giovedì 13 febbraio 2025

IT'S A CULT! COMPLOTTISMI E POLITICA - 1 - STORIA ITALIANA RECENTE

Ci sono temi che hanno bisogno di un minimo di prospettiva storica perché una storia c'è . Una storia poco scritta che tutto quello che è passato come CS ha osservato, più o meno da vicino. 

A fine 2015 Vittorio Demicheli (Cochrane Italia) pubblicò un pezzo sul Sole 24 ore, “Piano Nazionale Vaccini, cura di trasparenza contro la teoria del complotto”; i baroni perlopiù politicizzatissimi della sanità istituzionale si produssero in una risposta autoritaria. Col senno di poi si può certificare che quella risposta autoritaria fu funzionale alla crescita dei complottismi. Erano tempi in cui ci si stracciavano le vesti per un supposto crollo delle coperture vaccinali pediatriche, mentre in realtà un progressivo calo  aveva riguardato solo la vaccinazione contro il morbillo (l'esavalente viaggiava da anni con flessioni minime sopra il 90%). Colpa degli antivaccinisti, dicevano: comodo ed efficace.

A quei tempi in Italia il PD renziano perdeva colpi e i 5 stelle avanzavano. Grillo e i 5 stelle dell'epoca non erano affatto insensibili ai venti complottisti, che fino ad allora erano una sorta di corrente carsica presente prevalentemente sui social. L'antivaccinismo e altre tendenze, tipo negazionismo delle missioni lunari, serpeggiavano nel corpo parlamentare grillino e nel movimento.

E Renzi ebbe, purtroppo, un'ideona:

Ragazzi - dice ai collaboratori il segretario del Partito democratico - dobbiamo inchiodare i grillini sui vaccini. Questa deve essere la loro Banca Etruria.

E così un serissimo tema di politica sanitaria finì per essere ridotto a fare da clava nella bagarre partitica del momento. La linea di Renzi non restò sulla carta, anche grazie all'outbreak di morbillo di quell'anno. Il morbillo 2017 fu descritto come una cosa apocalittica, mai vista prima nel dopoguerra (peccato che nel 2011 i casi fossero stati molti di più). Venne profetizzata dai soliti noti una grave recrudescenza all'apertura delle scuole, recrudescenza che non ci fu. Nel 2017 il progetto di DL Lorenzin sull'obbligo vaccinale pediatrico a Pesaro portò in piazza 20.000 persone fermamente contrarie. In quella folla c'era di tutto, Indipendentemente dalle opinioni riguardo quello che fu detto, che si trattasse di un movimento era evidente, le t-shirt arancioni lo dichiaravano. Che fosse apartitico era altrettanto evidente, anche se probabilmente i simpatizzanti cinque stelle erano una fetta rilevante di quella folla. Lì dentro c´era una miriade di sigle associative, con orientamenti anche molto diversi tra loro. La parola d'ordine era "libertà di scelta" ed era una precisa istanza politica. Se c'erano i complottisti come si presentano oggi, in quella piazza non erano eclatanti o evidenti, da quanto risulta.
Per quanto quel movimento in quel momento stesse facendo attivita´politica in senso stretto, la sua stessa struttura gli impediva di diventare soggetto politico. Ma costituiva un capitale spendibile e qualcuno, tra i leader di quelle tante associazioni, lo spese. A incassare furono uomini di 5Stelle e Lega in occasione delle elezioni politiche del 2018. Nella sua campagna elettorale Salvini non mancò di corteggiare pubblicamente tutto l'antivaccinismo italiano o quasi. Le polemiche sul DL Lorenzin produssero un'atmosfera surreale. Un insieme di strumenti sanitari (i vaccini) su tutti i media, nel linguaggio politico e in quello istituzionale erano diventati un unico articolo di fede (IL vaccino). Chiunque parlava su qualunque media di immunità di gregge e nessuno di costoro sapeva di cosa stava parlando (Immunità di gregge? 95%!).  Repubblica parlando di tetano tirava fuori l'immunità di gregge, per poi correggersi in corner (sic!). Anche negli atti pubblici era impossibile trovare coerenza o un un impianto razionale, il Presidente della Repubblica parlava di coorti vaccinali (chissà con quale cognizione di causa). Erano tempi in cui se qualcuno specificava che no, non è 95% per qualsiasi cosa non veniva ascoltato di buon grado. Il problema è che c'era dietro un po' di analisi matematica, giusto un poco. Erano i tempi del parossismo dell'advocacy vaccinale, di Burioni fenomeno social, eccetera eccetera. Il paragone tra quel dibattito pubblico e rilevanti precedenti storici (The logic of vaccination, May e Anderson, 1982) era impietoso e non nei confronti del 1982 in UK (1).

