venerdì 30 ottobre 2020

PAUSA

"La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa", ebbe a scrivere un tipo barbuto. La stessa cosa vale per le ondate epidemiche, si direbbe.
Quando a gennaio parlai per la prima volta di remdesivir dissi chiaramente che era impossibile capire se sarebbe stato approvato o no (ma che in una situazione di emergenza era uno dei pochi strumenti promettenti a disposizione, a differenza dei farmaci che furono più usati).
BENE FARE CHIAREZZA: il 22 ottobre remdesivir ha ottenuto l'approvazione DEFINITIVA da parte di FDA (https://www.fda.gov/…/fdas-approval-veklury-remdesivir-trea…)
BENE FARE CHIAREZZA II: SOLIDARITY (c'è anche chi non riesce a scrivere correttamente il nome), fosse pure stato disegnato da Dio in persona, e non è certo il caso, anzi, è un trial. UNO. Chi oltre a citare quello non cita RECOVERY, ACTT-1 e ACTT-2 non è che se ne scorda: o non sa quello dice (è il caso del 99% dei giornalisti) o vi sta scientemente prendendo per il culo, o perlomeno ci prova.

Quanti si stracciano le vesti per politiche che mettono a repentaglio i più anziani si rifiutano di prendere in considerazione qualcosa in grado di ridurre i decessi di un terzo, e cercano di dipingerlo nel peggiore dei modi.
E' meglio non finirci, in ospedale?
Grazia Graziella etc.
E quanti ci sono ora e ci finiranno domani? Peggio per loro?

Dato che il tutto si ripete nello stesso modo, finirei per ripetermi io pure. Tutto quello che ho detto tra marzo e maggio sarà riciclabile senza quasi cambiare una virgola o quasi riguardo a quel che succederà se non nei prossimi due-tre mesi almeno nei prossimi dieci giorni.
E la ripetizione provocherebbe nuove reazioni che però sarebbero sempre le solite: indignate, pretestuose o semplicemente STUPIDE.
Dato che ripetermi mi annoia, e che sarebbe futile, la pagina si prende una pausa di circa una settimana. Se qualcuno ne sentisse la mancanza può rileggersi i post del blog da gennaio a oggi, tanto il film è lo stesso.
Visto che si va verso il giorno dei morti, mi limito a ricordare che ogni morte è certa (cit.) e che

Age after age shall be
As age after age has been,
(From man's changeless heart their way they win);
And death be busy with all who strive—
Death, with silent negative.

(H.Melville, The Conflict Of Convictions)

 

 

 

PS: Questo stop è stato pianificato giorni fa, e non è in alcun modo correlato alle vicende di ieri. A mente fredda non lo so se sono nate in certi covi di piattole o se le cause sono altre. Quasi un anno fa sospesi il giudizio (https://ilchimicoscettico.blogspot.com/…/la-lotta-alle-fake…), poi qualcuno si sentì in dovere di metterci la firma, su quella storia. Quello che so di per certo è che il tasso di insofferenza verso questa pagina è aumentato in modo del tutto sproporzionato alla sua visibilià.

giovedì 29 ottobre 2020

FARMACI ANTICOVID: TRIAL SU TRIAL, CHI SALE E CHI SCENDE


Legge del settore: è molto probabile (90%) che un candidato farmaco fallisca durante lo sviluppo clinico invece che essere approvato.
Per unmet medical needs le maglie sono un poco più larghe e le cose un poco più semplici, e COVID-19 ora come ora è il mostly unmet medical need per eccellenza. Ma solo un poco.
Qualcuno si è perso l'implicazione più immediata di "remdesivir Standard Of Care": ora come ora i nuovi farmaci antiCOVID per avere una chance di essere approvati o devono mirare a indicazioni non coperte da remdesivir oppure fare meglio di remdesivir.
Per mancanza di esperienza professionale tendo a non esprimere giudizi su biologici o vaccini prima di vedere dati clinici (o preclinici significativi), con le le piccole molecole le cose sono un po' diverse, ma il gioco resta lo stesso: devi aspettare la fine della fase III: sulla base dei risultati delle sole fasi II l'alzheimer sarebbe trattabile da anni, per fare un esempio.
Negli interim di fase II, infatti, gli anticorpi monoclonali anti SARS-CoV-2 di Lilly apparivano piuttosto promettenti (https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2029849).
Ma poi sono arrivate le fasi III e oggi Lilly dopo aver fermato per mancanza di efficacia il trial sul suo combo di anticorpi (LY-CoV555/LY-CoV01) in pazienti COVID ospedalizzati vede NIAID che ferma ACTT-3, dove il combo veniva usato assieme a remdesivir: nessun effetto aggiuntivo rispetto al solo remdesivir.
Restano in ballo altri trial, ma, a parte quelli che riguardano l'uso in profilassi, non ci spererei troppo. Pare che al momento quanto ad anticorpi monoclonali in avanzata sperimentazione clinica resti davvero in pista soltanto il combo Regeneron: incrociamo le dita (gli anticorpi antivirali sono una core competency di Regeneron, cosa che di solito garantisce migliori chances).
Una nota: gli anticorpi Lilly sono diretti contro la proteina Spike di SARS-CoV-2 e il meccanismo dovrebbe essere ovvio: l'anticorpo si coordina alle "punte" del virus che così non possono legarsi al recettore ACE2 delle nostre cellule per poi entrare al loro interno e iniziare a riprodursi.
Ma per qualche motivo mi girano gli sproloqui di qualcuno che li descrive come anti ACE2: notevole, servivano giusto altre idiozie casuali in campo. Se non è chiaro: la proteina Spike è una proteina del virus, ACE2 invece è un recettore delle nostre cellule (quello a cui la proteina Spike del virus si aggancia). Tutti i farmaci antivirali in sviluppo clinico, anticorpi compresi, sono diretti contro proteine del virus, non contro una delle nostre, e tra le due cose c'è una differenza enorme.
"Gli anticorpi antiACE2 di Lilly" se la gioca con "I nuovi antiretrovirali contro COVID" (gente che magari si prende anche il like di chi è uso lamentarsi della qualità del dibattito... bah).

