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venerdì 31 gennaio 2025

CINEFORUM: IL DELITTO MATTEOTTI (1973)

Perché se le narrazioni della storia sono frutto dei loro tempi, alle più recenti (M) preferisco le narrazioni del 1973.

La visione dovrebbe rinfrescare la memoria su quel che è richiesto da libere elezioni: la libertà dei candidati di parlare in pubblico e la liberta dei votanti di esercitare il proprio diritto senza minacce. Libertà di parlare non significa "libertà di parlare solo se si dice quello che  conveniente". E chi perde contro chi usa la sua libertà per proclamare la propria post-verità deve lamentarsi solo delle politiche che ha appoggiato, alienandosi parte dell'elettorato. Ma quando si è orma geneticamente immuni all'autocritica...

Si noterà, nel film, Giovanni Brusatori che intepreta Emilio Lussu, critica all'Aventino inclusa. Notevolissimi i ruoli riservati dalla sceneggiatura al Gramsci interpretato da Riccarco Cucciolla e al Gobetti interpretato da Stefano Oppedisano. Una rilettura di qualche anno fa di Lessico Familiare della Ginzburg mi fece notare quello che mi era sfuggito a suo tempo: le candide coltellate sferrate dall'autrice contro Giustizia e Libertà e Partito d'Azione. Un film frutto di un'Italia che non esiste più da tempo, che ancora ricordava bene quegli eventi e per questo, nonostante tutto, era ancora fedele a una Costituzione che ripudiava la guerra. Ogni guerra.

mercoledì 22 gennaio 2025

E ALLA FINE HO VISTO M...

 

E no, non mi sono letto i libri di Scurati perché ho letto e riletto Battaglia:


In più amo Rossellini, quindi sia quanto a storia che quanto a cinema ho standard forse un po' troppo alti, spiacente.

Comunque guardando quattro puntate di M ho notato un particolare significativo - c'è un M quasi petroliniano...

... poi ci sono gli squadristi, i socialisti, il re, la borghesia industriale... ma ho notato una mancanza sistematica: quella della raffigurazione dei comportamenti diffusi nella nazione che trasformarono quello che sarebbe potuto essere un breve episodio in un ventennio conclusosi solo con la fine della seconda guerra mondiale.

Tale raffigurazione dei comportamenti diffusi è invece ben presente in Emilio Lussu, autore perlopiù dimenticato, come Beppe Fenoglio. Autori con un merito intrinseco (merito che è anche di Roberto Battaglia): erano lì, hanno vissuto quei tempi e quelle vicende. Qualsiasi ulteriore loro lavoro, storico o narrativo, è permeato da questo essere, a loro modo, fonte primaria.

Lussu in particolare se viene qualche volta ricordato è per Un anno sull'altipiano (che ispirò Uomini Contro di Rosi). Ma c'è un suo testo che è stato quasi completamente dimenticato:

Uno spietato racconto che parte da cosa fosse il fascismo in provincia e visto dalla provincia per arrivare a cosa fosse in Parlamento e a Roma. E in Lussu quella nazione che ha reso possibile il ventennio è ben presente: opportunisti, leccapiedi, signor nessuno in cerca di uno scampolo di potere a cui attaccarsi, voltagabbana, soggetti interessati solo a garantire la propria posizione o ad accedere ad una più alta, conformisti e ignavi. Più la maggioranza, variamente silente, rassegnata e impaurita. E se devo ripetermi tutti questi caratteri e fattori li ho visti e rivisti negli ultimi cinque anni, cioè oggi. E non nei tre gatti della militanza neofascista, no: in tutto il resto del paese, che pesa infinitamente di più.

mercoledì 14 agosto 2024

COMPLOTTISTA, ASSOLUTAMENTE INGUARDABILE. UN INNO ALLA PEGGIORE ANTISCIENZA.

