorg Biochem. 103 (11): 1555-62 (2009)]. Ma occorre notare che il dosaggio di Al(OH)3 in questi casi è estremamente alto (anche nei dosaggi etichettati "bassi"), oppure si tratta di iniezioni intracraniche. Di scarsa estendibilità per quel che riguarda dosaggi molto bassi nell'uomo.
Shaw è ormai un marchio e una garanzia. Dopo anni di risultati vagamente indiziari, statisticamente non significativi e non conclusivi, ha provato ha ottenere di più ed è stato beccato: falsificazione dei dati, articolo ritirato (https://retractionwatch.com/2017/10/09/journal-retract-paper-called-anti-vaccine-pseudoscience/).

Ovviamente c'è chi, confondendo le carte, fa apparire le conoscenze attuali conclusive, eccome. Prendiamo il fronte vaccinista.
Ormai avrete capito che mediamente a un medico è rimasta addosso poca farmacologia, e quasi niente di chimica e tossicologia.
Un caso di scuola in questo senso è la Dr.ssa Leila Bianchi, pediatra del Meyer di Firenze citata da Iovaccino:
"Se il mercurio non è praticamente più utilizzato - ha spiegato Bianchi - l'alluminio, usato come adiuvante, è difficilmente eliminabile ma è presente in quantità minime: quello assunto con un vaccino è al massimo 4 mg, mentre quello ingerito in un giorno con il latte materno ammonta a 10 mg, che salgono a 40 se il bambino è alimentato con i latti formula e a 120 con il latte di soia. In quanto alle reazioni allergiche, il rischio di svilupparne una con un vaccino è inferiore a quello di diventare presidente degli Stati Uniti"

Che assumere alluminio per os non costituisce un problema lo abbiamo visto, ma abbiamo anche ribadito quel che dovrebbe essere scontato: la modalità di somministrazione cambia l'effetto della sostanza, iniettare e dar da mangiare sono cose assai diverse...

(Mi rendo conto che per la sua onnipresenza nelle formulazioni l'alluminio è un bersaglio attraente per chi contesta i vaccini, ma per inconclusivo intendo proprio che non si può concludere niente in un senso o nell'altro, per i dosaggi attualmente presenti, sulla base dei dati disponibili. Dove andare a cercare? A costo di annoiare chi legge, nei dati di farmacovigilanza).

https://toxnet.nlm.nih.gov/cgi-bin/sis/search/a?dbs+hsdb:@term+@DOCNO+575

sabato 30 giugno 2018

VACCINI: I GRANDI CLASSICI 2 - MERCURIO

 (Su facebook, un anno fa)
Nota di metodo: i dati della miniserie "Grandi Classici" vengono da toxnet, database del National Institute of Health (NIH). Quindi il primo titolato o non titolato che arrivasse a commentare sotto questi post con le parole "cherry picking" sarà spernacchiato.

Dove poi non si parla di mercurio, bensì di thimerosal. La vulgata, veicolata da wikipedia,  è che il thimerosal non è tossico perché il suo metabolita è l'etil-Hg+, che a differenza del metil-Hg+, uno dei peggiori neurotossici noti,  è di bassa tossicità e velocimente eliminato dall'organismo.
Ed è una solenne scemenza e come tale è prontamentente riecheggiata da BUTAC (http://www.butac.it/attualmente-vaccini-3-qualita-quantita/), con queste testuali parole

"i vaccini contengono metalli? Sì, ma solo le forme che non sono risultate tossiche per il corpo umano. A titolo d’esempio, il mercurio si presenta in diverse forme: fra queste abbiamo il Metilmercurio, altamente tossico per l’uomo e l’ambiente. Come è riportato anche nella pagina wikipediana della sostanza, i vaccini contengono Etilmercurio (notate la differenza) una sostanza metabolizzata a livello epatico e ASSOLUTAMENTE NON DANNOSA per il corpo."

Falso, completamente falso (a lavorare a stretto contatto con le bufale si contrae la bufalite? Niente male davvero per chi è abituato a ironizzare contro i laureati su google e wikipedia).