Nel mentre si vedono i primissimi numeri di ACTT-2 (remdesivir+baricitinib) e qua l'effetto c'è: la riduzione di mortalità si assesta sul 35 % rispetto al solo remdesivir (https://www.contagionlive.com/…/remdesivir-plus-baricitinib…). Non è un effetto aggiuntivo assolutamente eclatante, ma resta comunque un bel passo avanti e ACTT-2 si aggiunge alla lista dei trial con risultati positivi per remdesivir, confermando inoltre l'ipotesi di prevalenza dell'asse IL-6/JAK nelle polmoniti COVID. Speriamo di vedere velocemente il dettaglio dei numeri.
Scott Gottlieb, ex commisioner di FDA, commenta: questa è la prima generazione di farmaci, tirata fuori come reazione alla pandemia, non potevate aspettarvi un home run. Sacrosanto: la riduzione del danno è già comunque significativa e velocità ed efficacia di reazione a questa pandemia non hanno precedenti storici, quanto a ricerca farmaceutica.
Con tutta probabilità, dati i problemi mostrati dai mAB, la soluzione più accessibile nel tempo più ridotto potrebbe essere un cocktail inibitore RdRp/inibitore di proteasi/altro antivirale, sulla scia di quanto in uso contro HIV e HepC.
Resto della convinzione che risultati buoni o no, qua non si vedrà nulla, se non marginalmente, e questa è una ragione in più per evitare in ogni modo di finire in ospedale.
Qua eparina, desametasone e Dio riconoscerà i suoi. Chi si contenta crepa, ma meno che in primavera (speriamo).

https://www.fiercepharma.com/…/coronavirus-tracker-novavax-…

 

mercoledì 28 ottobre 2020

L'IRRILEVANZA

 



FDA ha approvato in via di definitiva remdesivir?
Irrilevante.
Remdesivir non esiste, e se esiste non funziona.

SOLIDARITY, il trial di OMS, è stato fatto con quel che c'era (poco o niente) e come veniva, open label e con un evidente sbilanciamento tra trattati e controllo, un controllo (circa 4000) per 4 rami trattati (circa 11.000), randomizzato alla sperindio.
"They are simply aggregating a huge amount of data and p-hacking it to death with ad hoc interim analyses that they perform whenever they feel like it", come ha scritto qualcuno, citando gli invece rigorosi criteri di FDA per i trial adattativi.
Irrilevante.
OMS ha detto che remdesivir non funziona, quindi non funziona.

Azar vorrebbe rimuovere Hahn perché non è pronto a realizzare i desiderata di Trump in materia di approvazione di vaccini?
Irrilevante.
E' inutile che Hahn dopo gli scivoloni su idrossiclorochina e plasma abbia fatto di tutto per rimediare e ripristinare la credibilità dell'agenzia. FDA è diventata un burattino di Trump, e qualsiasi cosa faccia è eterodiretta.

FDA chiude la porta a una Emergency Use Authorization per vaccini antiCOVID? (https://www.statnews.com/…/fda-shows-signs-of-cold-feet-o…/…). EMA ha iniziato la rolling review dei vaccini AZ e Pfizer-Biontech ma non ha mai parlato - per ora- di sperimentazione abbreviata?
Irrilevante.
Vaccino per Natale, o a gennaio.

A questo giro avrei parlato di quel che è venuto fuori dal trial ACTT-2 (remidesivir+baricitinib), ma ho deciso di non farlo. Perché? Perché sarebbe del tutto...
irrilevante.

Cos'è rilevante?
L'alta etica degli amici di Nonno Speranza (con le loro buone cose di pessima riuscita).

https://www.fiercepharma.com/…/hhs-secretary-azar-discussed…

martedì 27 ottobre 2020

ABOUT BUTTERFLIES AND CIRCLE JERKS



"Il battito di ali di una farfalla a Pechino può provocare un'uragano in Florida" già di suo non era gran che. Ma di fatto è l'unico modo con cui il vasto tema etichettato "Teorie del caos" è entrato nella cultura popolare (https://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_farfalla).
In realtà alla base di tutto il tema c'è la retroazione (https://ilchimicoscettico.blogspot.com/…/05/feedback-caos.h…), che però è molto meno digeribile o comprensibile. La colpa della popolarità dell'effetto farfalla è in larga parte di Spielberg col suo Jurassic Park, perché Crichton, come al suo solito, era rimasto molto più sul pezzo (https://ilchimicoscettico.blogspot.com/…/dinosauri-e-biforc…).
Se qualcuno non ci è arrivato, parlo di effetto farfalla a proposito dell epidemia SARS-CoV-2 in corso: perché la dinamica delle malattie infettive è descritta (quando descrivibile) da sistemi con feedback, tra cui lo stracitato modello SIR (https://ilchimicoscettico.blogspot.com/…/oscillatori-chimic…).
Quelli che usano SIR e altri modelli compartimentali come nulla fosse, cioè come in grado di prevedere il futuro, se ne scordano regolarmente: piccole variazioni nelle condizioni iniziali, grandi variazioni nel comportamento a medio-lungo termine del sistema, e quindi imprevedibilità (poi ci sono quelli del SIR alla salumiera, che "è un etto e mezzo, che faccio, lascio? Perché non c'è spazio, per le fasi").
Ah, per gli immancabili "che ne può sapere un chimico di queste cose" (a volte ritornano), il modello SIR è isomorfo alla cinetica di una reazione autocatalitica (https://ilchimicoscettico.blogspot.com/…/isomorfismi-caos.h…).

Esiste una variante popolare e attuale di effetto farfalla usata in senso assertivo: un asintomatico senza mascherina a fine luglio provoca un aumento esponenziale dell'occupazione delle terapie intensive ai primi di ottobre. Che è puro laqualunquismo magico, e dimostra molto bene l'omogeità concettuale delle due bolle gemelle, proscienza e antiscienza. Perché è il solito pochissimo invisibile e non provato che provoca effetti devastanti: puro pensiero magico (https://ilchimicoscettico.blogspot.com/…/il-fantasma-dellef…)

(Con un pensiero per quelli "la comunicazione", che si metteranno a googlare "circle jerk")

 

lunedì 26 ottobre 2020

LA CURVA E LE SUE DERIVATE

L'immagine può contenere: il seguente testo "800 700 Terapia intensiva 600 500 400 750 300 200 100 358 20 ទទទនខខ 。 22/9 26/9 30/9 4/10 Elaborazione GIMBE da casi confermati dalla Protezione Civile Aggiornamento: 18 ottobre 2020 8/10 12/10 16/10 GIMBE EVIDENC OR HEALTH"

C'è stato un epico clash of titans la scorsa settimana, su twitter: Cartabellotta si aggiungeva all'ashtag #Locatelli ,che aveva parlato di crescita lineare dell'occupazione delle terapie intensive, ribadendo "esponenziale!" e postando il grafico che vedete (https://twitter.com/Cartabellotta/status/1317867886539608064).
Tutto molto bello.
In realtà a settembre la crescita era lineare, dai primi di ottobre è diventata esponenziale.
Se si racconta questa roba con le progressioni numeriche pare che all'inizio le due serie coincidano:
lineare: 1,2,3,4
esponenziale: 1,2,4,8

