mercoledì 5 agosto 2020

L'EMERGENZA A MODO SUO, ANTICORPI, I FAN DI MEFISTO ETC


 L'EMERGENZA COVID E' COME IL MAIALE: NON SI BUTTA VIA NULLA

Il prolungamento dello stato di emergenza pandemico servirebbe a rendere più veloci gli interventi per contrastare il ripresentarsi di un'ondata epidemica. Sarà... Ma cosa c'entra l'emergenza pandemica con la riforma dei servizi segreti, infilata nel decreto di proroga dell'emergenza COVID? Boh (https://www.corriere.it/politica/20_agosto_04/servizi-segreti-decreto-covid-inserita-proroga-vertici-152b70ec-d5c8-11ea-9379-bda036273e46.shtml).
E cosa c'entra il segreto sugli atti del Comitato Tecnico Scientifico?
"la regola di riservatezza non risulta dall’ordinanza istitutiva del Comitato tecnico scientifico nè da una legge, ma è un accordo, come dice: quindi, non può prevalere su una legge (Foia) che sancisce il diritto alla conoscenza (diritto leso da anni, va detto)", fa notare Vitalba Azzolini su twitter. Il TAR del Lazio aveva deliberato sull'accessibilità degli atti del CTS, ma il Governo è intervenuto contro quella decisione. Il Copasir, i cui vertici sono stati riconfermati dall'ultimo decreto antiCOVID, appunto, si schiera sulla linea della sentenza del TAR.
Niente di meglio che una gestione trasparente dell'azione antipandemica per alimentare la fiducia...



COVID-19 - ANTICORPI MONOCLONALI

Quando tra febbraio e aprile sulla stampa veniva presentato come "la cura" qualsiasi cosa avesse un'attività anche risibile in vitro, più di una volta è capitato che mi si chiedesse un parere su questo o quell'anticorpo uscito da questo o quel gruppo accademico. In un paio di occasioni ho risposto dicendo che probabilmente comunque sarebbe arrivata prima Regeneron.
Perché Regeneron è un po' come Gilead: aziende con una solidissima core competency (più solida delle altre). E il know how di Regeneron quanto ad ad anticorpi antivirali ha pochi rivali. Infatti, adesso, il cocktail REGN10933/REGN10987 è il MAb più avanti nello sviluppo clinico (fase II) assieme a LY-CoV555 (Eli Lilly-Abcellera).
E' uscito il preprint di uno studio su modelli animali con REGN10933/REGN10987 ( https://www.biorxiv.org/content/10.1101/2020.08.02.233320v1 ) e i risultati sono incoraggianti: REGN10933/REGN10987 usato in profilassi funziona, nei modelli usati.
Ma non solo. Il problema, quando si usa un singolo agente antivirale, è la pressione evolutiva esercitata sul virus: come con gli antibiotici (e gli antitumorali) si tende a selezionare varianti del virus resistenti al farmaco. Per evitare o minimizzare questa conseguenza da decenni ormai la strategia è quella di usare una combinazione di principi attivi (con target diversi).
In questo studio REGN10933/REGN10987 non solo abbatte la carica virale, ma la verifica sperimentale ha evidenziato che non si ottengono mutazioni del virus.
Chiaramente si tratta di modelli animali, e tra un rhesus e un essere umano continua ad esserci una bella differenza.
Staremo a vedere cosa esce dalla fase II e quando inizierà la fase III. Al solito, il percorso è lungo, difficile e incerto, ma alla fine potremmo avere un'anticorpo approvato prima di un vaccino.


I FAN DI MEFISTO ETC

L'idrossiclorochina in chiave antiCOVID sopravvive a sé stessa. "San" Didier Raoult (Mefisto, uguale spiccicato) continua ad avere il suo numero di devoti (a cui certe cose non fanno né caldo né freddo https://forbetterscience.com/2020/03/26/chloroquine-genius-didier-raoult-to-save-the-world-from-covid-19/). In Francia medici che in primavera rifiutavano di usarla sono stati minacciati (https://www.sciencemag.org/news/2020/04/france-s-president-fueling-hype-over-unproven-coronavirus-treatment ).
Stella Immanuel, più che un medico una medicine-woman africana (https://en.wikipedia.org/wiki/Stella_Immanuel) è il degno contraltare di Raoult oltreoceano.
Nella comunità del culto dell'idrossiclorochina si sta facendo girare questo articolo: https://tinyurl.com/yxlu42xn per dire: si tace sui gravi effetti collaterali di remdesivir.
Che gli antivirali nucleosidici in genere non siano da prescriversi a gente con i reni scassati chi tratta pazienti HIV positivi lo sa (o dovrebbe saperlo) . Ed ecco che una collezione di casi in cui remdesivir viene dato a pazienti con reni KO viene usata per dire: i tremendi effetti collaterali etc...
Di parlare di farmacologia, quanto ad idrossiclorochina, non frega niente a nessuno, anche perché i fan dell'idrossiclorochina non capiscono niente di farmacologia, comunque il quadro sarebbe questo:

Se una metareview su Lancet fallata come poche è stato un'episodio che ha dato carburante ai fan di HCQ, ormai gli studi a favore ritirati non si contano, RECOVERY ha avuto l'ultima parola (https://i-base.info/htb/38188), nel mondo il consumo di HCQ in chiave antiCOVID è crollato ed HCQ è rimasta argomento di alcuni medici che si fidano più del loro empirismo che di un cumulo crescente di trial doppio cieco randomizzato con braccio di controllo. E della frazione fan ideologizzati.
Prima ci si fa una ragione di tutto ciò meglio è: il capitolo è chiuso.
BARILLARI, WHAT ELSE?
Le affermazioni di bandiera (informazione funzionale) non conoscono obiezione o coerenza logica, altrimenti non si capirebbe il motivo per cui vengo condiviso di quando in quando da gente di cui ho evidenziato la profonda disonestà intellettuale, e apertis verbis (https://ilchimicoscettico.blogspot.com/2019/10/non-e-vero-che-me-ne-frega-e-utile-si.html). Quell'area è ormai diventata del tutto affine ai testimoni di Geova o ai militanti di Lotta Comunista: MAI iniziare a discuterci, è del tutto inutile. Un noto fisico del CERN ha di fresco appreso questa lezione:

martedì 4 agosto 2020

VACCINO ANTICOVID TRA POCHI MESI? UN'URGENZA POLITICA



Mentre la stampa italiana nella canicola di fine luglio smetteva di parlare di vaccini antiCOVID e restavano orfane di conferme o smentite le notizie di approvazioni anticipate da parte di EMA sulla base di sperimentazioni parziali (http://ilchimicoscettico.blogspot.com/2020/07/follie.html), oltreoceano il tema rimaneva caldo. E i grandi media USA restituivano un quadro confuso. CNN dava voce a Peter Marks, direttore del Center for Biologics Evaluation and Research di FDA che dichiarava l'agenzia pronta a rilasciare un'autorizzazione all'uso in emergenza (EUA) per il primo vaccino con certi requisiti, sperandola rivolta alla più vasta popolazione possibile (https://edition.cnn.com/world/live-news/coronavirus-pandemic-07-29-20-intl/h_07b1b159cdd369bf5a42d5a754136acd?fbclid=IwAR1WRXkfhct6KadFlG3PNEdnVNSNUmfx3713dVGFEdxjoTCypd0I6uMYsc4). Marks era stato tirato dentro a Warp Speed, ma si era dimesso (o "era stato dimesso") con motivazioni poco convincenti lo scorso 8 giugno (https://www.fiercepharma.com/pharma/fiercepharmapolitics-fda-official-leaves-warp-speed-to-preserve-independent-regulatory-power?fbclid=IwAR0k5CbyBuVrW8hxPAsrmoyuhtpoXbv9oooLmdDzLpRRA-bLynYeXgOz-uo).
Il contesto sembrava essere governato dall'urgenza politica di Trump di avere un vaccino per ottobre, evento con un valore propagandistico eccezionale durante una campagna elettorale. Ora che Marks si pronuncia a favore di un'EUA per un vaccino antiCOVID sta dimostrando indipendenza regolatoria o sensibilità alle pressioni politiche? Difficile dirlo.
Nel frattempo il capo di Marks, Stephen Hahn, direttore di FDA, rilasciava dichiarazioni di segno tutto diverso: “We all want a vaccine tomorrow. That’s unrealistic. And we all want a vaccine that’s 100% effective. Again, unrealistic” (https://www.cnbc.com/2020/07/30/fda-says-it-would-clear-a-coronavirus-vaccine-so-long-as-its-safe-and-at-least-50percent-effective.html). Ma reinterpellato da Forbes il tutto suonava in un altro modo: una EUA è possibile (https://www.forbes.com/sites/brucejapsen/2020/07/30/fda-chief-well-consider-emergency-authorization-for-covid-19-vaccine/amp/?__twitter_impression=true&s=09&fbclid=IwAR2HqC5jcx_LSHc7MvrtVJmeOuh1D8m8f6Ol-36RPLhRW6YXTgkWr0Gh3Cg). Massima la confusione (o la pressione politica?).
All'insegna della ragionevolezza l'intervento sul NYT di Natalie Dean, professoressa associata di biostatistica all'Università della Florida, rilanciato da Nature (https://www.nytimes.com/2020/08/03/opinion/coronavirus-vaccine-efficacy-trials.html?utm_source=Nature+Briefing&utm_campaign=13770368d4-briefing-dy-20200803&utm_medium=email&utm_term=0_c9dfd39373-13770368d4-44112225): un vaccino "debole" potrebbe essere molto peggio di nessun vaccino.
L'enfasi politica sul tema dei vaccini antiCOVID ha ragioni stratificate, e quelle geopolitiche finiscono per essere le principali. In questa chiave sono da leggersi gli annunci russi (https://www.bbc.com/news/world-europe-53621708) e le iniziative cinesi (https://ilchimicoscettico.blogspot.com/2020/06/capire-un-tubo-platinum-edition.html). L'Europa ormai priva del Regno Unito parla molto di tale questione geopolitica, ma al momento fa poco o niente e si è mostrata più divisa che mai (il gruppo di opzionatori del vaccino Oxford-AZ, di cui ci onoriamo di far parte).
L'Italia, per cui l'opzione sul vaccino è stata una sorta di "mission accomplished", si gode il suo status privilegiato: nessuna avvisaglia di seconda ondata, voci che ancora la citano come esempio eccellente.
Il conto economico della nostra gestione finisce nelle pagine interne dei giornali. Il MEF conta molto sugli incassi fiscali di luglio, dopo la proroga di un mese. Con l'aria che tira, la delusione sarà tanto grande quanto prevedibile (https://www.repubblica.it/economia/2020/08/03/news/fabbisogno-263641513/?ref=RHPPTP-BH-I263581719-C12-P9-S8.4-T1).

