domenica 8 marzo 2026

8 MARZO E RADICI

https://www.storicang.it/foto-del-giorno/alle-origini-dell8-marzo_16046

La storia della Giornata internazionale della donna, istituita dall’ONU nel 1977, ha in realtà radici più antiche e dalla forte connotazione politica, che risalgono alla prima metà del XX secolo. L’8 marzo 1917 (secondo il calendario gregoriano: in Russia era la fine di febbraio) le donne di San Pietroburgo guidarono infatti una grande manifestazione che reclamava la fine della partecipazione del Paese alla Prima guerra mondiale, e che fu la miccia della Rivoluzione russa di febbraio e della fine degli zar. Fu così che nel 1921, durante la Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste, si decise di fissare all’8 marzo la data condivisa della Giornata internazionale dell’operaia. Fu poi l’istituzione di una giornata “per i diritti della donna e per la pace internazionale” da parte dell’ONU, che si fece coincidere appunto con l’8 marzo già celebrato in molti Paesi, ad assegnarle definitivamente il valore universale che conosciamo oggi: quello di un’occasione per celebrare e sostenere il riconoscimento dei diritti delle donne e la loro piena e paritaria partecipazione alla vita civile, economica, sociale e politica. 

giovedì 5 marzo 2026

ENTROPIA (IN UK) E IMPARARE AD ESSERE INVISIBILI (RELOADED)

 

 Quindi macchine cicliche reversibili devone produrre il massimo del lavoro. Un corollario di queste conclusioni è che tutte le macchine cicliche reversibili devono produrre la stessa quantità di lavoro indipendentemente dalla loro costruzione. Inoltre, la cosa più importante, poiché tutte le macchine reversibili  producono la stessa quantià di lavoro da una certa quantità di calore, la quantità di lavoro generata da una macchina termica è indipendente dalle priopretà del materiale della macchina termica; può dipendere solo dalle temperature del serbatoio freddo e da quella del serbatoio caldo.
Questo ci porta alla conclusione più importante del libro di Sadi Carnot:
"La capacità di svolgere lavoro del calore è indipendente dagli agenti utilizzati per produrlo; la sua quantità è fissata unicamente dalla temperatura dei corpi tra cui si effettua il trasferimento di calore"
Carnot non derivò un'espressione matematica per la massima efficienza raggiungibile da una macchina rermica reversibile nei termini delle temperature di fonte calda e fredda. Questo fu fatto in seguito da altri che capirono l'importanza delle sue conclusioni. Carnot trovè comunque un modo di calcolare la quantità massima di calore generabile. (Per esempio concluse che "1000 unità di calore che passano da un corpo mantenuto alla temperatura di 1 grado a un altro corpo mantenuto a 0 gradi producono, agendo sull'aria, 1.395 unità di forza motrice")

Sebbene Sadi Carnot usasse la teoria calorica (https://en.wikipedia.org/wiki/Caloric_theory  , NdCS) per giungere alle sue conclusioni, le sue successive note scientifiche rilevavano che la teoria calorica non era supportata da esperimenti. Di fatto Carnot comprese l'equivalenza meccanica del calore e stimò anche il corrispondente fattore di conversione come circa 3,7 joule per caloria (il dato più accurato è 4,18 joule per caloria). Sfortunatemente il fratello di Sadi Carnot, Hyppolite Carnot, in possesso delle note scientifiche di Sadi dopo la sua morte nel 1832, non le rese note alla comunità scientifica fino al 1833. Fu l'anno in cui Joule pubblicò il suo primo articolo. Nel frattempo l'equivalenza tra lavoro e calore e la legge di conservazione dell'energia erano ben note grazie al lavoro di Joule, Helmoltz, Mayer e altri (il 1878 è anche l'anno in cui Gibbs pubblicò il suo famoso lavoro Sull'Equilibrio delle Sostanze Eterogenee - https://ilchimicoscettico.blogspot.com/2018/07/su-uova-e-maionese-avremmo-dovuto.html , NdCS). Il brillante lavoro di Sadi Carnot rimase trascurato finché Emile Clapeyron non incappò nel libro di Carnot nel 1833