Non c'è modo di distinguere tra le prime due metà delle serie. E quindi non si distingue tra l'inizio di una crescita lineare e quello di una crescita esponenziale?
E' così, dicono molti, ma è un trucco.
C'è una questione di derivate. Una retta ha la derivata prima costante (la sua pendenza) e quindi la derivata seconda nulla.
Un'esponenziale invece ha la derivata prima crescente (derivate notevoli, d(e^x)/dx= e^x , il che significa che la pendenza di un'esponenziale cresce esponenzialmente).
Guardate bene il grafico: a settembre l'occupazione delle terapie intensive ha una crescita lineare. Dai primi di ottobre le cose cambiano, invece: la pendenza della curva aumenta velocemente. La sua derivata seconda passa da 0 a valori maggiori di 0. Attorno al 4 ottobre abbiamo un punto in cui cambia la concavità della curva (che passa da "piatta" a convessa).
Ma con la massima disinvoltura si va in giro a dire che la crescita esponenziale è cominciata ai primi di settembre, o addirittura a metà agosto: quale esponenziale non ha un punto in cui la derivata seconda è 0?
Breviter, chi gridava "al lupo, al lupo" in agosto (al solito indicando un colpevole, voi) erano i soliti con la solita cognizione di causa.
Se serve lo ripeto più chiaramente, e chi parla oggi di crescita esponenziale iniziata ad agosto in Italia è un settario ignorante o in perfetta malafede.

Al 25 ottobre l'occupazione delle terapie intensive è al 23% del totale nazionale ( https://www.lastampa.it/…/coronavirus-in-italia-il-bolletti…), e destinata a crescere almeno nel breve periodo e probabilmente anche nel medio. Inutile dire che del grande assente che ridurrebbe il carico non si si dice nulla, in compenso Zaia parla di tenere la gente a casa con cortisone e idrossoclorochina. Olè. Le repliche se si fanno vanno fatte bene.



sabato 24 ottobre 2020

CHEAP IS GOOD, AND THE CHEAPEST THING IS YOU

 



Non è il momento delle polemiche (un beato di beep di niente), quindi affermerò che cosa succede ad affrontare un'ondata epidemica con spago e fil di ferro lo abbiamo già visto, a marzo. Ma allegri: per la seconda ondata invece abbiamo spago, fil di ferro e nastro adesivo.
Però il nauseabondo scaricare la responsabilità unicamente sui cittadini è sempre lo stesso.
Siccome siamo alla seconda ondata, che i comportamenti devono essere responsabili dovrebbero averlo capito anche i sassi. Il che non vuol dire necessariamente avere su la mascherina quando si cammina da soli in strada. Però, per esempio, si dovrebbero evitare i mezzi pubblici sovraffolati. Il problema è che la stragranda maggioranza degli utenti di mezzi pubblici li usa perché non ha alternative, non ne possono fare a meno. Miserabili incoscienti che mettono a rischio sé stessi e gli altri!
Si spinge sulla responsabilità del singolo perché ha costi immediati nulli. Le misure efficaci e onerose, per lo stato, beh, per quelle c'è sempre tempo. Facciamo all'anno mai, ok?
Condivido da Pillole di Ottimismo (https://www.facebook.com/pillolediottimismo/posts/191487635925049)
 

DI RESPONSABILITÀ, RITI MAGICI E MARKETING DELL’INEFFABILE

Di Francesca Capelli
(Sociologa, ricercatrice, giornalista – Università del Salvador, Buenos Aires)
Foto di Graham Covington/Unsplash

Che cos’è la responsabilità per i cittadini? L’onore di comprendere, valutare e partecipare o l’onere di doversi addossare tutti i carichi della pandemia?

💊💊💊

Quello della responsabilità è uno dei concetti più abusati durante la pandemia. Responsabilità come sinonimo di colpa, che cancella il caso dalle nostre vite. Chi si ammala non è mai in una posizione neutra: o è vittima dell’irresponsabilità altrui o è a sua volta un irresponsabile che diffonde l’infezione, in quanto incapace di “sacrificarsi”. Come se essere contagiato da un lavoratore essenziale, da un medico durante una visita per tutt’altra causa, da un familiare convivente o da un amico con cui ci si è fermati a chiacchierare per strada cambiasse qualcosa ai fini del decorso della malattia. In realtà, dal punto di vista morale, permette di stabilire chi, di volta in volta, è il “colpevole”, l’irresponsabile. Chi, è vittima innocente e chi, insomma, un po’ se l’è cercata.


“Chi se la cerca” ha un capitale elettorale altissimo: permette agli amministratori pubblici di distogliere l’attenzione dal fatto che se in un ospedale si rompono gli ascensori perché non si fa manutenzione ordinaria (ordinaria), poi succede che le lettighe con i malati Covid salgono nello stesso ambiente di quelle con i malati non Covid, tanto per dirne una.

Non solo. L’irresponsabile è una figura chiave del “marketing dell’ineffabile”, tecnica che le religioni conoscono e applicano benissimo. Se compro un televisore e, quando arrivo a casa, non funziona, torno al negozio e me lo faccio cambiare o restituire i soldi. Ma se prego e non accade il miracolo, è perché non ho pregato abbastanza, non ho fatto abbastanza fioretti e la mia fede non è sufficientemente forte. E così provvedimenti che dovrebbero essere pragmatici, ossia mezzi per raggiungere uno scopo, diventano essi stessi lo scopo. E non basta seguirli, bisogna farlo intonando gioiosamente lodi alla divinità, come i martiri dell’agiografia cristiana. Non basta l’obbedienza, serve la voluttà nella macerazione della carne, roba da fare impallidire i digiuni di Santa Caterina da Siena e le estasi di Santa Teresa (tutte e due, quella di Avila e quella di Lisieux).

Qualcosa di simile avviene in economia da 40 anni: le politiche neoliberiste non risolvono problemi, anzi ne creano o li aggravano, ma gli organismi internazionali come il Fondo monetario internazionale insistono che è la strada giusta, basta solo applicarle con più convinzione. Come dire che, se un farmaco non serve o ha effetti collaterali mortali, non si cambia farmaco, ma si aumenta la dose.


In un’intervista dell’8 ottobre al Corriere della sera, il ministro Francesco Boccia afferma che “la misura contenuta nel nuovo decreto responsabilizza un paese intero”, utilizzando il verbo in modo ambiguo.

Responsabilizza nel senso che tratta i cittadini da adulti, in grado di comprendere semplici informazioni e agire di conseguenza? O responsabilizza nel senso che addossa colpe, punta il dito, chiama in causa, dice “sei stato/sarai tu”. Sei tu il responsabile dell’impennata della curva dei contagi, ma anche della tua stessa punizione.

