mercoledì 9 gennaio 2019

RICERCA E RITROVA

By Starbuck

Decisamente ho perso il conto delle volte in cui qualcuno, inchiodato alla porta del laboratorio o di passaggio alla macchina del caffè, mi ha abbordato con un “ Senti ma tu potresti analizzarmi X?”, dove l’X di turno è stato…di tutto! Dall’acqua della piscine (molto gettonata in periodo estivo) a – e non dico menzogna – sperma…e, manco a dirlo, nella maggior parte dei casi, un campione di X era già presente, collezionato e trasportato secondo le migliori SOP (Standard Operative Procedure) ovviamente. Alla richieste dei comuni avventori al passare degli anni si sono affiancate quelle non meno brillanti dei visitatori VIP, I quali, incantati di fronte ad uno strumento casuale del laboratorio ( ed ovviamente senza aver ascoltato una emerita mazza di quello che si faceva lì dentro) chiedevano se lo stesso avrebbe potuto analizzare il loro sangue (chennesò magari anche seduta stante..). E se per gli ultimi la risposta non poteva che essere un politicissimo “no, mi spiace, non è esattamente questo ciò che analizziamo” per tutti gli altri era invece “ma tu, nel tuo X, cosa staresti cercando?”.
“Ma io veramente” pausa di silenzio “vorrei sapere [suspense] cosa c’è dentro”
E se avessero aggiunto “la verità, tutta la verità nient’altro che la verità” credo l’effetto teatrale sarebbe stato anche migliore.
Mi ritornava puntualmente in mente lo slogan (con grammatical originale) di uno dei miei correlatori (quello che era correlatore perché “ci metteva i soldi del progetto”): “ Se sapevamo cosa cercavamo si chiamava ritrova, non ricerca”.
Ecco…come dire...per me questo slogan era (ed è tuttora) una emerita boiata: come si fa a non sapere cosa si sta cercando? Che poi al massimo non la si trova ma…ma non saperlo, cosa significa?
Tristemente per anni ho annunciato agli speranzosi Cercatori di Verità che si attardavano sulla porta del mio laboratorio che sfortunatamente non ero in possesso del “Metodo Unico”, quello che ti sa dire “ogni Y che c’è dentro a X, sia Y non nullo”, ma che, sapendo cosa cercare, beh almeno potevo provarci o almeno indicare chi poteva al posto mio.

ONE OF US, ONE OF THEM

Il perché di questa storiella (credo comune a molti di quelli che abbiano bazzicato un laboratorio di chimica analitica)?
Perché durante questo periodo di vacanza invernale ho appreso (al prezzo di qualche travaso di bile di troppo), che qualcuno, avrebbe trovato il famoso “Metodo Unico” ovvero quello che, qualunque sia la matrice, indipendentemente dalla quantità del campione, riesce a trovare “tutto ma proprio tutto” quello che c’è dentro. Tra l’altro con la scaltrezza di usare metodi “altamente innovativi”, talmente innovativi, da essere in un caso anche non pienamente condivisi da uno dei revisori dell’articolo in cui il metodo sarebbe pubblicato. Tutto questo in un tripudio di “scienza”, “comunità scientifica”, “esperti”, “Nature”, “laboratori accreditati” ed altri animali fantastici. Tutto questo perché “il discorso va riportato da un piano politico ad un piano scientifico”.
Non tornerò sui dettagli della querelle delle analisi. No, il commento l’ho già fatto, guadagnadoci qualche blocco (tra l’altro i primi della mia blanda presenza sui social).
Mi chiederò invece una volta di più se sia concepibile che io possa togliere togliere dal tubo in plastica l’ultimo paper di una conferenza (scientifica) per sostituirlo con uno striscione inneggiante la libertà da un obbligo (diritto civile), ovvero se io possa lottare per una causa che ritengo giusta senza dover rinunciare ad una parte del mio cervello. O piuttosto se per forza si debba essere “one of us or one of them”, assoggettandosi ad un gioco assolutamente divisorio?
Perché si continua a buttarla in caciara su un piano (quello “scientifico”) in cui pochi possono avere competenza e perciò i più “si devono affidare” ed invece non si discute sul piano dei diritti civili (quello politico), dove tutti abbiamo competenza diretta?
Perché si sceglie deliberatamente di non volersi schierare, ma di voler rimanere movimenti e movimenti e movimenti?
Perché, me lo sapete spiegare?
Quale sarebbe la lungimirante linea di lotta che sottende questo schema?
L’obbligo è una linea del Piave, e dietro c’è molto, e di molto peggio. Per capirlo basta andarsi a leggere documenti, tutt’altro che tecnici o scientifici.
E no, non credo lo tireremo via a furia di analisi, l'obbilgo vaccinale, altrimenti forse non sarei qua a scrivere.

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