(Il resto è storia, e quel calore che non si trasforma in lavoro se ne va in entropia https://ilchimicoscettico.blogspot.com/2018/04/entropy-in-uk.html)


Forse qualcuno se ne ricorda, o forse no: alcuni temi assolutamente classici delle scienze sui social italiani erano diventati conflittuali (divisivi, per usare un termine più attuale).
Alcuni esempi?
Mi ricordo delle reazioni isteriche o accuse di proporre materiale obsoleto nei confronti delle citazioni dei lavori di Robert May e Roy Anderson. Lasciamo perdere l'oggettiva rilevanza storica e attuale del loro lavoro. Il contesto riguarda le immagini e i segni, ma proprio nel regno del segno costoro erano stati legittimati: sono citati in primo piano in uno dei libri più totemici degli ultimi anni in una certa area, specialmente nel periodo del COVID, Spillover di David Quammen, che è del 2012. E mi ricordo di "le teorie del caos sono il nuovo marker dell'antivaccinismo". Quanto a entropia, poi, di bestialità se sono sentite fin troppe.

Erano temi conflittuali perché non si incastravano nella favola bella.
Quale favola bella? Quella della "narrativa della scienza", o scienza-segno, o simulacro, che nonostante tutto continua ad andare per la maggiore in Italia.
Quanto questa favola avesse velleità monopolistiche, lo si è ben visto negli anni del COVID, quando in tanti (troppi) hanno provato a gettare il marchio dell'infamia su chiunque mettesse in dubbio una qualsiasi parte del "dogma gestione pandemia". E si è anche visto quali siano state le conseguenze politiche di quella attitudine: la prevalenza di una destra MAGA/MAHA, anche in Italia. 

Quella  narrativa dogmatica aveva e ha tutti i tratti del mito fondativo, un mito che questo blog fin dall'inizio non ha mai voluto sottoscrivere. Ma era una narrativa con cui alcuni elementi del sistema di potere italiano si giustificavano (nel senso: si rendevano giusti). Finché il potere non è stato preso da chi ha deciso di sposare l'opposto speculare di quel dogma, ma con gli stessi identici metodi e con velleità autoritarie anche più spiccate.

Ne deriva che, in questo contesto, imparare ad essere invisibili (e militanti) può essere una tattica più che valida.
Sorridete!

PS: Il corsivo iniziale è la mia traduzione di un testo mai tradotto in italiano: Modern Thermodynamics: From Heat Engines to Dissipative Structures, Dilip Kondepudi, Ilya Prigogine, 1998.

PPS: Questo post, pubblicato nel novembre 2022, è stato rieditato.

lunedì 2 marzo 2026

INTELLIGENZA ARTIFICIALE: COME INFLUISCE SUL MERCATO DEL LAVORO

https://www.nytimes.com/2026/01/21/business/ai-hiring-tools-lawsuit-eightfold-fcra.html

 

Il New York Times del 21 gennaio riportava una causa legale intentata da un gruppo di candidati contro Eightfold AI, fornitore di software di screening AI per il recruiting, usato da grandi aziende come Microsoft, PayPal, Morgan Stanley e altre Fortune 500.

I querelanti, guidati da Erin Kistler e Sruti Bhaumik, sostengono che gli strumenti AI di Eightfold violino il Fair Credit Reporting Act (FCRA), la legge federale che regola le agenzie di reporting creditizio e consumer reports, e la corrispondente legge californiana (ICRAA). Secondo loro il sistema Eightfold raccoglie enormi quantità di dati personali da fonti come LinkedIn e altri siti (su oltre un miliardo di profili), crea "dossier" dettagliati e assegna punteggi da 0 a 5 sulla "probabilità di successo" di un candidato per un ruolo specifico. Questi punteggi fungono da base per le decisioni sull'esito della domanda per una posizione, funzionando come i report creditizi per l'erogazione di prestiti o carte di credito, ma senza rispettare obblighi FCRA: autorizzazione esplicita, disclosure dei dati, possibilità di contestare errori o inesattezze, senza notifiche riguardo il proprio status di "impiegabile".