lunedì 3 agosto 2020

IL NEGAZIONISMO? E' DIVENTATO COME L'ANTIVACCINISMO


Cioè un attrezzo tuttofare.
Quando hanno dato dei negazionisti a Bassetti e Zangrillo loro si sono alterati, e non senza ragione (https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=2773358452986014&id=100009356604674)
Questo dimostra UNA SOLA COSA: che dopo un periodo in cui i pareri anche contrastanti nel "mondo scientifico-mediatico" lasciavano sconcertato il pubblico, ma testimoniavano una situazione "aperta", nel momento in cui ci siamo lasciati alle spalle l'ondata epidemica c'è stato un giro di vite. Si è decisa la linea del minimo allentamento delle restrizioni antipandemiche, anche quando la loro efficacia non è provata, anche quando il loro rapporto rischio/beneficio è assai più che dubbio. E chiunque eccepisce è un negazionista. Per tacere del risvolto politico. 
Ormai "finché c'è COVID c'è Speranza" lo sento dire qua e là. Già, finché c'è COVID c'è Speranza (e Conte). La maggioranza sta usando la situazione per farsi i casi propri, perché quanto a misure per prepararsi all'eventuale seconda ondata (autunnale? Invernale? Boh, chi lo sa) non è stato fatto niente, non è stato messo in cantiere niente. Come NIENTE era stato fatto dopo aver decretato lo stato di emergenza il 31 gennaio, a parte nominare un commissario all'emergenza che si era affrettato a dire che l'emergenza non c'era. I risultati li abbiamo visti, ma medici e infermieri eroi, migliore gestione dell'epidemia eccetera. Bene, bravi, bis.
Della reductio ad delirium mi ero accorto qualche settimana fa, quando su twitter un medico ospedaliero ligure aveva praticamente dato dei nomask antivaccinisti a Silvestri e Gandini.
Ora, a me questo ricorda qualcosa, e precisamente il 2017-2018, in cui per molta gente con l'anello al naso e poca roba nella scatola cranica (pure se avevano il PhD) questa era una pagina no-vax. Due anni dopo, senza che la posizione della pagina si sia spostata di un millimetro, sono diventato un servo di Big Pharma, o uno che fa propaganda nomask, a seconda - ma questi sono dettagli irrilevanti.
Si tratta di manipolazione della pubblica opinione, e della razza peggiore. Solo che non si è capito che a questo giro è cambiato il vento.
Il fenomeno mediatico per eccellenza, in campo medico, cioè Roberto Burioni, su questa faccenda è abbastanza defilato.
I suoi ultrà residui, che ovviamente militano nelle file del catastrofismo, si sono ridotti a cercar casa in gruppi poco frequentati.
Pillole di Ottimismo (https://www.facebook.com/pillolediottimismo/?fref=ts), che secondo alcuni, me compreso, potrebbe chiamarsi il più delle volte Pillole di Realismo, ha viaggiato oltre i 50.000 follower, superando in due mesi di esistenza i numeri di alcuni dei più affermati comunicatori della scienza e della medicina, e realizzando circa 200.000 visualizzazioni al giorno, a quel che mi dicono. Che qualcuno ironizzi sulla poca visibilità dell'iniziativa dall'alto dei suoi duemilaequalcosa iscritti è significativo.
NB, questo non è misurare il valore di qualcosa con i like, sono semplici considerazioni sulla visibilità.
Che per l'ottimismo ci sia domanda è abbastanza ovvio. Ci si può interrogare sul valore (o sul disvalore) di questo tipo di comunicazione.
Ma da un punto di vista strettamente politico, nel momento in cui il catastrofismo non sceglie il dibattito (anche scientifico) ma insiste con la reductio ad delirium e con il collocare tutti i suoi critici nello stesso cesto del negazionismo in cui Bassetti convivrebbe felicemente con Tarro e Montanari... beh, in queste circostanze ai miei occhi Pillole Di Ottimismo è un'iniziativa da appoggiare e difendere, contro le velleità di egemonia della narrazione catastrofista che continua ad imperversare sui grandi media e nel discorso politico.