Un concetto ripetuto continuamente nel discorso pubblico di amministratori locali come De Luca e che rimbalza sui social. Dove si moltiplicano i post che inneggiano al pugnodurismo, con la postilla che, sì, se fossimo tutti più responsabili certi provvedimenti non sarebbero necessari, ma che lo diventano “per colpa di quelli che”. Ben venga dunque – ultimo casus belli – la mascherina da portare tutto il tempo, anche all’aperto senza assembramenti se serve a “responsabilizzare, “a tenere alta la guardia” (parole di Andrea Crisanti).

Di nuovo, la funzione che aveva il cilicio ai tempi di Iacopone da Todi: memento mori, strumento di penitenza, a memoria della propria natura corruttibile. Peccato che fosse il ‘200.

Per provare a problematizzare la nozione di responsabilità in modo che si trasformi da gioco lose-lose a win-win, chiediamo aiuto a tre filosofi molto diversi tra loro.

Il concetto è abbordato da Immanuel Kant nel suo saggio “Che cos’è l’Illuminismo”. Secondo il filosofo, “l’Illuminismo è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità di cui egli stesso è colpevole. Minorità è l’incapacità di servirsi della propria intelligenza senza la guida di un altro”. In altre parole, l’Illuminismo esiste, ma mancano gli illuministi, ossia l’umanità non è ancora abbastanza matura per essere libera di servirsi della propria intelligenza. Un’umanità adolescente, che morde il freno, ma che ha ancora bisogno di guide. A questo punto entra il ballo il “precettore ganzo”, “l’intellettuale non allineato”.

Quello che si prende la responsabilità di dire che “il re è nudo” e di traghettare l’umanità verso l’Illuminismo (Aufklärung). Non un professor Keating, più adolescente dei suoi stessi studenti, manipolatore e incapace di assumersi la responsabilità (ancora questa parola) di ciò che ha smosso (che no, non va nella direzione dell’Illuminismo). E nemmeno il prete appena ordinato, responsabile della pastorale dei giovani, quello che gioca a calcio e suona la chitarra, ma sempre prete resta, messo lì a sorvegliare che nessuno si perda, in nome di una pedagogia e di una politica di impostazione ortopedica, che se il cittadino non lo raddrizziamo subito, chissà come si storce, manco fosse una pianta.

Kant incita l’umanità a liberarsi dalla minorità, con parole che sembrano scritte apposta per questi tempi: “È dunque difficile per il singolo uomo tirarsi fuori dalla minorità, che per lui è diventata come una seconda natura” scrive. “È giunto perfino ad amarla, e di fatto è realmente incapace di servirsi della propria intelligenza, non essendogli mai stato consentito di metterla alla prova. Precetti e formule, questi strumenti meccanici di un uso razionale, o piuttosto di un abuso, delle sue disposizioni naturali, sono i ceppi di una permanente minorità”.

E più avanti, in un passaggio quasi profetico, aggiunge: “Ma sento gridare da ogni lato: non
ragionate! L’ufficiale dice: non ragionate, fate esercitazioni militari! L’intendente di finanza: non ragionate, pagate! L’ecclesiastico: non ragionate, credete! (Un unico signore al mondo dice: ragionate quanto volete e su tutto ciò che volete, ma obbedite!)”.

Il pensiero di Kant, dunque, è l’opposto di quello dei pugnoduristi, dei blastatori, di chi fa valere il principio di autorità (che spesso è solo un principio di notorietà) sui dati scientifici.


Non meraviglia che Michel Foucault abbia dedicato al saggio di Kant non una, ma due conferenze. Dove sottopone a critica la stessa ragione illuministica, il cui uso illegittimo “fa nascere, insieme all’illusione, il dogmatismo e l’eteronomia”. Ma questo non significa, per il filosofo francese, che si debba per forza essere pro o contro l’Illuminismo. Anzi “si deve rifiutare tutto ciò che assume la
forma di un’alternativa semplicistica e autoritaria: o accettate la Aufklärung e restate nella tradizione del suo razionalismo (il che è considerato da alcuni come positivo e da altri, invece, come un rimprovero); o criticate la Aufklärung e allora cercate di sfuggire a questi princìpi di razionalità (il che, ancora una volta, può essere considerato un bene o un male)”. Che è ciò che hanno tentato di fare in questi mesi molto intellettuali e scienziati, strattonati o insultati da una parte e dall’altra.


È possibile uscire dal paradosso? Non per Foucault, ma per Hannah Arendt sì. L’autrice di “La banalità del male” distingue, quando parla della Shoah, tra responsabilità politica e responsabilità morale. Quest’ultima è personale ed è la colpa, da attribuire solo a coloro che si sono macchiati di delitti o che hanno contribuito a perseguitare gli ebrei o anche sono stati indifferenti.

Ma c’è un altro livello di responsabilità, politica, collettiva, che riguarda – dice Arendt – tutti i tedeschi, compresi quelli che non hanno aderito al Nazismo o addirittura lo hanno combattuto, pagando magari con la vita. Deriva dal fare parte di una comunità, nella consapevolezza che il grado zero di responsabilità non esiste, per il solo fatto che gli esseri umani agiscono e le loro azioni sono imprevedibili, irreversibili e illimitate, cioè producono conseguenze.

Arendt è la teorica dell’azione, intesa come attività con la quale gli esseri umani entrano in rapporto tra loro, ma anche come manifestazione della pluralità del mondo, del fatto che l’umanità è costituita da uomini (uso il plurale inclusivo al maschile per una quesitone filologica) e non da un solo uomo. Se l’azione fa parte della natura umana, l’agire insieme è la politica.

L’agire politico non è eseguire, fare senza chiedersi perché, obbedire senza mettere in discussione, rinunciando alla razionalità. Come se rigare dritto fosse la garanzia della felicità (non ce lo ripete continuamente il marketing dell’ineffabile?). Come se inginocchiarsi non fosse un modo come un altro per dire “io”.

Nelle “Città invisibili”, Italo Calvino scrive che l’unico modo per salvarsi dall’inferno è accettarlo o riconoscere, nell’inferno stesso, ciò che inferno non è. Analogamente, potremmo dire che per salvarsi da ogni totalitarismo è necessario riconoscere, nel paradiso, ciò che paradiso non è. E riconoscerlo in fretta, prima che sia troppo tardi.