I candidati vengono esclusi automaticamente prima di un contatto umano, senza feedback sul perché il loro punteggio è basso o su quali dati siano stati usati - dati spesso imprecisi, incompleti o male interpretati - ricordiamo che qualsiasi sistema di cosiddetta IA è soggetto ad errore. La causa, depositata il 20 gennaio 2026 nel tribunale superiore della Contra Costa County (California), è una class action che cerca di obbligare Eightfold a maggiore trasparenza e conformità (e a rifondere un danno tutto da quantificare).

Ma non finisce qui. A un evento di IBEC (Irish Business and Employers Confederation, praticamente la confindustria irlandese) è intervenuto il professor Joseph Fuller, fondatore e co-direttore del progetto Managing the Future of Work alla Harvard Business School, co-direttore di Harvard Project on the Workforce.

https://www.irishtimes.com/business/work/2025/10/22/ai-bias-in-recruiting-leading-to-shortage-of-top-candidates-ibec-event-told/


Il continuo sviluppo dell'IA avrà un impatto enorme, ma la sua applicazione nel settore delle assunzioni evidenzia finora sia i suoi pericoli che i suoi benefici, ha dichiarato alla conferenza il Prof. Joseph Fuller, specializzato in Management Practice alla Harvard Business School. Molti candidati altamente qualificati, tra cui molte donne, vengono esclusi dai processi di selezione nelle fasi iniziali a causa di filtri arbitrari, ha aggiunto.

Se c'è una cosa a cui i decisori del privato capitalista non sanno resistere è l'hype sull'ultimo strumento per lo streamlining - che tradotto significa meno forza lavoro e meno costi. Questa faccenda dell'IA nel reclutamento ha iniziato espellendo i lavoratori destinati allo screening dei profili, cioè il livello più basso. Ora la questione sta lentamente crescendo. A detrimento delle stesse aziende che usano questi strumenti? Anche, e certo non è una novità, nonostante quanti continuano a predicare il mercato come governato da agenti razionali.

 

giovedì 26 febbraio 2026

DA ASIMOV A BRYSON, DAL RIGORE ALL'ACCESSIBILITA'

Isac Asimov
Ci sono due libri di divulgazione che possono idealmente tracciare una traiettoria significativa che attraversa gli ultimi 50 anni, e condividono persino metà del titolo. Il primo è A Short History of Chemistry di Isaac Asimov.

La fama mondiale di Asimov è legata alla sua narrativa fantascientifica. Chi non ha mai sentito parlare delle tre leggi della robotica potrebbe aver visto almeno una pubblicità della serie Foundation. Ma Asimov era chimico di formazione — aveva un dottorato in chimica e insegnò biochimica alla Boston University School of Medicine per diversi anni. Scrisse anche diversi libri di divulgazione scientifica, tra cui A Short History of Chemistry. Fu pubblicato nel 1965 da Anchor Books nella collana Anchor Science Study Series, e il progetto editoriale in sé è già degno di nota:

La Science Study Series offre a studenti e al pubblico generale la scrittura di autori illustri sui temi più stimolanti e fondamentali della scienza, dalle particelle più piccole conosciute all'intero universo. Alcuni dei libri parlano del ruolo della scienza nel mondo dell'uomo, della sua tecnologia e civiltà. Altri sono di natura biografica, e raccontano le affascinanti storie dei grandi scopritori e delle loro scoperte. Tutti gli autori sono stati selezionati sia per la competenza nei campi che trattano sia per la capacità di comunicare le loro conoscenze specifiche e i loro punti di vista in modo interessante. Lo scopo principale di questi libri è fornire una panoramica alla portata del giovane studente o del profano. Si spera che molti dei libri incoraggino il lettore a condurre le proprie ricerche sui fenomeni naturali.