mercoledì 29 luglio 2020

SENZA PAROLE (MA CON MOCCOLI DI QUELLI CHE FANNO TREMARE IL CIELO)


 
 
Volete avvilirvi, fino alla costernazione più amara?
Guardate la presentazione del rapporto OsMed (https://www.youtube.com/watch?v=D0MKfoorMdY&feature=emb_logo).
L'eccellente lavoro di AIFA, una serie di pacche sulla spalla e "quanto siamo stati bravi". Una rappresentazione aderentissima alla realtà, giusto?
 
 
 
Lasciamo stare Brusaferro che, il 29 luglio 2020, tira fuori "the hammer", cosa che grida vendetta al cielo per poi spiattellare degli Rt con intervalli di confidenza di una larghezza indecente
Mentre ci si scagliava contro Trump (a ragione) per il suo endorsement all'idrossiclorochina, qua l'idrossoclorochina veniva istituzionalizzata, e L'istituto Farmaceutico Militare acquistava in Cina 200 kg per farne pasticche. Pare che solo un informale intervento parlamentare abbia ottenuto una correzione di rotta dell'Agenzia su idrossiclorochina.

I dati in vitro su lopinavir etc erano disponibili dal 10 febbraio (https://www.nature.com/articles/d41573-020-00016-0) e lo ripeto, puntare su farmaci che hanno un'attività antivirale in vitro (EC50) superiore a 1 micromolare è andare contro quanto praticato da chiunque si occupi di ricerca e sviluppo in campo farmaceutico (per tirar fuori qualcosa, non per pubblicare un articolo).
I risultati del primo trial con braccio di controllo apparivano in preprint il 19 marzo (https://www.nejm.org/doi/pdf/10.1056/NEJMoa2001282?articleTools=true&fbclid=IwAR1QEz_m_U7toSzu-EoxX8wAG7kIC3Y6ec2sAe8YEyhhVcIYoriIS2e7t54). Ovviamente confermavano quel che si sapeva dall'attività in vitro: lopinavir non funziona con COVID-19.
Ma si continuava imperterriti a usarlo, tanto che il "bravissimo" Magrini pensava di farli prescrivere ai medici di base, gli anti-HIV (https://ilchimicoscettico.blogspot.com/2020/05/il-direttore-aifa-remdesivir-il-3-e-la.html), mentre in tv si esibiva un penoso "3%" riguardo a remdesivir.