 

E spero si colga il sarcasmo. Da poco su Prime: fictiom quindi spettacolo che non voleva certo avallare ufologia e teorie del complotto. Voleva intrennere e ci riusciva benissimo (ma il complesso militare-industrale-mediatico non se lo sono certo inventato Chris Carter e compagni).

domenica 14 luglio 2024

SPARI A PRESIDENTI, CITAZIONI

 

Shooter (2007)

  • Mr. Rate: Chiunque abbia sparato quel colpo è probabilmente già morto. Una cospirazione funziona così. Quei ragazzi sulla collinetta erbosa (1) erano morti entro tre ore. Sepolti nel maledetto deserto. Tombe senza nome subito fuori Terlingua .
  • Nick Memphis: E lo sa di sicuro?
  • Mr. Rate: Ho ancora la pala! 
(1) Riferimento all'omicidio di JFK

sabato 2 settembre 2023

GUERRA FREDDA, ARMI NUCLEARI: THE BEDFORD INCIDENT (STATO D'ALLARME)

 

Sara Gandini mi ha detto che ha postato la mia minirecensione di Oppenheimer (https://ilchimicoscettico.blogspot.com/2023/08/oppenheimer-il-film.html) e che sotto il post c'è stato un certo movimento. Io continuo ad essere soddisfatto di essere lontano da quel dibattito, che per il fatto di essere collocato lì è nella migliore delle ipotesi la quintessenza dell'effimero (i social media non hanno memoria, né a breve né a lungo termine). E voglio ricollegarmi a quella mia recensione, di film in film, per ricordare quello a cui Oppenheimer si oppose (senza successo).

Nella filmografia su guerra fredda e rischio nucleare The Bedford Incident (1965, in italiano Stato di Allarme) non è certo tra i film più citati. Non certo quanto Fail Safe (A prova di errore) di Sidney Lumet, di un anno prima, con Henry Fonda attore protagonista, o Il Dottor Stranamore, capolavoro di Kubrick, o la produzione anni 80 (The day after, Wargames). Unici film più recenti degni di essere menzionati, a parte Oppenheimer Thirteen Days (2000) , di Roger Donaldson, con Kevin Costner, sulla crisi dei missili a Cuba, e The Sum Of All Fears (2002   https://ilchimicoscettico.blogspot.com/2022/03/la-somma-di-tutte-le-paure.html), dal romanzo di Tom Clancy. Da un certo punto di vista The Bedford Incident, con la coppia di protagonisti Richard Widmark e Sidney Poitier prefigura Gene Hackman e Denzel Washington in Crimson Tide (Allarme rosso, 1995), da cui mi piace citare questo: nell'era nucleare il nemico è la guerra stessa, battuta affidata al secondo ufficiale del sottomarino, interpretato da Denzel Washington. Una nota a fondo pagina per The Wolf Call (2019), che più che altro ci ricorda che la force de frappe francese ha anche vettori sottomarini (e che dava per scontata la presenza di truppe di èlite fancesi durante la guerra in Siria). Ovviamente questa è una mia filmografia, che non pretende di essere esaustiva. EDIT: infatti manca Threads (Iptesi sopravvivenza, 1984) e non sarei dovuto scordarmene.

The Bedford Incident, che per più di un verso anticipa un realismo alla Tom Clancy, parla di un giornalista a bordo di un incrociatore lanciamissili americano che assiste alla tesa caccia a un sottomarino russo dotato di siluri nucleari. Una caccia tutta basata sulla deterrenza portata al limite, nel tentativo di fare emergere il sottomarino. La situazione sfuggirà di mano in un finale tragico - e scusate l'eventuale spoiler per chi il film non lo ha visto.

Guardando indietro mi pare che nei media e nella società occidentale e italiana in particolare il dibattito sulle armi nucleari abbia fatto molti passi indietro proprio come hanno fatto incredibili passi indietro i dibattiti su tutti i temi più rilevanti. Non saprei se questo sia dovuto all'avvento dei social media vecchi e nuovi o al crollo verticale della qualità della scolarizzazione italiana negli ultimi trenta anni. Ma chissà. Chissà che effetto potrebbero fare questi film su un ventenne con una qualche bandiera sul suo profilo social. Molto probabilmente reagirebbe dicendo: ma oggi è diverso. Eccerto, diverso abbestia.