Si noti che uno dei requisiti per gli autori era la competenza nel proprio campo. Questo è un classico esempio di prodotto middlebrow rivolto sia al giovane studente sia al profano animato da curiosità o interesse. A Short History of Chemistry, che può sembrare narrativo e quasi romanzesco nei suoi capitoli iniziali sulla chimica nell'antichità, diventa molto rigoroso e denso quando inizia con la storia dell'alchimia, poi la rivoluzione scientifica del XVII secolo, e poi la chimica moderna del XIX e della prima metà del XX secolo. Manca chiaramente dello spirito umanistico di Bettex, ma segue in larga misura il suo schema, organizzando la costruzione dei principi chimici per aree concettuali, riferendo sempre le scoperte sperimentali, dalla teoria atomica alle reazioni nucleari. L'unico aspetto che rende il libro datato è che fu scritto poco prima della grande rivoluzione nella chimica del Novecento - la chimica quantistica. Gli orbitali atomici e molecolari non compaiono nella storia della chimica di Asimov, sebbene l'autore menzioni Pauling, la natura ondulatoria dell'elettrone e le occasioni in cui essa si manifesta. Le funzioni d'onda non erano ancora diventate rilevanti quando aveva conseguito il suo dottorato in chimica.

Per continuare la traiettoria ideale tracciata dal primo capitolo, arriviamo all'inizio del terzo millennio con A Short History of Nearly Everything di Bill Bryson. Bryson, nato nel 1951 a Iowa (USA), abbandonò l'università dopo due anni (studiava giornalismo alla Drake University). Iniziò come giornalista, lavorando per quotidiani britannici e americani, e si fece un nome con libri di viaggio umoristici e di osservazione: Notes from a Small Island (sul Regno Unito), A Walk in the Woods (sul sentiero degli Appalachi), In a Sunburned Country (Australia). Decise di scrivere questo libro per rimediare alla propria ignoranza in campo scientifico. Il libro è il risultato di anni di ricerche e interviste con ricercatori, con un'ambizione così vasta da sembrare quasi grottesca: spiegare in modo accessibile la storia dell'universo, della Terra, della vita e della conoscenza umana — dal Big Bang alla geologia, dalla chimica alla biologia evolutiva, dalla paleontologia alla fisica quantistica. È facile notare che il progetto editoriale è completamente diverso da quello della Anchor Books Science Study Series: Bryson non è affatto un autore illustre noto per la propria competenza, conoscenza specifica o punti di vista. Ed è il primo a dirlo, nell'introduzione del libro. Il suo lavoro è comunicazione e narrazione; il contenuto è stato fornito da altri. Il risultato? "Il miglior libro divulgativo di sempre" — un incredibile successo commerciale con più di due milioni di copie vendute, ben al di là di un semplice fenomeno editoriale, che gli valse sia l'Aventis Prize sia il Premio Descartes per la comunicazione scientifica. Si presti attenzione all'apertura dell'introduzione del libro:

Benvenuto. E congratulazioni. Sono lieto che tu ce l'abbia fatta. Arrivare fin qui non è stato facile, lo so. In realtà, sospetto che sia stato un po' più difficile di quanto tu ti renda conto.

Per cominciare, affinché tu fossi qui adesso, migliaia di miliardi di atomi alla deriva hanno dovuto assemblarsi in un modo intricato e stranamente compiacente per crearti. È un assetto così specializzato e particolare che non è mai stato tentato prima e esisterà una sola volta. Per i molti anni a venire (si spera) queste minuscole particelle si impegneranno senza lamentarsi in tutti i miliardi di abili e cooperative operazioni necessarie a mantenerti integro e a farti sperimentare quello stato supremamente gradevole ma generalmente sottovalutato noto come esistenza.

Il motivo per cui gli atomi si diano questa pena è un po' un enigma. Essere te non è un'esperienza gratificante a livello atomico. Nonostante tutta la loro devota attenzione, i tuoi atomi non si preoccupano davvero di te — anzi, non sanno nemmeno che sei lì. Non sanno nemmeno di essere lì. Sono particelle prive di coscienza, dopotutto, e nemmeno esse stesse sono vive. (È un pensiero un po' sconcertante che se ti smontassi con le pinzette, un atomo alla volta, produrresti un mucchio di fine polvere atomica, nessuna delle quali è mai stata viva ma tutta la quale è stata un tempo te.) Eppure in qualche modo, per la durata della tua esistenza, risponderanno a un unico impulso dominante: tenerti te.