Bibliografia
Hannah Arendt, “La banalità del male: Eichmann a Gerusalemme” (Feltrinelli, 2019)
Hannah Arendt, “Religione e politica” (Feltrinelli, 2013)
Immanuel Kant, Michel Foucault, “Che cos’è l’Illuminismo?” (Mimesis, 2012)
Italo Calvino, “Le città invisibili” (Einaudi, 1972)

giovedì 22 ottobre 2020

SE QUESTO E' STATO UN MINISTRO... - SE QUESTA E' AIFA...

 

"Non si capisce come sia stato possibile siglare un accordo che prevede un prezzo pari a 2.100€ per un medicinale di sintesi chimica che l'azienda USA Gilead aveva realizzato negli anni passati per debellare l'epidemia di virus Ebola, il cui costo di produzione è stimato inferiore a cinque euro per un ciclo di trattamento di cinque giorni" , dice la Grillo.

Questa non è (solo) abissale incompetenza e pura menzogna (costo di produzione 1 euro a dose, dato che si parla di un trattamento di 5 giorni),
E' in primis una linea politica deleteria che quando questa donna era ministro ha implementato in ogni modo, pure lavorando alla risoluzione WHA che cita. A danno di tutti, perché la filosofia della sua nuova governance farmaceutica era: il farmaco ottimo è quello che costa meno, e quindi è quello che vi rimborseremo.
Perché mandò il suo direttore AIFA all 72° World Health Assembly a perorare per il taglio dei prezzi dei farmaci, cosa che fu fatta pur sapendo e dichiarando che " i prezzi troppo bassi spingono i produttori di alta qualità fuori dal mercato, portando a carenza di farmaci" (https://ilchimicoscettico.blogspot.com/2019/05/oms-e-il-giusto-prezzo-dei-farmaci.html).
La storia dei 5 euro a trattamento è una e pura e semplice balla: Cipla commercializza il suo (su licenza Gilead) a 56 dollari a dose, il che fa pensare a un costo di produzione sui 30 dollari a fiala, in India (in occidente molto di più). Che è comunque molto meno di quello che il personal trainer della Grillo prendeva per un'ora, di sicuro. (https://www.facebook.com/GiuliaGrilloM5S/posts/4733485303359104)

"È cambiato molto lo standard di cura rispetto ai primi mesi. Ad esempio i farmaci per Aids abbiamo visto che non sono da utilizzare, perché troppo pesanti per i pazienti; la clorochina non ha mostrato dati positivi. il cortisone rappresenta oggi uno dei cardini della terapia: uno studio inglese ha mostrato che riduce la mortalità. E l’eparina è diventato altro pilastro del trattamento... "

Così Magrini, direttore AIFA (https://www.huffingtonpost.it/entry/aifa-cortisone-ed-eparina-cardini-della-terapia-contro-il-covid_it_5f914865c5b61c185f476d58?utm_hp_ref=it-homepage). I farmaci anti HIV da non utilizzare "perché troppo pesanti" è comica, forse dire "perché completamente inutili" era troppo per lui, che li avrebbe voluti prescritti dai medici di base ai pazienti COVID a casa. E di nuovo il cortisone (che non funziona) invece di desametasone o prednisone. Per caso qualcuno nota il grande assente?
Magrini non ha mai voluto intender ragioni, per tutta la durata della crisi primaverile, se non quando in un palazzo romano qualcuno lo ha preso faccia a faccia. E allora l'agenzia fece un brusco dietro front, almeno su una cosa.

Nuova ondata, stessa musica.

mercoledì 21 ottobre 2020

MODELLI DELL'EPIDEMIA SARS-CoV-2 E INCREMENTO DI PATOLOGIE



Recentemente si guarda alla meccanica quantistica come paradigma epistemico, anche in grado di fornire nuove visioni sull'intepretazione di grandi set di dati, tra cui quelli in fase di acquisizione sulla diffusione di SARS-CoV-2. Gli allarmisti parlano di una crescita esponenziale del numero di post facebook e preprint su questo tema. Una osservazione più pacata del fenomeno potrebbe rilevare crescite di ordine inferiore, lasciando concludere che è serio ma non emergenziale.
In ogni caso Citiamo da Nature Communications Budiyono e Rohrlich:
"But two axioms distinguish quantum mechanics from classical statistical mechanics: an "ontic extension" defines a nonseparable (global) random variable that generates physical correlations, and an "epistemic restriction" constrains allowed phase space distributions. The ontic extension and epistemic restriction, with strength on the order of Planck's constant, imply quantum entanglement and uncertainty relations. This framework suggests that the wave function is epistemic, yet it does not provide an ontic dynamics for individual systems." (1). E qui entra in gioco una nuova famiglia di modelli.
La correlazione tra velocità di diffusione e aumento o diminuzione di infettività e gravità del decorso dell'infezione è stata rilevata con Modular Interactive Linear Function (2) e tramite Joint Equalized Random K-node (3).
Una metaanalisi di tutti questi studi con First Increase Gradient Analysis è di imminente pubblicazione (4) e riporta le principali conseguenze (5)
 
Note 
1) (Nat Commun. 2017 Nov 3;8(1):1306) 
2) PlusPug: A Methodology for the Improvement of Local-Area Networks (EBISS 2020 Proceedings)
3) Methodology for the Typical Unification of Access Points and Redundancy (WMSCI, 2020)
4) (Betterthanscigen Series, numero monografico "Mind the Acronym") 
5) iperplasia testicolare e gravi forme di encefalopatia glandiforme

SERPENTE! SERPENTEEEEEE!

 




"Negazionista!" Urlò il Piccione.
"Non sono un negazionista!" si indignò il chimico "Lasciami stare."
"Negazionista, negazionista, negazionista" ripetè il Piccione, ma con il tono un po' più basso "Ora mi dirai che non si capiva da agosto che arrivava la seconda ondata"
"No che non si capiva"
"Lo sapevo io. Negazionista! Negazionista!"

"Covidiota!" Urlò il Piccione.
"Non sono un covidiota!" si indignò il chimico "Lasciami stare."
"Covidiota, covidiota, covidiota" ripetè il Piccione, ma con il tono un po' più basso "Ora mi dirai che le mascherine non uccidono"
"Certo che le mascherine non uccidono"
"Lo sapevo io. Covidiota! Covidiota!"

