mercoledì 14 settembre 2022

I DUE WALTER



Se si deve parlare di immagine della chimica nella fiction non si può non parlare di Breaking Bad (http://pubsapp.acs.org/cen/science/86/8609sci1.html?). La serie non ha bisogno di presentazioni, ma vorrei far notare alcune cose.
Nei primi episodi la chimica messa in scena era molto precisa, forse pure troppo. Una correzione di rotta piuttosto evidente fu imposta, probabilmente perché qualcuno avrebbe potuto pensare di usare la serie come un manuale per fare meth e questo avrebbe procurato grossi guai. Credo comunque che rimanga un caso assolutamente unico: Walter White mette su un kilolab con palloni da 12 litri e il setup di reazione è quasi giusto - molto quasi, è da pazzi lavorare con un 12 litri senza agitazione meccanica ma, appunto, si cercava di essere quanto più possibile vicini alla real thing senza fornire un manuale per cucinare metanfetamina.
La storia di Walter White, ex chimico dell'industria che si ritrova a insegnare scienze in liceo e senza soldi per curarsi un tumore vede la luce nel 2008, all'inizio del peggior periodo degli ultimi 20 anni quanto a livelli occupazionali del settore in occidente: ai tempi in molti pensavano che la chimica ormai fosse una commodity low cost, roba da indiani o cinesi.
Dal realismo di Walter White passiamo alla science fiction di Walter Bishop che, guarda caso, vede la luce nello stesso anno, il 2008. Al di là di tutta la (fantastica) sf della serie, Walter Bishop ha diversi agganci al reale: ex ricercatore governativo, ex professore universitario e ex imprenditore (cofondatore di Massive Dynamic), per esempio, eppure scientist to the core e come tale percepito (per quanto nella serie parta con la nomea di scienziato pazzo internato in manicomio). Al di là dell'irrealistica varietà delle competenze tecniche del personaggio, che passa dalla chimica alla fisica all'ingegneria con nonchalance, e dell'immensa interpretazione di John Noble, che sottolinea la poliedricità del personaggio, qualche aggancio alla realtà non manca. I setup della vetreria nel laboratorio di Bishop a Harvard sono più realistici di quanto mediamente presentato su uno schermo televisivo. E Bishop ha qualcosa che manca completamente a White: amore per musica e letteratura, che si traduce in un flusso di citazioni che la intrecciano con la (fanta)scienza.
Al tempo Walter White mi ispirava solidarietà ma Walter Bishop mi affascinava.

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.

CHI SONO? UNO COME TANTI (O POCHI)

Con una laurea in Chimica Industriale (ordinamento ANTICO, come sottolineava un mio collega più giovane) mi sono ritrovato a lavorare in ...