Questo è intrattenimento — puro sense of wonder pop, piuttosto lontano dallo scrivere di scienza. A pensarci bene, questo potrebbe essere lo script del pilota di una serie di documentari televisi. E ogni capitolo del libro potrebbe costituire uno dei documentari. Il formato di ciascun capitolo è spesso televisivo: aneddoti, interviste, focus sulle biografie di molti scienziati famosi, accessibilità. Molti dei temi sono classici e avvincenti — i fossili, le origini dell'universo, della Terra, della vita, dell'uomo, le epidemie, le estinzioni di massa. Molte scienze naturali (paleontologia, paleoantropologia, biologia, geologia), meno fisica, ancora meno chimica. E quindi molto sulla vita di Einstein, ma relativamente poco — e alquanto confuso — sulla relatività generale. Max Planck, Niels Bohr ed Erwin Schrödinger sono menzionati, ma le funzioni d'onda no. Quando si arriva alla meccanica quantistica, il meglio che Bryson riesce a offrire è questo:

In realtà, come i fisici avrebbero presto capito, gli elettroni non assomigliano affatto a pianeti in orbita, ma piuttosto alle pale di un ventilatore in rotazione, riuscendo a riempire ogni angolo dello spazio nelle loro orbite contemporaneamente (ma con la differenza cruciale che le pale di un ventilatore sembrano solo essere ovunque contemporaneamente).

Oppure questo:

L'elettrone non vola intorno al nucleo come un pianeta intorno al suo sole, ma assume piuttosto l'aspetto più amorfo di una nuvola. Il "guscio" di un atomo non è qualcosa di duro e lucido, come le illustrazioni a volte ci inducono a supporre, ma semplicemente il più esterno di questi soffici ammassi di elettroni. L'ammasso stesso è essenzialmente solo una zona di probabilità statistica che segna l'area oltre la quale l'elettrone si avventura molto raramente. Così un atomo, se lo si potesse vedere, assomiglierebbe più a una pallina da tennis molto sfocata che a una sfera metallica dai bordi netti.

Si potrebbe dire che negli ultimi anni è facile trovare di molto peggio in circolazione, ma "la scienza per chi odiava la scienza a scuola", come qualcuno ha descritto il libro, incarnava un paradigma completamente diverso da quello della Short History di Asimov: dalla storia del processo scientifico alla narrazione della scienza, dal middlebrow al pop, all'infotainment - e al bestseller globale.

Il bestseller di Bryson è apparso prima dell'avvento dei social media, ma ha stabilito un canone e dimostrato la sua efficacia nell'attrarre pubblico sacrificando, in nome dell'accessibilità, la natura costitutiva di quelle che chiamiamo le scienze galileiane:

La filosofia naturale è scritta in questo grandioso libro — l'universo — che ci sta continuamente aperto dinanzi agli occhi. Ma il libro non si può capire se prima non s'impara a intender la lingua e conoscer i caratteri ne' quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri sono triangoli, cerchi ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto. (Galileo Galilei, Il Saggiatore)

Bryson mostra a malapena l'equazione della forza gravitazionale e E=mc², e il linguaggio della matematica viene in effetti espunto in favore della narrazione e dell'intrattenimento. Ma senza di esso, come scrisse Galileo, ci si aggira invano in un oscuro labirinto. Ad ogni modo, A Short History of Nearly Everything ha codificato uno standard persistente, tanto persistente che una versione 2.0 del libro è stata pubblicata nel 2025.


lunedì 23 febbraio 2026

IL CIRCO DI VINAY PRASAD SUL VACCINO MODERNA

 

https://www.statnews.com/2026/02/18/fda-moderna-reverse-course-flu-vaccine/

Contrordine! Il rifiuto di esaminare la pratica per l'approvazione del vaccino antiinfluenzale mRNA Moderna è stato cancellato. Cosa diceva quella fonte FDA anonima a STAT? Se modificano la richiesta con l'indicazione fino ai 64 anni di età... e così è stato. La pratica ora viaggerà per due strade diverse: quella normale per l'indicazione "fino a 64 anni", e quella dell'approvazione accelerata per l'indicazione dai 65 anni in su, che di fatto prevede un supplemento di trial post approvazione.