Nonostante questo tutte quelle politiche furono perseguite "nel nome della Scienza", contro la minaccia complottista/antivaccinista. Uno dei principali motori di tutto ciò, la politica preelettorale, era sparito dal quadro. Eppure si sarebbe materializzato a breve nella campagna "Scegli la scienza, vota PD".

Ma alle politiche del 2018 non vinse "la scienza": nell'immaginario di molti vinsero complottismo e antivaccinismo - il governo antivaccinista italiano diventò un leit motiv sulla stampa estera. La maggioranza giallo-verde uscita dalle urne non ebbe vita facile nel formare un governo. Quell'anno in men che non si dica i complottisti, quelli poco visibili in quella che era stata la piazza di Pesaro, arrivano nelle istituzioni: Sara Cunial arriva in parlamento dopo una campagna elettorale fondata su temi antivaccinisti, Davide Barillari è consigliere regionale nel Lazio. Viene posto ai 5 stelle il problema del rapporto con la "scienza" del movimento. Complice lo spirito dei tempi i 5 stelle aggiustano il tiro. Sì, perché nel 2018 il complottismo, quello vero sul serio, conquista il palcoscenico. Il 2018  è per esempio l'anno della sentenza sulla faccenda Bencivelli/Marcianò.

https://www.repubblica.it/green-and-blue/2018/04/24/news/false_scie_chimiche_e_odio_digitale_condannato_l_hater_che_perseguitava_la_giornalista_scientifica-267460982/

 

Il nuovo governo gialloverde finì per lasciare il DL Lorenzin al suo posto. Un timido tentativo di far slittare l'obbligo vaccinale pediatrico al 2019-2020 fallì, con l'emendamento al milleproroghe che fu ritirato. Si titolò "La maggioranza fa dietrofront sui vaccini" e Mattarella, garante delle istituzioni e della "scienza" (stessa cosa, ormai) commentò indirettamente

Nei confronti della scienza non possiamo esprimere indifferenza o diffidenza verso le sue affermazioni e i suoi risultati

Nel periodo natalizio del 2018 il Tempo pubblicò in prima pagina gli "scandalosi" risultati di improbabili "analisi sui vaccini". Dietro la cosa c'erano i vertici dell'Ordine Nazionale dei Biologi (diventato la casa sicura dell'antivaccinismo italiano). Quelle "analisi", per come erano descritte e per come se ne erano interpretati i risultati, erano monnezza che gridava vendetta al Cielo. E soprattutto, nonostante la convinzione di chi sosteneva il contrario, erano politicamente insignificanti, anzi deleterie. Erano un futile "la mia scienza contro la tua scienza". "Libertà di scelta" non era più all'orizzonte. Il diritto di scelta, anzi, di rifiuto, veniva fondato sul fatto che "i miei scienziati dicono che i vaccini sono fatti male e fanno male". La libertà di scelta non era più un principio: derivava da "risultati scientifici", esattamente come l'obbligo vaccinale derivava dalla "scienza". Da un punto di osservazione in qualche modo privilegiato sui social notai una progressiva radicalizzazione del quadro. Il diritto passava in secondo piano, la cosa essenziale era "La Verità" e "La Verità" era un motivo identitario forte. "La Verità" non era discutibile o emendabile. Motivo identitario forte più indiscutibile Verità: it's a cult! E' una setta e per il settario niente è negoziabile, mentre la politica democratica non può esistere senza margini negoziabili - poi la differenza la fa cosa  viene ritenuto negoziabile, cosa no. 

Dalla piazza politica ma apartitica di Pesaro nel 2017, con le sue precise istanze, si era arrivati a un settarismo impolitico, ma intrecciato con il discorso politico corrente e usato in ogni modo dal potere di turno, cosa che è stata ben vista durante la crisi COVID.

E' da questo punto di vista che ho letto con interesse l'articolo di Sara Gandini e Paolo Bartolini e poi mi sono procurato il libro in questione.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/02/08/complottismo-conformisti-semplificatori-terza-strada/7868659/


(To be continued)

(1) CS venne fuori all'epoca. Velocemente attorno alla sigla si raccolse un gruppetto di persone con lauree "pesanti" a cui i conti non tornavano, letteralmente, e che si erano francamente scocciate di veder spacciare per scienza certe pagliacciate.

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