martedì 10 novembre 2020

LA CURVA, LA BIBLIOGRAFIA

Non imparano mai. Ma proprio mai. Per questo mi uscì un "come le pigne verdi" (https://www.facebook.com/chimicoscettico.blogspot/posts/2790906881128181). Paradossalmente quel che il 4 di marzo andava bene (https://www.facebook.com/chimicoscettico.blogspot/posts/2653994038152800) il 15 di ottobre non valeva più.
Cosa succedeva a marzo? Fioccavano esponenziali e logistiche. Cosa succedeva il 15 di ottobre? Fioccavano esponenziali e logistiche. DIfferenza? Il lockdown. Retropensiero: con i lockdown abbiamo l'ondata epidemica, senza lockdown casi sempre crescenti o giù di lì? (Strano che nei pianeti alieni senza lockdown in primavera i casi infinitamente crescenti non li abbia visti nessuno - più o meno danni, ma ovunque l'ondata epidemica è stata a forma di ondata epidemica - curioso, vero?).

"E' facile capire che - essendo la popolazione italiana finita - la curva dei contagi potrebbe assomigliare ad una curva di crescita logistica. Esponenziale lo può essere localmente, nel brevissimo periodo"
"Eccone un'altro che non ha mai aperto la bibliografia minima sul tema"
"Ho un PhD in matematica"
" E con ciò? L'hai fatta la bibliografia minima o ti credi superiore a queste scemenze?"

Questo un breve scambio ottobrino tra un PhD in matematica e il sottoscritto. Poi la cosa è degenerata, e quindi è facile indovinare dove questo dialogo si trovi immortalato.
Fermo restando che non ogni crescita è esponenziale e ogni sigmoide non è una logistica, un modello SIR per un singolo outbreak ha tre gruppi di soluzioni: due sigmoidi (suscettibili e recovered) e una campana (infetti). E questa è roba consolidata da quasi un secolo che però viene regolarmente dimenticata.
Ci sono due grossi gruppi con un rapporto controverso con la bibliografia: quelli che non la capiscono, perché non ne hanno gli strumenti, e quelli che non se la leggono, pur avendo gli strumenti per capirla, perché non ne hanno voglia e si ritengono superiori alla cosa.

Riccardo Giacconi, che poi avrà un Nobel per la fisica, quando venne chiamato ad occuparsi di radiotelescopia RX, non avendo familiarità con l'argomento, che fece?
Si fece una ricerca bibliografica e si studiò la bibliografia. E questo in tempi in cui era tutto cartaceo, e una ricerca bibliografica voleva dire giorni in biblioteca, non una mezz'ora davanti a un PC (been there, done that).
Oggi la maggioranza di chi disquisisce di modelli evidentemente si sente molto, molto più avanti di Giacconi, che comunque veniva da un periodo stupidamente arretrato, senza rete e senza potenza di calcolo. Lo stesso periodo di Penrose e di Prigogine.

Poi ci sono posizioni più sottili, che sarebbero "i numeri sono numeri però io ritengo che questa volta è esponenziale e lo resterà". Perché il buon senso. Perché questo e quell'altro. Che in teoria dovrebbero commentarsi da sole. In teoria.
In pratica sottraggono il tema alla sopra citata bibliografia, all'analisi del dato (perché ormai il tracciamento è saltato, come se di dati non ne esistessero altri), per spostarsi nel campo dell'indecidibile, e quindi dei messaggi semplici: che piova o ci sia il sole ombrello sempre aperto, che basta e avanza. E se non è bastato è perché gli ombrelli erano troppo piccoli, o perché erano rossi.
Ma magari tra un mese ci accorgeremo che quelli senza ombrello si sono bagnati quanto quelli che hanno usato l'ombrello che è stato distribuito, chissà...


Nell'immagine l'occupazione delle terapie intensive al 10/11, fonte https://www.infodata.ilsole24ore.com/…/terapie-intensive-s…/ . La linea verticale rossa segna la soglia d'allerta (30% di occupazione). Ora, o al Sole24Ore stanno facendo un pessimo, pessimo lavoro, oppure chi parla di saturazione delle terapie intensive esagera "un poco".
Quella dell'immagine è la fotografia di una situazione grave in diverse regioni, ma non di un sistema collassato, e molti lo davano ko per la fine di ottobre (e continuano a darlo ko oggi); se, e sottolineo SE, la diminuzione nella crescita dei *sintomatici* figurerà anche nei dati consolidati, le TI potrebbero non raggiungere la saturazione neanche in Lombardia. Incrociamo le dita.
Probabilmente l'immagine sarà bollata come "narrazione pericolosa", da qualcuno, perché ormai s'è capito come gira: per alcuni la vera minaccia è roba del genere. Hanno la faccia tosta di etichettarla come "negazionismo soft". E cosa vuoi dialogare con 'sta gente...

 

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