Perché è una falsità e una solenne scemenza? Perché ovviamente l'effetto tossico dipende dal dosaggio: LD 50 è il dosaggio che uccide la metà delle cavie in un test tossicologico ed è espresso in grammi/Kg per modalità di somministrazione (chiaramente si parla di tossicità acuta). Nel caso di thimerosal a dosaggio sottocutaneo LD 50 nel ratto è 98 mg/Kg.
E vediamo che il dato è grossomodo coerente con la tossicità nell'uomo documentata da alcuni tragici incidenti, come questo.

"/CASE REPORTS/ Six cases of severe mercury poisoning resulting in four deaths were reported following the intramuscular administration of chloramphenicol preserved with thimerosal. A manufacturing error resulted in each vial containing 510 mg of thimerosal instead of 0.51 mg per vial. Extensive tissue necrosis was noted at the site of injection in all patients. Fever, altered mental status, slurred speech, and ataxia were noted. On autopsy there was evidence of widespread degeneration and necrosis of the renal tubules. Elevated mercury concentrations were found in kidneys, livers, brain, and injection site tissues.
[Goldfrank, L.R., Flomenbaum, N.E., Lewin, N.A., Weisman, R.S., Howland, M.A., Hoffman, R.S., Goldfrank's Toxicologic Emergencies 6th Ed. (1998)., McGraw-Hill, New York, N.Y., p. 918] **PEER REVIEWED** "

Assolutamente non dannoso... come no.

Ovviamente in tossicologia acuta gli effetti di dosi al di sotto di LD 50 di solito non vengono monitorati. Ma il Thimerosal ha una lunga storia di uso nell'uomo, e quindi c'è abbondanza di dati di farmacovigilanza sulle vaccinazioni (americana, il VAERS). Il VAERS funziona assai meglio rispetto ad altri programmi di monitoraggio, e infatti l'analisi soprattutto dei suoi dati ha fornito evidenze poco rassicuranti (e stiamo parlando della nazione occidentale con la maggior storia di uso militante delle vaccinazioni).

Per questo "As a precautionary public health effort to minimize exposure of mercury to infants and children, a joint statement was issued in July 1999 by the American Academy of Pediatrics and the U.S. Public Health Service recommending the removal of thimerosal from vaccines as soon as possible. Today, all routinely recommended pediatric vaccines manufactured for the U.S. market contain no thimerosal or only trace amounts"

I pediatri e il Servizio Sanitario Pubblico USA raccomandarono l'eliminazione del Thimerosal dai vaccini pediatrici "al più presto", nel 99. E il nostro sistema sanitario, al riguardo? Nicchiava, faceva ostruzione o resistenza passiva - si direbbe la reazione di default (http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-a8848ec1-06af-47db-bead-950842d7e1bd.html). Si, il dr. Valeri nel  servizio, da buon medico, pasticcia con la chimica, confondendo limiti esposizione ad Hg e limiti tossicologici di thiomersal, ma quel che conta è l'atteggiamento di ASL, Ministero, ISS etc.

FDA si è tenuta in mezzo al guado, dicendo "meglio di no" , ma non vietandone l'uso "in tracce"  (https://www.fda.gov/biologicsbloodvaccines/safetyavailability/vaccinesafety/ucm096228), e sembrerebbe che il dosaggio massimo sia 25 microgrammi per dose di vaccino. Questo specifico documento nega connessioni tra thimerosal e autismo, ma come potete leggere su toxnet i casi di neurotossicità (con quel che ne consegue) sono stati studiati e riportati.

Mi sentirei di far mia la raccomandazione dei pediatri USA del '99. Niente Thimerosal, è meglio.

https://toxnet.nlm.nih.gov/cgi-bin/sis/search/a?dbs+hsdb:@term+@DOCNO+7151

VACCINI : I GRANDI CLASSICI 1 - FORMALDEIDE

 (un anno fa, su facebook)


Nota di metodo: i dati della miniserie "Grandi Classici" vengono da toxnet, database del National Institute of Health (NIH). Quindi il primo titolato o non titolato che arrivasse a commentare sotto questi post con le parole "cherry picking" sarà spernacchiato.