(il tempo passa, la storia si ripete)
 
Non ho alcuna simpatia per Zangrillo, ma quando venne collocato tout court tra i negazionisti sobbalzai.
Quando ai primi di agosto qualcuno, con gastrite indotta da foto di spiagge con gente senza mascherina, iniziò a tirar fuori discorsi di crescita esponenziale sobbalzai di nuovo. Pareva che con SARS-CoV-2 fossero possibili solo due andamenti nel numero dei casi: discendente o crescita esponenziale (e fino ai primi di ottobre di crescite esponenziali non se ne è viste proprio). In quel momento mi parve doveroso fornire un "appoggio esterno" a Pillole di Ottimismo. L'avessi mai fatto...
In un amen diventai polarizzante, divisivo e schierato (come PDO, secondo chi mi accusava), non più indipendente.
Perché? 
Perché la narrazione della pandemia è questione al 130% politica, e poco correlata con la realtà del fenomeno: si è trasformata la discussione sul Sars-CoV-2 in un dibattito politico, per cui chi sostiene il governo ingigantisce l’andamento i casi, chi si oppone minimizza (https://www.infodata.ilsole24ore.com/2020/10/06/covid-19-seconda-ondata-diffidate-dai-giornalisti-che-usano-numeri-assoluti/?refresh_ce=1). A gennaio i ruoli erano invertiti, ma che importa?
Il rumore assordante, il "moriremo tutti", i "lockdown subito" sono funzionali a nascondere l'evidenza più palese: non eravamo pronti a febbraio e non siamo pronti ora. Continuiamo a non essere pronti perché abbiamo un colossale problema sistemico: da anni bastava la sola influenza a mandare in corto i pronto soccorso. Una fortissima volontà politica in sei mesi non avrebbe potuto risolvere il problema, ma qualcosa avrebbe fatto. Purtroppo non si è vista.
Fin da gennaio, quando il vero problema per molti dei chiusuristi di oggi era il razzismo, l'accento della narrazione dominante è sempre stato solo e unicamente su i comportamenti individuali.
La gestione politica, nella narrativa dominante, diventava rilevante solo quando c'erano di mezzo Trump, Bolsonaro, Johnson. Oggi siamo nella situazione curiosa per cui se in UK i casi salgono è colpa di Johnson, se salgono in Francia o Italia è colpa dei bagnanti o degli sciagurati cittaddini che si sono fatti una vacanza. Sono solo i "sovranisti" che gestiscono male la pandemia, gli altri sono perfetti ma hanno pessimi cittadini. Bolsonaro con la sua idrossiclorochina neanche merita di essere commentato, ma con Trump (e Johnson) le cose sono più complicate: saranno i cattivi sovranisti anglosassoni a dare un vaccino ai buoni governi continentali, che così potranno gestire i propri pessimi cittadini. E poi ironizzano sui free riders...
Le elezioni presidenziali USA hanno infettato il dibattito mondiale ANCHE nelle riviste scientifiche e nella divulgazione:  NEJM e Nature si sono schierati con editoriali a favore di Biden, e lo stesso è successo per Scientific American (https://www.scientificamerican.com/article/scientific-american-endorses-joe-biden1/).
In questo delirio si è presa di mira FDA, che ha visto ricompensata in questo modo la sua incredibile resistenza a una pressione politica senza precedenti. Hahn non si è mai piegato ai desiderata di Trump in materia di vaccini (il POTUS l'avrebbe voluto a novembre), continuando a ripetere "asticella alta, altissima per una Emergency Use Authorization".
La credibilità della "scienza" e delle agenzie regolatorie (anche incolpevoli) esce massacrata da questa vicenda, danno collaterale di una narrazione prevalente globale a cui dei morti di COVID interessa molto meno del ricollocare o mantenere il potere nelle mani "giuste".

Addendum: PDO a mio modesto parere negli ultimi due mesi ha dato mostra dei limiti della sua attuale configurazione. Personalmente non vorrei far parte di un club che comprende Boldrin, Bassetti e Zangrillo, e lo dico pensando ad alcuni dei membri dello staff editoriale con cui ho contatti abbastanza frequenti. Sempre secondo me l'attuale limite di PDO è la sua natura estremamente eterogenea che finisce per esprimere un'ampia gamma di posizioni non sempre giustificabili con la democrazia del dibattito. Questo fatto può finire per minarne l'efficacia politica. Praticare il "modello Burioni", cioè far conto in primis sui numeri che si riesce a fare sui social network è un rischio concreto, nonostante gli scambi con i critici più rilevanti siano stati finora nel segno di una sostanziale correttezza. Per "critico rilevante" non intendo lo 0 visibilità 0 argomenti che la visibilità la cerca sbracciandosi ovunque si possa raccoglier frutto e producendo insulti come l'ultimo del troll. Perché il circo è sempre lo stesso, prof di università di provincia di quarta categoria che danno del provinciale al altri prof di università parimenti piccole e provinciali, agrari, veterinari e lauree triennali che si definiscono scienziati etc etc, tutta roba vista e rivista... ricordo che questa pagina fb è nata nel 2017, e quindi di peones ne ha visti di tutti i generi, dopo aver fatto a spallate col peso massimo X o Y.
I problemi di PDO sono esemplificati al meglio dalla vicenda Great Barrington Declaration. GBD è un oggetto estremamente dubbio in primis a causa della sua genesi e dei suoi finanziatori (i Koch brothers, indissolubilmente legati al negazionismo climatico). L'avere veicolato in un qualche modo GBD esponeva al riflesso condizionato degli attivisti del climate change, e non c'era alcun bisogno di far confluire il settarismo climatico nel dibattito sulla gestione della pandemia (quanto alla reale possibilità dialogo, beh, too much climate change and no play makes Jack a dull boy...).

venerdì 16 ottobre 2020

ORA BASTA (REMDESIVIR)

Mi sono strarotto di quelli che IMPERTERRITI continuano a parlare di efficacia estremamente limitata di remdesivir. Non volevo neanche postarlo, l'ultimo NEJM, perché di fatto non aggiungeva gran che a quello che si sapeva DA MESI. Per non ripetermi cedo la parola a Derek Lowe, che su remdesivir è sempre stato decisamente critico (https://blogs.sciencemag.org/pipeline/archives/2020/10/09/hard-data )

"Il New England Journal Of Medicine oggi (9 ottobre, NdCS) pubblica il report finale dal team che ha studiato remdesivir in un trial controllato e randomizzato su più di mille pazienti.
Questo gruppo è stato randomizzato e diviso all'incirca a metà tra standard of care più remdesivir e standard of care più placebo, in doppio cieco. Quindi è il panorama più solido che abbiamo sull'efficacia del farmaco in pazienti con il coronavirus
Le buone notizie sono che i pazienti che hanno avuto il farmaco hanno un tempo di guarigione più corto , da 9 a 11 giorni, 95% CI, contro da 13 a 18 giorni con il solo standard of care.
Questo è sostanzioso, ma non realmente eccezionale, che è quello che ci si può aspettare realisticamente da un singolo farmaco antivirale a largo spettro. Non parliamo di sofosbuvir che ripulisce dall'epatite C, e anche sofusbuvir non ha fatto tutto da solo.
E per l'endpoint più difficile di tutti, mortalità al giorno 29 all'11% per i pazienti trattati con remdesivir, contro il 15% di quelli trattati con il solo controllo.
Questo è un autentico passo avanti, è un farmaco meritevole di essere usato ma, ancora, non il farmaco miracoloso.
Gli eventi avversi sono stati più bassi nel gruppo trattato, e queste sono ottime notizie...
Quindi remdesivir è un farmaco meritevole, specialmente se somministrato a pazienti ad alto rischio."