Il sunto dell'uso di farmaci contro COVID che vedete nell'immagine è fondamentalmente la dichiarazione di un fallimento sistemico (anti IL-6 a parte) Le soluzioni terapeutiche più intelligenti (remdesivir, anti IL-6/JAK) sono state di fatto scoraggiate, mentre sono state incoraggiate le non soluzioni, le scelte più stupide, il seguire il solco.

Unica voce da ascoltare con attenzione in questa presentazione del rapporto OsMed, con mia sorpresa, quella di Gianni Rezza.

domenica 26 luglio 2020

INNOVAZIONE?




La leucemia mieloide acuta è una patologia per cui fino a poco tempo fa le opzioni terapeutiche erano modeste. Le cose sono un poco migliorate da tre anni a questa parte, principalmente grazie ad antitumorali targeted
(https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6142552/): inibitori di FLT3, inibitori IDH, ADC...
In questo quadro spunta CPX-351, premiato in Italia come farmaco innovativo dell'anno. Di che si tratta? Della riformulazione con liposomi di due vecchissimi chemioterapici.
Qualcuno in Italia oggi ha programmi su inibitori FLT3 o IDH o BCL2?
No.
Eppure nel primo decennio di questo secolo c'erano programmi su inibitori HDAC, su vari inibitori di chinasi, etc etc. In oncologia la ricerca industriale italiana non era precisamente la retroguardia arretrata.
Oggi ci dobbiamo accontentare del remix aggiornato di due principi attivi che hanno ormai più di mezzo secolo, e che è andato decentemente nelle cliniche, quello che nella review viene definito "un agente citotossico tradizionale".
L'agente citotossico tradizionale che viene premiato come innovazione, da noi. E magari lodato da quanti lamentano il costo eccessivo e la scarsa efficacia dei nuovi antitumorali...

Questo ve lo posso dire senza timore di essere smentito: la crisi del 2008 e i successivi brutali tagli di spesa sanitaria colpirono ovviamente il settore farmaceutico italiano (dato che la spesa farmaceutica pubblica è predeterminata come una frazione del budget sanitario).
E colpirono principalmente le realtà con maggiori capacità innovative, perché erano quelle con le maggiori immobilizzazioni in asset immateriali (farmaci in via di sviluppo), la cui monetizzazione non è facile ma sopratutto non è affatto veloce.
So di per certo che almeno un'azienda, nel periodo peggiore della sua crisi, smise di pagare il canone annuale per i brevetti, bruciando in questo modo tutti gli investimenti che erano stati fatti in quei progetti.
Tra le conseguenze di tutto ciò c'è stato il brutale restringimento dell'ecosistema della ricerca farmaceutica industriale, da noi. Intere pipeline sparite, altre falcidiate. E la dispersione delle capacità necessarie a ricostruirle, dovuta anche, ma non solo, all'evaporazione dei flussi di cassa necessari per mantenerle attive.

Oggi premiando un agente citotossico tradizionale come innovazione si prova ad affermare l'esistenza in vita di un'eccellenza che in realtà non è stata semplicemente lasciata morire: è stata uccisa con nonchalance, danno collaterale della santa guerra alla spesa pubblica. Inutile dire che alla fine del processo sono state perse occupazione qualificata, quote di export e gettito fiscale. Ma nelle guerre sante queste sono perdite accettabili.