Perché tutto questo diventa incredibilmente attuale? Per quello che preoccupa più gli svizzeri che gli italiani, addormentati da giornalismo mediamente demenziale:

https://www.tio.ch/dal-mondo/attualita/1693729/putin-schiera-il-sarmat-il-missile-piu-temuto

Avendo amici "informati dei fatti" ho chiesto un parere veloce. La risposta è stata "In realtà non hanno schierato nulla, semplicemente è operativo dopo parecchi anni e parecchi ritardi (è il sostituto del R-36M Satan). Va bene a Putin per motivi pubblicitari e va bene a noi per altrettanti motivi pubblicitari".

Detto questo il problema resta più o meno lo stesso. Ma a porre problemi del genere, oggi, in Italia, spunta quello che urla "pacifinto"!

E "pacifinti", tra i tanti neologismi degli ultimi tempi, è quello che definisce meglio l'ottundimento ideologico di chi lo usa. Ed è pure finito sulla Treccani (https://www.treccani.it/vocabolario/pacifinto_%28Neologismi%29/). Ah, anche ottundimento lo trovate sulla Treccani (https://www.treccani.it/vocabolario/ottundimento/). Quanto a pacifinti lo abbiamo trovato per esempio qua: https://www.ilfoglio.it/esteri/2023/01/27/news/contro-i-pacifinti-sulla-guerra-in-ucraina-4891615/. E non è che sia stato un caso isolato e appassito dopo qualche mese. E' una vecchia manfrina, "troppo cattolicesimo, troppo grande il passato PCI" (come se ci fossero eredi di quel passato). E diciamolo, pure la Costituzione è un inutile aggeggio obsoleto e forzabile a piacere, Certo, come no. Ma mi raccomando, tenete a portata un antiemetico prima di leggere certa roba, se proprio volete leggerla. Io certe volte ci casco, a leggere roba del genere, e invariabilmente me ne pento.



martedì 22 agosto 2023

OPPENHEIMER (IL FILM)

 

(Visto che ho semplicemente accennato al film, in un post di qualche giorno fa: sì, lo ho visto ad un'antemprima e dirò qualcosa al riguardo - senza spoiler? Non so se il termine abbia senso per un film del genere)

"I am become Death, destroyer of worlds"?

No, non proprio. Anzi no, non soprattutto.

Oppenheimer è la storia di un comunista che ai suoi tempi era anche uno dei pochi a poter insegnare meccanica quantistica, negli USA. E essendo comunista appoggiò la tentata sindacalizzazione della ricerca all'Università di Berkeley.

Ed è la storia del perché un comunista guidò lo sforzo americano per arrivare alla bomba nucleare - perché la Germania nazista aveva cominciato già a lavorarci, e la sola idea di una bomba atomica nazista riempiva alcuni, tra cui Oppenheimer, di un immane terrore.

E' anche la storia dello sviluppo della bomba, ma soprattutto è la storia del rimpianto di Oppenheimer per le inutili stragi di Hiroshima e Nagasaki e di come il padre dell'atomica si mise di traverso alla lobby nuclearista di Washington e dintorni, e per questo fu inquisito, perseguitato e quasi distrutto.

In tempi di maccartismo lo negò fino all'inverosimile, ma pure se senza tessere Oppenheimer era un comunista dalla pianta dei piedi fino alla punta dei capelli.

Dopodiché una doverosa precisazione. A Hiroshima e Nagasaki ci furono 210.000 morti e 150.000 feriti. Le stime del non-atomico bombardamento di Dresda arrivano a 225.000 morti. Ma forse più di altri Oppenheimer aveva capito che non era questione di contabilità del massacro: la vera minaccia esistenziale per il genere umano era il genio malefico del fuoco atomico ormai fuori dalla bottiglia.

EDIT: Mi fanno notare che i 100.000 morti del bombardamento convenzionale di Tokyo sono la pietra di paragone più consona, e hanno ragione: le stime più corrette per Dresda sono tra 25.000 e 30.000 morti, e io sono troppo influenzato da Mattatoio n°5 di Kurt Vonnegut.

mercoledì 12 luglio 2023

GRANDI (?) RITORNI - MA LA QUARTA SERIE E' UN FLOP

 

https://www.salute.eu/2023/07/11/news/covid_virus_autunno_epidemie_previsioni-406991684/

 

Eravate in crisi di astinenza virale? Tranquilli c'è chi pensa a voi. Ora avete una nuova speranza.

