domenica 16 marzo 2025

LA SCIENZA PER IL RIARMO EUROPEO, MA ANCHE NO

 

https://www.repubblica.it/politica/dossier/una-piazza-per-l-europa/2025/03/15/video/una_piazza_per_leuropa_elena_cattaneo_leuropa_e_sempre_stata_baluardo_della_conoscenza-424065464/?rpl=1

Spettacolo rivoltante vedere bandiere della pace a una manifestazione per il riarmo europeo. Quando ho letto che la senatrice a vita Elena Cattaneo avrebbe partecipato non mi sono stupito. E infatti, dopo l'usuale retorica sulla ricerca biomedica, al minuto 4 del video la senatrice somministra la benedizione della "scienza" al riarmo europeo contro "i nemici"  - cioè la Russia e pure, potenzialmente, gli USA: ennesima dimostrazione di quanto il discorso di certa politica possa essere del tutto sprezzante del ridicolo. 

Quindi abbiamo la scienza unita per 800 miliardi in più di spesa militare europea?

No, affatto. Internazionale quanto la ricerca di cui parla la Cattaneo c'è un movimento di segno del tutto opposto e il suo appello merita la massima diffusione:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSf8SMOkUCIyLrXWi101tguGYa42BnIF9yLjTztnbOo0ND60FQ/viewform

Nei tempi oscuri che stiamo vivendo una cosa ci è chiara, limpida e cristallina: la guerra affama i popoli e arricchisce i produttori di armi; e coloro che invocano la necessità di andare in guerra non sono coloro che tale guerra la combatteranno davvero. Dal momento in cui si annuncia la corsa agli armamenti, e ancor più quando i giovani e le giovani europee saranno mandate al fronte, ci sarà un solo vincitore: le oligarchie internazionali che traggono benefici dal mercato delle armi; e ci sarà un solo perdente: i popoli, a qualunque nazione essi appartengano. 

Per questa ragione ci appelliamo al mondo della cultura, della ricerca e dell’insegnamento perché si schieri contro questa barbarie montante, rifiutandosi  a tutti i costi di rifornire di braccia, parole, denaro, speranze, idee e progetti questa delirante corsa verso l’abisso; contrastando ogni volta che è possibile i proclami guerrafondai di opinion makers accecati da sogni di gloria o dalla convinzione che si possano difendere nobili valori e principi con mezzi che li contraddicono alla radice; e, soprattutto, rifiutandosi di sostenere in ogni modo gli stati e i leaders che promuovono la guerra.

E direi che non c'è altro da aggiungere, se non concludere come l'articolo su ROARS: si vis pacem para pacem.

PS: Pare che la causa della guerra in Italia non abbia un travolgente supporto dell'opinione pubblica (32%, secondo i sondaggi). Eppure leggendo i commenti impregnati di idiozia militante sotto al pezzo di Sara Gandini e Paolo Bartolini sul Fatto Quotidiano le cose sembrerebbero del tutto diverse: ennesima dimostrazione dell'effetto deformante della rete.

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