I circoli MAGA/MAHA si erano esaltati per il "refuse to file" firmato personalmente da Vinay Prasad. Il nuovo corso del processo di approvazione sarà facilmente venduto dai minions di RFK jr con un "finalmente l'azienda ha accettato di seguire le linee di FDA", cioè con un'altra finzione. L'importante è fare circo per compiacere il proprio elettorato e compattarlo: le elezioni di midterm si avvicinano (saranno a novembre) e sul fronte più ampio le cose per l'amministrazione Trump non vanno a gonfie vele:

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha dato seguito venerdì a quanto ci si aspettava, viste le valutazioni in cui i giudici avevano espresso scetticismo verso i fondamenti costituzionali dei dazi del cosiddetto "Liberation Day" di Donald Trump, e si è pronunciata contro i dazi del presidente.

Confermando la sentenza di una corte d'appello federale che aveva dichiarato illegale la manovra di Trump, la maggioranza di 6 a 3 — comprendente due dei giudici nominati dallo stesso Trump (che lui ha attaccato in termini molto personali) — ha ribaltato la politica economica di punta del presidente. In una successiva conferenza stampa, il settantanovenne è passato rapidamente all'attacco.

Trump ha definito alcuni dei giudici una "vergogna" e dei "traditori", alludendo a non meglio specificate cospirazioni straniere ordite da - come lui stesso li ha definiti - "miserabili" intenzionati a influenzare la Corte. La storica sconfitta giunge mentre il tasso di approvazione di Trump è in calo a causa della sua gestione dell'economia e della sua rete di rastrellamenti di immigrati a livello nazionale.
(David E. Rovella su Bloomberg)

https://www.bloomberg.com/news/newsletters/2026-02-20/trump-erupts-as-liberation-day-tariffs-struck-down-evening-briefing-americas

Per ritornare al vaccino Moderna, Derek Lowe fa notare che in realtà siamo solo all'inizio del processo di approvazione: Prasad e Makary hanno tutto il tempo per preparare nuove sorprese, per galvanizzare ancora una volta i propri simpatizzanti. E' così che gli uomini MAHA concepiscono la loro presenza nell'agenzia: guadagnare esposizione mediatica, nutrire la propaganda, ribadire davanti al mondo i cardini della propria ideologia.

 

giovedì 19 febbraio 2026

MAHA, VACCINI E PILLOLE PER DIMAGRIRE

Make America Healthy Again. Certo, come no.

Un'azienda sta sviluppando un prodotto. Fin dall'inizio parla con FDA per concordare il disegno dei trial clinici. L'azienda spende diverse centinaia di milioni per svolgere i trial arrivando a concludere con successo il trial di fase III come concordato e conferisce a FDA i dati. Gli uffici dell'agenzia iniziano a lavorare alla pratica. Tutto a posto? No. Arriva uno degli uomini MAHA installati nell'agenzia negli ultimi mesi e blocca tutto, inviando all'azienda un bizzarro "Refuse to file", firmato di persona. Perché?

Perché l'azienda è Moderna e il prodotto è un vaccino mRNA. E l'uomo MAHA, Vinay Prasad, ritiene che i vaccini mRNA siano l'ipostasi del male. Lui adduce come motivazione la non aderenza dei trial al golden standard of science, che ormai va bene in ogni occasione: qualsiasi fosse stato il disegno del trial, per andar bene a lui avrebbe dovuto essere fatto in un altro modo.

Facile prevedere che Moderna proverà in qualche modo a venirne fuori: "È del tutto possibile che se tornano, magari mostrando anche un po' di umiltà e [dicendo] che: 'Sì, non abbiamo seguito la vostra raccomandazione, questi sono i dati che abbiamo, e diamo solo un'occhiata al gruppo dai 50 ai 65 [sic] anni, dove c'è un po' più di equilibrio nel disegno,' allora il team di revisione potrebbe dire: 'Prenderemo in considerazione quella coorte'", dice una fonte FDA anonima.