Questo articolo si inserisce in un filone che in teoria dovrebbe essere estinto, quello della pandemia perpetua. Qualcuno se le ricorda le idiozie sul "nuovo normale"? Tiravano ancora niente male in certi giri quando in mezzo continente il vecchio normale era tornato al suo posto, esattamente dove era prima. E si tiravano virtuali uova marce a chi aveva avuto l'ardire di scrivere la parola "omoplasia". Poi arrivò Kraken...

Ora, fosse stata una sceneggiatura per una fiction chiamare la nuova terribile mutazione del virus Kraken non avrebbe funzionato. Sicuramente piu' di un critico avrebbe scritto che si era cercato l'effettaccio da poco e senza successo. Quando si è arrivati ad Arturo... ok, è diventata una sitcom, potevate dirlo.

E veramente sitcom è stata. Adnkronos: Covid, Oms: "Variante Arturo può diffondersi e far salire contagi"(https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/covid-oms-variante-arturo-puo-diffondersi-e-far-salire-contagi_5mzBaKDVBUGmkIQPtXcLBo) (risate fuori campo). "Covid, continua calo casi. Oms: variante Arturo la più diffusa " (http://www.doctor33.it/politica-e-sanita/covid-continua-calo-casi-oms-variante-arturo-la-piu-diffusa-/) (ohhhhhhhh fuori campo). Ma fin da aprile "L'Oms reputa "bassa" la "gravità""(https://it.euronews.com/next/2023/04/26/covid-nuova-variante-arturo-tutto-quello-che-ce-da-sapere). Applausi, titoli di coda.

In realtà non ci sono parole per la stampa italiana. In estate morti di caldo in autunno morti di COVID (o altro, che fa lo stesso). In inverno suggerirei l'apocalisse nucleare, poi si può riprendere da capo. 

Nella stagione fredda i virus respiratori ritornano... ma dai, chi l'avrebbe mai detto. Certo è incredibile come l'umanità sia riuscita a sopravvivere a periodiche epidemie di influenza. Ma che dico, incredibile come l'umanità sia sopravvissuta al raffreddore. Una cosa incomprensibile.

Alle volte penso che sono davvero fortunato. Fortunato perché non lavoro ne nel giornalismo ne nella comunicazione più generalmente intesa. Che tristezza infinita deve essere essere ridotti a scrivere roba come questa o tanta altra (e tra 2020 e 2022 s'è visto molto di peggio). Che incredibile squallore ripetersi in questo modo.


giovedì 29 giugno 2023

ALTRI MONDI?


 e poi

 

"Fascismo" negli ultimi anni in Italia è diventato un termine puramente strumentale nel dibattito politico. A "sinistra" (cioè al centrocentrocentrodestra) è divenuto lo strumento principe per l'affermazione della propria esistenza, per opposizione: "i nostri padri contro i vostri padri". Poi le manifestazioni dei lavoratori, operai o insegnanti che fossero, venivano equanimente manganellate da governi di "sinistra" e di "destra", ma questo è un dettaglio irrilevante.