La formaldeide è tossica, che sia solida o soluzione i dispositivi di protezione individuale richiesti sono maschera (con filtro per polveri o per vapori, a seconda della forma fisica che si maneggia) e guanti di nitrile o neoprene. Personalmente per il solido ho sempre preferito le perle, la polvere è roba abbastanza infernale.
Di conseguenza in toxnet ci sono molti dati sull'esposizione ambientale, ma solo uno riguardo la tossicità per iniezione sottocutanea, su topi. Per 100 microgrammi sc irritazione con perdita di pelo al sito dell'iniezione ed effetti sistemici (fegato).

La formaldeide residua nella formulazione di un vaccino, ove presente, è uguale o minore a 100 microgrammi. Ma notate che un topo di 21-42 giorni pesa mediamente 15 g (dato rozzamente approssimato). Quindi parliamo di un dosaggio di 6.6 ug per grammo, ovvero di 6600 microgrammi per chilo (0.0066 g). Ammettendo di poter estrapolare la tossicità sc da topo a uomo, questo significa che per avere effetti tossici sistemici  in un bambino di 2 anni e 12 Kg il dosaggio dovrebbe essere di 79,2 milligrammi. La soglia "formaldeide uguale o minore a 100 microgrammi" quindi è del tutto adeguata (ESTRAPOLANDO IL DATO DA TOPO A UOMO, che è prassi per quello che riguarda la tossicologia).

https://toxnet.nlm.nih.gov/cgi-bin/sis/search/a?dbs+hsdb:@term+@DOCNO+164

mercoledì 27 giugno 2018

IN REALTA' NON VE NE FREGA NIENTE, E A ME NEANCHE



Sto notando che a molti la cosa che interessa di più è difendere una tesi, anzi tre tesi: "I vaccini provocano autismo", "i vaccini provocano SIDS", "I vaccini sono tossici per via di metalli pesanti".
Ovvero, se l'anti-dengue peggiora la situazione per quelli che non sono mai stati infettati, non gliene frega (è un problema di filippini e brasiliani).
Se in un caso ogni 20mila (o trentamila o quarantamila, a saperlo) di inoculo di MPR c'è una trombocitopenia, del cui decorso non sappiamo niente (si risolve in che percentuale? Si cronicizza in che percentuale?), non gli interessa.
Se la vaccinazione viene svolta secondo buona pratica clinica o meno, non gliene frega niente. Se i vaccini usati vengono conservati secondo le direttive prescritte, non gli interessa.
Non gli interessa parlare di rapporto rischio/beneficio o di altro.

Quello che gli interessa è credere.
Credere che "I vaccini provocano autismo", "i vaccini provocano SIDS", "I vaccini sono tossici per via di metalli pesanti".
Quindi della salute dei figli propri o degli altri in realtà non gliene frega niente. Gli frega di difendere i guru in 32esimo che continuano a ripetere che "I vaccini provocano autismo", "i vaccini provocano SIDS", "I vaccini sono tossici per via di metalli pesanti".
La critica ai dati va bene se è funzionale. Se non è funzionale non va bene. La critica di scienza o pseudo scienza idem, senza rendersi conto dell'enormità del confondere ipotesi con fatti, solo perché le ipotesi sono le ipotesi dei guru che dicono che "I vaccini provocano autismo", "i vaccini provocano SIDS", "I vaccini sono tossici per via di metalli pesanti" (ovvero, se sulla base dei dati disponibili affermi che non c'è in atto alcuna strage degli innocenti sei Lascienza, mentre se pinco dice che siccome ha trovato una nanocosa in un vaccino allora autismo SIDS etc è scienza seria)
In realtà non gliene frega niente, ma niente.
L'unica cosa che gli interessa è la famosa informazione funzionale, non altro. Perché trattandosi di bolle difendendo l'informazione funzionale si difende la propria identità.

Anche a me non importa niente: se l'informazione di questa pagina per loro non è più funzionale, non me ne può fregare di meno.

CHI SONO? UNO COME TANTI (O POCHI)

Con una laurea in Chimica Industriale (ordinamento ANTICO, come sottolineava un mio collega più giovane) mi sono ritrovato a lavorare in ...