Ma se non riusciranno a risolvere la situazione facile prevedere che l'azienda provvederà a una ristrutturazione, incominciando da un corposo round di licenziamenti (come se quelli del settore non fossero abbastanza). E facile prevedere tempi difficili per ogni biotech focalizzata su mRNA. Perché la prospettiva del mancato accesso al mercato USA rende questi investimenti insensati.

Questo è un messaggio forte lanciato all'industria: sappiate che se volete sviluppare un vaccino lo fate a vostro rischio e pericolo e che svilupparne uno mRNA è quasi suicida. 

Anche in altre aree terapeutiche il messaggio sembra chiaro: a NIH parte uno studio su ivermectina in funzione antitumorale. Pura ideologia:

L'ivermectina è diventata un simbolo di resistenza contro l'establishment medico tra gli aderenti al MAHA e i conservatori. Commentatori affini e influencer del benessere e altri influencer online hanno pubblicizzato — senza prove — l'ivermectina come cura miracolosa per una serie di malattie, compreso il cancro. Funzionari dell'amministrazione Trump hanno indicato la ricerca sull'ivermectina come esempio della disponibilità dell'amministrazione ad accogliere idee che l'establishment scientifico ha respinto. "'Se molte persone ci credono e sta influenzando la salute pubblica, noi come NIH abbiamo l'obbligo, ancora una volta, di prenderla sul serio," ha detto Bhattacharya durante l'evento. Secondo The Chronicle della Duke University, Bhattacharya ha recentemente dichiarato di volere che il NIH sia "il braccio di ricerca del MAHA".

Ma ci sono nuovi farmaci prodotti da grandi farmaceutiche che mettono in crisi l'area MAHA. Se traduci "non demonizzare i grassi animali" in "nessun problema con i grassi saturi" e se vai verso più proteine e meno carboidrati alla fine proponi il classico panino con l'hamburger e il barbecue domenicale... e se quello è il tuo stile di vita il sovrappeso può essere un problema. E infatti:

Esiste un forte dibattito sulle pillole antiobesità all’interno del movimento perché si sono rivelate molto efficaci e negli ultimi anni c’è stata una vera e propria esplosione in termini di comprensione delle loro reali potenzialità. Ovviamente, però, molte di esse sono prodotte da alcune delle più grandi aziende farmaceutiche come Eli Lilly e Novo Nordisk. Gli attivisti del movimento temono quindi di diventarne “clienti a vita” e un fondo di verità c’è perché le persone riprendono peso rapidamente e facilmente se smettono di assumere questi farmaci, senza considerare che altri vanno incontro ad alcuni effetti collaterali gravi. E penso che alcuni all’interno del movimento “Make America Healthy Again” direbbero che le scelte sullo stile di vita siano più importanti di qualsiasi farmaco. Resta da vedere esattamente come l’amministrazione Trump li tratterà perché da un lato si vocifera che Kennedy Jr ne sia un feroce oppositore e di conseguenza non avrebbe intenzione di favorirli o ne vorrebbe inasprire la regolamentazione. Dall’altro alcuni commentatori sostengono che Trump starebbe cercando di negoziare un prezzo più basso per questi farmaci dimagranti.

A Lilly hanno scommesso sulle porte aperte di FDA, accumulando scorte di Orforglipron pronte per essere immesse sul mercato prima della sua approvazione.

https://www.fiercepharma.com/pharma/lillys-pre-launch-inventory-oral-glp-1-candidate-swells-ahead-expected-fda-obesity-nod

Ora, per quel che mi riguarda, i simpatizzanti MAHA possono mangiare quello che vogliono e curarsi o non curarsi come vogliono. Ma che la loro area politica finisca per influenzare la disponibilità mondiale di nuovi farmaci sovvertendo l'operato di FDA e NIH, questo no: questa non è questione di libertà, questa non è lotta per la trasparenza, questa è un'altra maledetta crociata ideologica. Inaccettabile.