Ergo la riduzione della mortalità su cui tanto si è discusso c'è, ed è del 26.6% a 29 giorni. La diminuzione del tempo di guarigione è tra 30.7% e 38.8%.
Nella peggiore delle ipotesi erano 9.310 morti in meno, a cui chi voleva salvare vite a botte di lopinavir e idrossiclorochina non è riuscito a risparmiare il passaggio in una tomba.
Mi immagino l'obiezione "Eh, ma allora non lo potevamo sapere" Certo, in compenso potevamo sapere che i farmaci anti HIV non c'era verso che funzionassero, e quindi sono stati tra i più somministrati.

(E ancora si parla di movida agostana e di mascherine sempre ed ovunque, perché il gran lavoro di istituzioni impeccabili è stato rovinato dalla cittadinanza cialtrona...)

PS. Il trial OMS... 1) Open label 2) Si è fatto con quel che c'era: "Study drugs were Remdesivir, Hydroxychloroquine, Lopinavir (fixed-dose combination with Ritonavir) and Interferon-β1a (mainly subcutaneous; initially with Lopinavir, later not). COVID-19 inpatients were randomized equally between whichever study drugs were locally available and open control (up to 5 options: 4 active and local standard-of-care). The intent-to-treat primary analyses are of in-hospital mortality in the 4 pairwise comparisons of each study drug vs its controls (concurrently allocated the same management without that drug, despite availability)." quindi quello che può sembrare un unico gruppo di controllo di circa 4000 pazienti per un totale di circa 11.000 arruolati in realtà è la somma di gruppi controllo piccoli usati qua e là vs gruppi di trattati con il farmaco o i farmaci disponibili. Nessun regolatore (occidentale) accetterebbe mai un trial con questo disegno per approvare un farmaco.

giovedì 15 ottobre 2020

LA PANDEMIA E IL SUO RACCONTO



Credo che tra tutte le cose improbabili uscite sui giornali per combinazione tra persistenza e significato "il virus viaggia nell'aria" sia stata una delle peggiori. Ancora peggio la sua variante "viaggia sulle polveri PM10 spostate dai venti e non conosce confini". Se ci pensate bene c'è un'inconciliabile contraddizione tra quarantena e virus che viaggia nell'aria infischiandosene delle barriere, ma le contraddizioni non hanno mai spaventato chi racconta la pandemia.
A marzo le mascherine erano inutili, poi sono diventate essenziali. Chi sbeffeggiava Fontana che si faceva riprendere con la mascherina oggi dà addosso a chi non ce l'ha. Che problema c'è?
Sembrano passati secoli da quando Marcuse diceva che lo scopo dei grandi media è far passare interessi particolari per quelli di ogni cittadino dotato di buon senso. Il villaggio globale di Mac Luhan è diventato internet e poi i social media e le cose non sono cambiate.
Per questo trovo degno di lettura questo pezzo di Domenico Guarino (https://www.facebook.com/pillolediottimismo/posts/184902519916894), che pone un problema talmente evidente che dovrebbe apparire banale. E riguardo la qualità dell'informazione e l'infodemia concetti analoghi sono esposti da Info Data (Sole24Ore https://www.infodata.ilsole24ore.com/2020/10/06/covid-19-seconda-ondata-diffidate-dai-giornalisti-che-usano-numeri-assoluti/?refresh_ce=1): "La conseguenza più grave, però, è che trasforma la discussione sul Sars-CoV-2 in un dibattito politico. Per cui chi sostiene il governo ingigantisce l’andamento i casi, chi si oppone minimizza.". Fa piacere che qualcuno, sulla grande stampa, si accorga che il Re è nudo e che lo dica.

Parlando di social media, qua sopra la cosa buona, rispetto a 3 anni fa, è che la luftflotte del frontismo proscienza-progoverno si è dispersa, e i tentativi di raggruppamento sono talmente esigui e insignificanti che paragonati alla potenza di fuoco che sfoggiavano 3 anni fa appaiono quasi ridicoli.

mercoledì 14 ottobre 2020

MONNEZZA STATISTICA OGGI

 


Della serie: famo a falla tornare.
Quante volte s'è detto, qua sopra "Levategli dalle zampette il software statistico"?
Hanno fatto più danni i package di R, Orazio, di quanti tu ne possa sognare sulle tue dispense di biostatistica...

Ho bruciato preziosi minuti di vita, negli ultimi mesi, per rispondere a negazionisti e no-vax che venivano a dirmi "questo articolo DIMOSTRA che la vaccinazione antiinfluenzale aumenta il rischio COVID!".
Solo che la correlazione aveva un Intervallo di Confidenza (CI) largo come un'autostrada, e gli stessi autori poi hanno precisato che non sostenevano assolutamente questa correlazione, nell'articolo. Ma certe fedi non si lasciano mettere in dubbio da piccolezze del genere.
"Eh, ma quelli vanno avanti a pseudoscienza", si dirà. Sì, e invece gli altri?
Invece gli altri pure.
"Per esempio?" si dirà.
Per esempio "Relationship between Influenza Vaccination Coverage Rate and COVID-19 Outbreak: An Italian Ecological Study"  (Vaccines 2020, 8, 535 https://www.mdpi.com/2076-393X/8/3/535).
Una di quelle cose che di prima ti viene da dire "ma come, ma non era correlation is not causation, fino all'altroieri?", perché il razionale della cosa boh, e quantomeno sarebbe richiesta una prova sperimentale prima di spararla (tipo verificare che gli anticorpi contro i virus influenzali neutralizzino SARS-CoV-2, per esempio, o cose più sofisticate che includano l'immunità cellulare).
L'articolo era giusto roba buona per un titolo di giornale e tutto finisce lì.
Ma invece periodicamente mi chiedono di questa roba, magari perché "il scienziato" di turno la condivide. Io mi sono limitato a citare Joe Di Baggio, che aveva fatto vedere che manco i cani... A questo giro, una volta per tutte, lo linko, in modo che non se ne parlì più, perché di monnezza in giro ce n'è anche troppa:

"Vorrei far notare che il miglior modello, per esempio, che lega tassi vaccinali e ospedalizzati con sintomi (il riferimento è sempre all'articolo ecologico, quindi dove non sappiamo se l'ospedalizzato fosse vaccinato o no) è una polinomiale di terzo grado. Dopo il 65% di copertura si prevede rialzo dei tassi standardizzati di ospedalizzazione :-) E' una cagata? Sì, le analisi non si fanno così, ma solo per mostrare che quella circolata ieri era una supercagata dove, come già ricordato, non si considera che un OLS è fondato sull'ipotesi di esogeneità pura dei regressori e se le correlazioni coi confounders sono alte, si ha endogeneità ovverosia correlazione con l'errore e il modello è teoricamente inficiato (che poi è la realtà). Stimando i parametri di una multiregressione, non ci fanno vedere come progredisce la varianza spiegata, se ci sono segni di collinearità. Insomma, siamo a Corrado e ai dilettanti allo sbaraglio."