sabato 25 luglio 2020

COVID-19: UNA BELLA STORIA MEDCHEM





La storia di EIDD-2801 mi ha fatto ricordare uno dei post meno considerati nella storia di questa pagina, cioè questo: https://ilchimicoscettico.blogspot.com/2018/05/quali-sono-le-qualita-di-un-grande.html
Il riuso, l'intuizione, la semplicità, la lunga pratica della disciplina emergono appieno in questa storia (e anche l'aspetto "diamo un'occhiata a questa cosa dei russi e facciamola funzionare" mi ricorda qualcosa).
EIDD-2801 è un inibitore di RdRp, come remdesivir. Solo che a differenza di remdevisir è stato sviluppato per la somministrazione orale, per essere una pasticca, in breve.
La storia di questo composto comincia nel 2014, quando il gruppo di George Painter alla Emory lavora su VEEV, il virus dell'encefalite equina venezuelana, nel quadro di un progetto della Difesa. Viene individuata l'N-idrossicitidina, che nei 70 era stata indagata in Russia e Polonia come antivirale contro il vaiolo (qualcuno al Pentagono o a Langley riteneva che fossero in atto sforzi per sviluppare armi biologiche basate su VEEV).
N-idrossicitidina dimostra di funzionare in una serie di modelli animali, ma non nella scimmia.
Ci si rende conto che nella scimmia il composto viene fosforilato dall'endotelio intestinale e quindi bloccato lì, prevenendo la diffusione sistemica e l'azione antivirale.
Quindi passano a cercare profarmaci che presentino "protetto" l'OH in posizione 5 sul ribosio, causa del problema. E risolvono con un estere, un isobutirrato, che ad occhio garantisce quel che di lipofilicità in grado di migliorare l'assorbimento nel tratto digerente. Nel flusso sanguigno gli enzimi del plasma idrolizzano l'estere a dare N-idrossicitidina (profarmaco significa questo).
Come solo in un altro luogo (Gilead) quando in Cina spunta SARS-CoV-2 pensano: "Abbiamo qualcosa che potrebbe funzionare". E funziona, sia in vitro che nei macachi. Fase I fatta a marzo, fase II in corso. Siamo nel mezzo dello sviluppo clinico, la parte più difficile, e quindi un grande "in bocca al lupo" a loro (e a noi, a cui sarebbe molto utile).

https://cen.acs.org/pharmaceuticals/drug-development/emerging-antiviral-takes-aim-COVID-19/98/web/2020/05?utm_source=ACSTwitter&utm_medium=Social&utm_campaign=CEN

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PERCHE'?




Paul Krugman, Nobel per l'economia, pubblica un suo intervento sul NYT in cui sostiene che la gestione italiana dell'epidemia COVID dovrebbe far vergognare Trump con i 150.000 morti in USA (https://www.nytimes.com/2020/07/23/opinion/us-italy-coronavirus.html). Si comprende l'urgenza polemica, ma se si va a vedere l'incidenza dei decessi le cose sono messe un po' diversamente (https://www.statista.com/statistics/1104709/coronavirus-deaths-worldwide-per-million-inhabitants/) e in realtà gli USA, con tutti i loro problemi di sistemi sanitari, hanno fatto meglio di noi.
Diciamolo: di modelli dell'epidemia COVID ne abbiamo visti anche troppi, e quasi tutti avevano due caratteristiche: molte assunzioni (clamoroso un 25% di riduzione nella trasmissione del virus dovuto all'uso delle mascherine di comunità, scelto arbitrariamente), fit così così (alle volte decisamente pessimo). Erano modelli che quindi avevano un basso potere descrittivo, non ci spiegavano gran che riguardo le dinamiche dell'epidemia (https://ilchimicoscettico.blogspot.com/2020/05/sopravvalutare-le-predizioni.html). Per esempio, non erano in nessun modo capaci di spiegare la quasi uguale incidenza di decessi tra Italia e Svezia. Però sono stati presi come riferimento per indirizzare le politiche antipandemiche: se facciamo così avremo millantamila casi, se facciamo cosà ne avremo millantamila/2.
Ma in realtà non quantificavano, come già visto, il peso di alcuni interventi, si limitavano a dire: è così, abbiamo scelto questo numero.

Nella tabella vedete una serie di dati controintuitivi (e soprattutto contrari alla narrazione maggioritaria corrente): paesi che hanno praticato politiche molto simili hanno incidenza di decessi molto diversa, paesi che hanno praticato politiche molto diverse la hanno quasi uguale.
E nessuno dei modelli più citati è capace di spiegare questa situazione. Ma le chiacchiere al riguardo si sono sprecate, come analisi di grafici che raccontavano ben poco, messe assieme solo per dire "nazione X cattiva, nazione Y buona".

Un argomento comune di chi difende certi modelli (ma soprattutto l'uso che ne è stato fatto) è "mancavano dati, è stato fatto con quel che c'era".
Ottimo. Se vuoi fare una carbonara, ma ti mancano uova e pecorino e decidi di usare parmigiano e panna, perché quelli li hai, sei liberissimo di farlo. Basta che poi il risultato del tuo lavoro te lo mangi tu, e che tu non lo proponga ad altri dicendo che è una carbonara.

CHI SONO? UNO COME TANTI (O POCHI)

Con una laurea in Chimica Industriale (ordinamento ANTICO, come sottolineava un mio collega più giovane) mi sono ritrovato a lavorare in ...