giovedì 20 aprile 2023

CHISSA'

 

 


 

Chi sa che pensa, chi sa che dice
Prete Appetito divoratrice!
Forse egli medita, nel nero core,
Qualche vendetta sterminatore!


Renato Fucini (https://it.wikipedia.org/wiki/Renato_Fucini), pace all'animaccia sua, ha avuto la sfortuna di essere un immenso autore minore. Il prete  "un giorno incontrando per strada David Fucini gli aveva detto: “Lasciatemi andare, dottore, perché ho un appetito divoratrice”. Il medico fece notare l’errore al sacerdote, ma Don Loia, inviperito, sosteneva d’aver detto bene, per cui meritò di passare alla storia per questo epigramma fuciniano" (https://www.liominiboni.it/2020/10/04/renato-fucini-vinci-vinciaresi/).

Io di "preti appetito divoratrice" in cinque anni di isocial ne ho incrociati fin troppi. Il che dovrebbe dire qualcosa sulla fenomenologia nazionale: le bestiacce in carica non sono mai state un'eccezione. In questa prospettiva essere stato bersaglio di alcune vendette sterminatori (a vuoto) è stato anche divertente.

Ma alla fine, seguendo i versi dell'illustrissimo minore, certe contese si regolano meglio in rima. Lui di contese ne ebbe una con tal Milloschi, maestro di scherma. E invece che in punta di fioretto finì in un'ode al Milloschi, immaginato defunto in duello, con rime in aschi, uschi aschi, eschi, ischi, oschi:

A onta dei toschi 

E onor dei tedeschi

Io canto il Milloschi

In versi berneschi

Il corpo a rabeschi 

Finì del Milloschi

Più fieri i Tedeschi 

Rimirano i Toschi

Perché il prò Milloschi 

Faceva gli Etruschi

Nei moti più foschi, 

Nell'armi più bruschi

...

'Ndo giace il Milloschi

Ci fece il sor Ruschi

Piantare tre peschi

Dal prete Falaschi

Perciò quando caschi 

Del Ruschi nei boschi

Se vedi tre peschi

Dirai: C'è il Milloschi!


(E' una ricostruzione a memoria, sono lontano dal libro nella biblioteca di casa e il Fucini non ha fortuna nel web 2.5)

Qualcuno noterà qualche affinità del grande minore locale con il Giusti, quello di vostr'eccellenza che mi sta in cagnesco, nonché forse con Belli. Il Fucini non visse gli stessi periodi periodi storici né le stesse esperienze, però in larga parte condivideva lo spirito, l'attitudine dei due nomi citati, Con l'aggiunta muta, piangente disperazione di fronte al degrado e all'ignoranza comune tanto alle bestiacce in carica quanto a certe plebi abbrutite nei vichi sperduti.

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