(https://www.facebook.com/jdbaggio/posts/10217763373171891)

(Ma li vedete i punti? Ma cosa caspita vuoi correlare con quella roba?)

(quante se ne è viste negli anni... chi si ricorda tre anni fa quelli che volevano trovare una correlazione LINEARE tra copertura vaccinale e casi di morbillo, in Italia, lasciando elegantemente fuori il Lazio come outlier?)

martedì 13 ottobre 2020

"SEGUI LA SCIENZA" E IL TERZO LADRO

 



Ritorno sul video di Sabine Hossenfelder (https://ilchimicoscettico.blogspot.com/2020/09/seguire-la-scienza-un-nonsenso.html) per una riflessione più estesa sull'uso che si fa di "segui la scienza".
Ma soprattutto su come il concetto sia universalmente accettato. Anche il complottismo più sciroccato, ab ovo, accetta implicitamente il concetto. Le posizioni "complottiste" non sono mai "anche se la scienza dice così, io farò come mi pare". Il complottismo standard dice "la scienza mente" o presenta alternative a quella che è ritenuta l'evidenza scientifica. Lascienza e l'antiscienza giocano lo stesso identico gioco - e per questo qua sopra si è ripetutamente parlato di bolle gemelle.
Ma non è solo questione di dinamiche sui social media, purtroppo.
"Seguire la scienza" è un attrezzo politico, particolarmente negli ultimi anni. Dato che è assodato che si debba seguire la scienza, per avallare una linea politica ci si sceglie la scienza più adatta allo scopo, ma facendo ben attenzione a presentare quello che si dichiara scienza come "vincolo esterno". Esempio recente il governo Conte, che sulla gestione dell'epidemia ha ripetutamente detto di mettere in pratica le indicazione del CTS (poi si è scoperto che non era esattamente così).
Altro esempio meno recente: la commissione Sanità del Senato che nel 2017 discuteva delle coperture finanziarie per portare al 95% il tasso di vaccinazioni pediatriche come richiesto da OMS (ma OMS non l'aveva richiesto).
Parlando ancora di 2017, "Il Vaccino non è un'opinione" (ma l'obbligo vaccinale sì, però guai a chi lo diceva).
Tornando ad oggi, segui la scienza, metti la mascherina (di comunità), ovunque, anche solo in vetta ad un monte, che proteggi gli altri (forse) e te stesso (straLOL).
Quel "fecondo dialogo dell'intelletto umano con la natura" di cui parlava Prigogine non ha nulla a che vedere con La Scienza, il terzo ladro di cui ha scritto Isabelle Stengers, filosofa che con Prigogine ha collaborato a lungo (https://ilchimicoscettico.blogspot.com/2018/12/il-terzo-ladro.html).
Se il potere di turno arruola La Scienza più adatta ai suoi fini, ritornando verso il basso "segui la scienza" è diventato il patrimonio ideologico per eccellenza proprio di una parte politica che per convenienza (conseguimento e mantenimento del potere) ha rinnegato le proprie radici. Dallo Statuto dei Lavoratori a Jobs Act e "Vota la scienza, scegli il PD".

Quindi ai vari "Segui la Scienza" o "La Scienza dice" la mia risposta contina ad essere questa. E non cambierà

IL BUON SENSO?

 




Qualche giorno fa, parlando degli argomenti in discussione per il DPCM, qualcuno diceva che poi sarebbe stato il buon senso a guidare i controlli sulla mascherina all'aperto.
Infatti: barista abbassa la mascherina per fumare fuori dal locale: multa di 400 euro (https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/10/12/news/coronavirus_multa_barista_sigaretta_mascherina_pavia_ombra_de_vin-270292309/).
La mascherina all'aperto 24/24 ore non serve ma è giusta: lo ha detto anche Villani, “L’obbligo di indossare la mascherina all’aperto è un richiamo. Non importa se scientificamente ha senso oppure no. E’ un segnale di attenzione per noi stessi e per la comunità”. (https://www.gazzettadellevalli.it/attualita/polemiche-sullobbligo-mascherine-allaperto-villani-cts-non-importa-se-ha-senso-e-un-segnale-292117/). Non c'è verso, siamo tornati nel pieno della stagione "cazzate a fin di bene".
Ma le norme sono norme, non sono segnali. E come tali andrebbero considerate.
Tra l'altro questa enfasi sulla mascherina all'aperto sempre è leggermente in contraddizione con il fatto che il 77% dei contagi avvengono in famiglia, a quel che si dice. Da cui le raccomandazioni su feste private, cene etc...
"Questo divieto non può essere oggetto di una regola - non potrebbero esserci né controlli né, quindi, sanzioni - ma solo d’una raccomandazione.
Allora perché inserirlo tra altre regole, mistificando scientemente?" Si chiedeva Vitalba Azzolini su twitter (https://twitter.com/vitalbaa/status/1315400114685575169). La raccomandazione è stata inserita in mezzo alle norme perché Speranza norma l'avrebbe voluta: «Io ho proposto di vietare le feste, anche private, quando c'è una norma va rispettata. Lavoreremo anche con le forze dell'ordine per verificare che la norma venga rispettata. Ma non sono i controlli che ci hanno permesso di piegare la curva nei giorni più difficili, ma i comportamenti delle persone» (https://www.corriere.it/cronache/20_ottobre_11/regole-nuovo-dpcm-ottobre-covid-ea40857e-0b88-11eb-8551-988fe333186d.shtml). Ah beh, in breve per Speranza siamo stati bravi ma si voleva comunque riservare la possibilità di far irrompere le forze dell'ordine in un privato domicilio per contare le persone a tavola per il pranzo domenicale. Il buon senso, certo.

CHI SONO? UNO COME TANTI (O POCHI)

Con una laurea in Chimica Industriale (ordinamento ANTICO, come sottolineava un mio collega più giovane) mi sono ritrovato a lavorare in ...