lunedì 16 febbraio 2026

SOCIETA' LIQUIDE E SOLIDE IMPUNITA'

 

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/08/liberta-diritti-repressione-dissenso-oggi/8282420/

Devo a Gandini e Bartolini la mia personale scoperta de L'industria del complottismo di Mathieu Amiech, che ha molto pesato su quanto è stato scritto su questo blog nell'ultimo anno. Questo loro articolo mette assieme cose apparentemente sconnesse (la deriva a-democratica degli ultimi anni e gli Epstein files). In realtà sono aspetti complementari di un fenomeno sfaccettato ma univoco negli esiti, quello che Carlo Galli ha definito l'ultimo atto della democrazia.

In quel contesto, ciò che veniva presentato come tutela collettiva si è tradotto, per molti, in un’ulteriore compressione della libertà materiale e dell’autonomia quotidiana. Anche qui, la violenza non coincide soltanto con l’uso della forza fisica, ma con la ridefinizione autoritaria di ciò che è dicibile, visibile e praticabile.

La domanda allora diventa inevitabile: nella diseguaglianza, nella repressione del conflitto e in un contesto di impunità sistemica si può essere liberi? Povertà, precarietà, assenza di diritti sociali e criminalizzazione del dissenso compromettono l’esercizio di una libertà effettiva. Recuperare un’idea di libertà non neoliberale significa tornare a pensarla come condizione collettiva e materiale, non come privilegio individuale.

I legami sociali, territoriali e politici non sono il limite della libertà, ma la sua possibilità. Senza dissenso, senza conflitto, senza la capacità di spezzare la normalizzazione dell’ingiustizia, la libertà resta una formula retorica: utile a legittimare l’esistente, incapace di trasformarlo.

Leggendo l'articolo è tornata a galla nel materiale della mia memoria la modernità liquida descritta da Zygmunt Bauman (Liquid Modernity, 2000). In Bauman la società liquida è una condizione sociale segnata da precarietà e incertezza permanente, in cui le relazioni umane diventano fragili e "usa e getta", coinvolgendo legami affettivi, amicizie e matrimoni. Il lavoro si caratterizza per la sua flessibilità e intermittenza, privo di sicurezze tradizionali - ma Bauman non mette in relazione la precarietà sociale con la precarietà economica messa in atto in occidente da globalizzazione e crisi economiche. Per Bauman la globalizzazione opera collocando il potere a livello globale (le cosiddette élites), mentre la  politica - e in teoria la prassi democratica - rimane ancorata alla dimensione locale, incapacitata, inefficace.

Che la società liquida si sia in larga parte realizzata mi pare sia piuttosto evidente, ed altrettanto evidente è che tale trasformazione sociale abbia permesso le prassi di governo e le narrazioni prevalenti.

Gandini e Bartolini dicono che il legame sociale è il prerequisito della libertà, ma l'individuo liquido è sciolto da legami, solutus, e quindi non possiede quel prerequisito di libertà. Da questo punto di vista il paradosso del solutus è che verso il basso produce isolamento e precarietà, mentre verso l'alto produce i legibus soluti, quelli fuori dalla portata delle leggi (non solo Epstein e soci, basta vedere certi pregiudicati e pluricondannati che siedono nel parlamento italiano).  

All'inizio del movimento operaio mutuo soccorso e sindacato nacquero come pratiche di sopravvivenza sociale della classe lavoratrice. Ma la società liquida scioglie i legami orizzontali e senza legami orizzontali è praticamente impossibile sviluppare una coscienza di classe, quella coscienza di classe che che fece nascere il movimento dei lavoratori. Dall'altro lato la liquidità lascia intatte – anzi rafforza – le strutture verticali del potere. La liquidità è selettiva: fluidifica chi deve obbedire, solidifica chi comanda. È funzionale proprio perché atomizza il conflitto mentre garantisce coesione e protezione reciproca alle élites.

Poi occorre notare che in un momento di rivoluzione negli assetti del potere globale alle élites europee potrebbe fare comodo anche un po' di coesione sociale, ma non si può dire che abbiano mai brillato per lungimiranza.