Da un annetto a questa parte invece è tornato qualcosa che si sperava confinato nei libri di storia e nella fiction: il nazismo. E un termine che costituisce la definizione del male assoluto in terra è stato ridotto all'ennesima buffonata dal circo politico-mediatico. L'ultimo numero da baraccone: il gioco di prestigio con cui il male incarnato di ieri diventa la grande speranza di oggi (tranne che poi tutto sfuma), risultato perfettamente digeribile alla maggioranza del pubblico - e sto parlando di Wagner e dintorni. Ma da quando ho sentito qualcuno parlare di nazisti tanto buonini non mi stupisco più di niente. Del resto è un po' la dottrina a stelle e strisce sull'america latina tra anni 60 e 80: sì, sono bastardi sanguinari ma sono i NOSTRI bastardi. Sono schemi talmenti vecchi da essere ormai antichi. Quanto al primo comandamento "crederai solo a quello che dice il tg in prima serata" beh, non è proprio nuovo, ma almeno 40 anni fa non era esattamente un comandamento. Pensate un po', erano tempi in cui si parlava di pluralismo... che matti. E pensare che in quel decrepito rudere a cui è ridotta la Costituzione c'è scritto "L'Italia ripudia la guerra". Un obsoleto lascito di una generazione che la guerra l'aveva vissuta e subita sulla propria pelle: la guerra, la morte, i bombardamenti, la fame. Poi ad un certo punto è venuto fuori che ci sono morti, bombardamenti e fame che sono buoni e giusti, o irrilevanti. E altri invece che vanno avversati con la massima forza, cioè bombardamenti morte e tutto il resto. E lasciatemi dire che una insurrezione armata di contadini morti di fame negli anni 80 o 90 è una fattispecie tutta diversa (https://ilchimicoscettico.blogspot.com/2022/05/valori-della-sinistra.html).  Sono più che sicuro che questo sia un ragionamento completamente alieno al "grande pubblico" che DEVE essere schierato tra i tifosi dei due diversi macellai. E buon pro gli faccia. Goebbels nel nostro presente si sarebbe trovato come un bambino nel paese dei balocchi: così tanti giochi diversi, un numero incredibile di possibilità. Possibilità largamente realizzate, allo stato attuale delle cose.

Ora, io mi ricordo troppo bene la guerra in Siria. I gas gelatinosi, le fumate nere del cloro (!) etc (https://ilchimicoscettico.blogspot.com/2022/05/armi-chimiche-la-guerra-la-propaganda.html). A Aleppo c'erano più ospedali pediatrici che panettieri, ma non uno, o due o quattro, decine: per qualche settimana tre volte alla settimana c'era un infame che spediva un missile o altro su un ospedale pediatrico, il che fa un incredibile numero di ospedali pediatrici. Mi ricordo d'altra parte l'appello del vescovo di Aleppo, a cui ammazzavano i fedeli quando andavano a messa: inascoltato e dimenticato. Guardando indietro credo che la Siria sia stato un grande test run di proxy war nel nuovo millennio. Dopo il test run si è passati alla produzione e i risultati si sono visti. Non quelli militari, che non saprei discernere. Ma quelli della macchina della propaganda. Un tempo esisteva una rivista chiamata Avvenimenti (https://it.wikipedia.org/wiki/Avvenimenti). Un tempo Claudio Fracassi scrisse un instant book fondamentale, "L'inganno del golfo". Tutta roba archiviata. Da lì si è passati al giornalista embedded, e poi, al diavolo i modernismi, alla sana vecchia propaganda stile Istituto Luce di quel ventennio lì. Gia, come diceva uno, non è vero che i giornalisti sono come le prostitute: le prostitute certe cose non le fanno.

Ma veniamo alle immagini. Una svastica sul sole , serie Amazon di qualche tempo fa, sarebbe presa da Philip Dick. In realtà sviluppa in chiave piuttosto fumettisticaquel che Dick lasciò incompiuto  e regala alcuni momenti assolutamente epici (cfr seconda foto) . La cosa funziona, ma non so quanto sia dickiana. Per me il Dick più dickiano che ci sia è Le Tre Stimmate di Palmer Eldritch, quindi mi piace pensare a un finale di romanzo in cui il protagonista non riesce a distinguere se sia nel mondo nazifascista oppure no.

E il finale che immagino è molto adatto ai nostri tempi o meglio a tempi correnti in Italia. E questo non perché ci siano ifasci al governo, niente affatto. Ma perché in due anni di gestione della pandemia in Italia ho visto come la maggioranza possa chinare il capo, e una corposa minoranza si possa trasformare in manganellatori (virtuali), delatori e tutte le altre razze di belle persone, nel nome della Verità e della Giustizia (cioè nel nome del Partito, ai tempi). E ricordiamoci che non tutti i fascisti giravano in camicia nera e fez. C'erano quelli in camice bianco, c'erano quelli in camicia davanti a una macchina da scrivere nelle redazioni dei giornali, c'erano gli accademici in cattedra, c'erano i bottegai e via dicendo.

The Man in The High Castle, la serie, è del 2018. Riguardandola oggi sembrerebbe quasi profetica. E profetica nel suo filo conduttore: un altro mondo è possibile. E benedetti siano quelli che lavorano per realizzarlo.